sabato 28 febbraio 2015

Manifesto ufficiale del Carnevale di Viareggio 2016 firmato dalla studentessa Anna Bulycheva

carnevale di viareggio 2016
VIAREGGIO (LUCCA) - E’ il risultato del contest organizzato dallo Ied con Fondazione Carnevale Lo Ied di Firenze firma il manifesto ufficiale del Carnevale di Viareggio 2016. L’immagine è stata realizzata dall’artista e graphic designer russa Anna Bulycheva, studentessa dell’Istituto Europeo di Design. Il manifesto ufficiale del Carnevale di Viareggio 2016 porta la firma di Anna Bulycheva, artista, illustratrice e graphic designer russa iscritta al corso in Graphic Design dell’Istituto Europeo di Design di Firenze. E’ questo il risultato del contest interno organizzato dall’Istituto Europeo di Design di Firenze insieme alla Fondazione del Carnevale di Viareggio - riporta un comunicato stampa - con l’obiettivo di realizzare l’immagine della prossima edizione. Una tradizione, quella del manifesto ufficiale, iniziata nel 1926 e che negli anni ha visto le firme di grandi talenti come Lucio Venna, Virgilio Bianchi, Uberto Bonetti, Franco Signorini, Arnaldo Pomodoro, Sandro Luporini, Serafino Beconi, Jean Michel Folon, Lorenzo Mattotti, Sergio Staino, Franco Anichini, Giorgio Michetti, Chiara Rapaccini, Arnaldo Galli, Roberto Paglianti e Beppe Bertuccelli solo per citarne alcuni.
“Volevo creare un manifesto moderno e colorato, ma al tempo stesso riassumere i più di cento anni di storia di questo evento meraviglioso”, spiega Anna, laureata in architettura a Mosca con un curriculum che comprende lavori per importanti brand internazionali quali Nokia, Christian Dior Jewelry e Paco Rabanne, oltre a due mostre personali tra Mosca e Parigi.
“Per la scelta dei colori – prosegue - mi sono basata sul logo del Carnevale, il Burlamacco. Il rosso, il nero e il bianco creano un contrasto molto forte. Tutte le forme riconducono al triangolo, come il disegno del costume di Arlecchino. Mi sono ispirata ai lavori di Fortunato Depero e Picasso per creare un’immagine geometrica e due personaggi statici che ricordassero degli attori in piedi su un palco. L’insieme di forme, colori e personaggi crea un immagine potente, perfetta ai fini della comunicazione.”
“La collaborazione con lo IED è stata estremamente positiva – spiega il Commissario della Fondazione Carnevale di Viareggio Stefano Pozzoli – sia per il successo del contest fotografico e video, che ha visto un elevato numero di partecipanti e un’interessante quantità di materiale, sia per la realizzazione di questo manifesto che unisce la freschezza della genialità creativa di una giovane artista con la tradizione del nostro Carnevale e che ha prodotto un’interessante reinterpretazione di Burlamacco. Il manifesto è stato selezionato tra i tanti proposti dagli studenti dell’Istituto Europeo del Design, tutti di notevole efficacia comunicativa”. 
“Il lavoro sul Carnevale di Viareggio – racconta Cosimo Lorenzo Pancini, docente nell’area delle Arti Visive allo Ied e responsabile del workshop che ha portato alla creazione del manifesto - è stata l'occasione per studiare nuovamente una tradizione cartellonistica italiana che dal futurismo al dopoguerra ha annoverato grandi talenti. Gli studenti del master del corso, di provenienza internazionale così come quelli di comunicazione e forti di una formazione sull'advertising, si sono confrontati con uno stile di illustrazione ancora efficace e contemporaneo. Molte sono state le interpretazioni del personaggio dei Burlamacco - storica maschera del carnevale viareggino – tra le quali non sono mancate quelle più irriverenti: forse meno attinenti al tema visuale del carnevale viareggino ma non per questo infedeli allo spirito.”
I lavori presentati al contest saranno protagonisti di una mostra che verrà allestita in occasione della Pasqua e del Carnevale Estivo. I manifesti proposti dagli studenti presentano tecniche simili ma parlano linguaggi stilistici differenti in accordo con quello che è l’andamento attuale dell’illustrazione moderna; alcune richiamano volutamente i manifesti dei vecchi cartellonisti con effetti che ne danno un tocco analogico stampato su carta grezza anche se fatti in digitale con l’uso del computer, altri utilizzano la tecnica di flat design giocando con pochi colori e rendendo il tutto molto morbido ed essenziale, infine altri ancora affiancano la fotografia alla grafica.


Ottavo e ultimo episodio della serie-rivelazione francese Maison Close, la vita delle donne in un bordello parigino

MILANO - Ottavo ed ultimo episodio della prima stagione di Maison Close – La Casa del Piacere, domenica 1 marzo alle 22 su laeffe (canale 50 DTT e tivùsat, 139 di Sky). Nel Paradis, la casa d’appuntamenti più esclusiva della Parigi del 1871, non c’è pace, tra scandali, litigi, relazioni segrete e misteri irrisolti. La puntata finale si apre con gli ennesimi scontri tra Pierre e Hortense per la gestione del Paradis. Pierre è spietato, non si ferma davanti a nulla e per soldi è disposto a tutto, persino ad accettare le ignobili richieste di un cliente.
Hortense, da sempre contraria alle scelte brutali e senza scrupoli del fratello, non è dello stesso avviso e si oppone, aiutata anche da Vera e Rose. Quest'ultima, intanto, scopre finalmente la verità su sua madre e riesce a fare chiarezza sul suo passato fino a quel momento ignoto. Lo scontro tra Pierre e Hortense innesca una serie di conseguenze che determineranno le sorti del Paradis e soprattutto il destino delle ragazze, oscillante tra un futuro di soprusi al servizio di uomini prepotenti o il raggiungimento della tanto sofferta libertà. Ciascuna a proprio modo, le professioniste dell’amore del Paradis tenteranno di rendersi padrone del proprio destino, trovando alla fine una soluzione estrema, fino alla resa dei conti finale che chiude il sipario su questa prima appassionante stagione. L’ottavo ed ultimo appuntamento con Maison Close – La Casa del Piacere è per domenica 1 marzo alle 22 su laeffe (canale 50 DTT e tivùsat, 139 di Sky).

Gianni Ippoliti "mago dei fornelli", con Franca e Roberta Foffo, nella Dolce Vita del gusto e del divertimento

chef flavia
ROMA - Per riposarsi dalle fatiche della Rassegna stampa di Uno Mattina in famiglia, programma di Michele Guardì, con Tiberio Timperi e Ingrid Muccitelli, il geniale e istrionico Gianni Ippoliti si prodiga ai fornelli "spenti" della Taverna Flavia, lo storico locale dell'avvocato gourmet Mimmo Cavicchia, tempio storico della Dolce Vita romana e non solo. L'appetito però è troppo e, complice lo chef della Flavia, l'autore e conduttore televisivo, abbandona i fuochi e, in compagnia di Franca e Roberta Foffo, assapora una bella e abbondante amatriciana. Dissacrante, ironico, maestro della provocazione in video, nella vita privata è romantico, amante degli animali, ecologista convinto e un mago ai fornelli. Si professa single convito...sarà vero?
Ippoliti è presente, sempre a modo suo, inimitabile, all'interno del programma Uno Mattina In Famiglia, trasmissione del mattino della fine settimana di Rai Uno. Tiberio Timperi, conduttore storico del programma, è affiancato da Ingrid Muccitelli. Intrattenimento con giochi, spettacolo e attualità per tutte le famiglie.
Ippoliti, con la sua paradossale rassegna della stampa rosa, fa sorridere conduttori, pubblico in studio e telespettatori.

"Blazar", un'esplosione di energia swing e beat dal nuovo album dei pluripremiati Fabio Giachino Trio

musica
TORINO - Fabio Giachino Trio: esce il nuovo album. Con "Blazar" un'esplosione di energia. E' uscito il nuovo album del pluripremiato trio torinese guidato dal pianista Fabio Giachino e formato con il contrabbassista Davide Liberti e il batterista Ruben Bellavia. Prodotto e edito da Abeat Records, è stato presentato in anteprima a Bruxelles per rappresentare la città di Torino in occasione dell’EXPO-TO e dell’Expo 2015 di Milano. "Blazar", il nuovo e terzo album del Fabio Giachino trio: una grande formazione che sta facendo sempre più parlare di sé e che si è affermata nel panorama italiano raccogliendo importanti riconoscimenti. Guidato dal pianista Fabio Giachino, insieme al contrabbassista Davide Liberti e al batterista Ruben Bellavia, il trio con "Blazar" firma il suo terzo lavoro, prodotto ed edito da Abeat Records, che segue i precedenti “Jumble up” (2014) e “Introducing Myself” (feat. Rosario Giuliani, 2012).

In collaborazione con il Torino Jazz Festival, l'album è stato presentato in anteprima a Bruxelles presso l’Istituto Italiano di Cultura per rappresentare la città di Torino in occasione dell’EXPO-TO e dell’Expo 2015 di Milano. Il titolo dell'album richiama la passione di Giachino per l'astronomia: tecnicamente, il termine blazar siginifica "blazing quasi-stellar object", indicando un fenomeno energetico molto potente che ben rappresenta il carisma dirompente del trio e della sua musica, che sarà portata in tour nel 2015 toccando diverse città italiane.
Il trombettista Fabrizio Bosso, nelle note di copertina:
"Ho conosciuto Fabio qualche anno fa suonando come ospite del quartetto JAZZ ACCIDENT e, fin da subito, ho capito che stava nascendo un grande talento. Credo che i progressi che ha fatto in questi ultimi anni siano veramente notevoli, lo dimostra questo riuscitissimo lavoro BLAZAR, un disco che strizza l'occhio al jazz newyorkese, ma senza tralasciare la vena melodico-mediterranea che contraddistingue i jazzisti italiani in tutto il mondo. In quanto alla tecnica questo musicista non ha nulla da invidiare ai migliori pianisti della scena jazz internazionale, coadiuvato da una ritmica sempre pronta ad assecondare i suoi input musicali."
Dei nove brani presenti nel disco, otto composizioni originali di Giachino e un arrangiamento reggae di "In the wee small of the morning" di D. Mann e B. Hilliard.
Fabio Giachino: "Credo in questo terzo album si sia delineata maggiormente la via che abbiamo intrapreso in questi anni, la coesistenza di differenti influenze stilistiche legate dall’amore comune per lo swing e il beat più incalzante ma, con una maggior ariosità all’interno delle composizioni ed un’attenzione maggiore alla melodia e alla forma. "BLAZAR" è proprio questo, in scienze viene definito come una sorgente altamente energetica e supercompatta, uno dei più violenti fenomeni dell’universo, ed è così che amo vedere il mio gruppo e la nostra musica: energica, violenta, ma anche dolce e delicata...e che magari faccia anche ballare, come il jazz faceva agli inizi del '900!"
Nato ad Alba e trasferitosi successivamente a Torino, Fabio Giachino è un talento inarrestabile. Seppur giovanissimo ha collaborato con grandi artisti come Dave Liebman, Furio Di Castri, Fabrizio Bosso, Rosario Giuliani, Emanuele Cisi, Maurizio Giammarco, Dino Piana,  Aldo Zunino, Dusco Goycovitch, Javier Girotto, Miroslav Vitous esibendosi anche in Francia, Svizzera, Inghilterra, Repubblica Ceca, Polonia, Turchia, Romania, Canada, U.S.A. 
Negli anni è stato insignito di importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale: il "Premio Internazionale Massimo Urbani 2011", il "Premio Nazionale Chicco Bettinardi 2011" e il Red Award "Revelation of the year 2011" JazzUp channel; inoltre, nel 2011, 2012 e 2013 è stato votato tra i primi 10 pianisti italiani secondo il referendum "JAZZIT Awards" indetto dalla redazione della rivista JAZZIT.
Con il Fabio Giachino Trio ha ottenuto il Premio Speciale come "BEST BAND" al "Bucharest International Competition 2014", il premio "Fara Music Jazz Live 2012" (sia come miglior solista che come miglior gruppo), il premio "Barga Jazz Contest 2012" ed il "Premio Carrarese Padova Porsche Festival 2011".

venerdì 27 febbraio 2015

Seconda Giornata dell'Amicizia & Cultura Armena. Grande evento a Lecce per celebrare l'opera di Pierfranco Bruni

lecce armenia
LECCE - L’Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo e l’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia, insieme a Lecce, per la presentazione dell’opera “Le parole per raccontare. Gli Armeni, storia, cultura, letteratura”, di Pierfranco Bruni e Neria De Giovanni. L’evento è organizzato nell’ambito delle iniziative celebrative del Centenario del Genocidio degli Armeni. L’Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo di Lecce, presieduta dalla Sen. Adriana Poli Bortone si fa promotrice, in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Armena in Italia, della seconda “GIORNATA dell’AMICIZIA & CULTURA ARMENA”.
L’incontro, organizzato nell’ambito delle iniziative celebrative del Centenario del Genocidio degli Armeni, si terrà a Lecce il 28 febbraio, a partire dalle ore 18, nei suggestivi spazi dell’ex-Conservatorio Sant'Anna, in Via Libertini, 1, sede dell’Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo.
Momento clou dell’evento, la presentazione del volume “Le parole per raccontare. Gli Armeni, storia, cultura, letteratura”(Ed.Nemapress), di Pierfranco Bruni e Neria De Giovanni, con la prefazione di S.E. Sargis Ghazaryan, Ambasciatore della Repubblica d'Armenia in Italia, che presenzierà all’incontro insieme agli autori del volume e a osservatori del mondo Istituzionale, Culturale, Economico, Associativo e dei Media. Modera il dibattito il dottore Gianluca Borgia, componente Consiglio di Amministrazione Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo. 
Padrona di casa la senatrice Adriana Poli Portone, presidente dell’Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo, che ha fortemente voluto questo momento di confronto, e riflessione per promuovere la conoscenza di una della pagine più cupe della storia del XX secolo: il Genocidio Armeno. 
Conosciuto anche con il nome di Medz Yeghern, il “Grande Male”, il genocidio armeno è stato il primo del ’900, nonché uno dei più dimenticati: Hitler lo prendeva a canone del massacro che serbava in mente: “chi parla ancora oggi del genocidio degli armeni?”. I responsabili sono rimasti pressoché impuniti, i manuali di storia hanno esitato a raccontare ed il governo turco lo nega esplicitamente ancor’oggi. Questo processo sistematico di sterminio della componente etnica minoritaria armena fu avviato dall’Impero Ottomano all’interno del territorio attualmente facente parte della Turchia. Il Genocidio, la cui data di inizio viene convenzionalmente indicata con il 24 aprile 1915, ha causato la morte di un numero di vittime pari ad 1-1,5 milioni di persone, tra cui circa 250 intellettuali e leader della comunità armena di Costantinopoli. 
Le pagine dell’opera di Neria De Giovanni e Pierfranco Bruni sono un viaggio a ritroso nella travagliata storia del popolo armeno di cui raccontano non solo la tragica odissea umana, ma anche la gloria e la ricchezza di una grande cultura millenaria, che è l’essenza più intima di un popolo. 
“La peculiarità di questo volume – sottolinea nella prefazione al libro S.E. Sargis Ghazaryan, Ambasciatore della Repubblica d'Armenia in Italia - è di guardare all’Armenia da due prospettive. Una più profonda, che fruga incessantemente nella storia millenaria del popolo armeno, nelle sue radici, nelle sue tradizioni. Un’altra più vicina, che guarda agli Armeni - lontani dalla terra dell’Ararat - che hanno stretto, nei secoli, un forte nesso di partecipazione e contaminazione nelle terre e con le genti di approdo (…) Pierfranco Bruni e Neria De Giovanni hanno compiuto questo viaggio senza temere le difficoltà del non conosciuto e senza accusare segni di stanchezza, riuscendo nell’intento di approfondire la conoscenza di cosa si celasse dietro i termini “armeno” e “Armenia”. Il risultato è un volume denso e ricco di spunti. Ancora più significativo perché esce a pochi giorni dal 24 aprile, quando si commemorerà il Centenario del Genocidio degli Armeni.”
“… Da quel giorno del 1915, - conclude l’Ambasciatore - i miei antenati, la mia gente, sono diventati vittime o profughi, nel migliore dei casi. Sono stati costretti cioè a fuggire in avanti e a non guardarsi indietro. Oggi, invece, si vuole e si deve guardare indietro. Per non dimenticare un crimine, a cui troppi hanno assistito silenti e impassibili.
Questa seconda “GIORNATA dell’AMICIZIA & CULTURA ARMENA è solo l’ultima delle tante attività di alto profilo promosse dall’Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo, suggella con forza la volontà di valorizzare i rapporti con la comunità armena e rappresenta un’occasione di scambio, socializzazione e condivisione di ideali, cultura e storia.

Il Teatro cerca Critica, laboratorio gratuito per critici web. Domanda d’iscrizione entro il 5 marzo 2015

teatro
NAPOLI - "Il Teatro cerca casa" presenta, con il patrocinio morale dell’Anct (Associazione nazionale critici di teatro), Il Teatro cerca Critica, laboratorio gratuito per aspiranti critici web. La domanda d’iscrizione dovrà essere inoltrata in formato elettronico all’indirizzo mail info@ilteatrocercacasa.it, entro e non oltre il 5 marzo 2015. La rassegna di teatro in appartamento continua il suo progetto di rinnovamento dal basso della scena teatrale contro il processo di crisi che ha investito i diversi settori dello spettacolo. Dopo aver lavorato sulla creazione di nuovi palcoscenici, dando vita a un circuito di case-teatro con un cartellone d’eccellenza e una tournée nei salotti privati, vuole ora focalizzare l’attenzione su un altro segmento del settore in crisi, ossia la critica teatrale che, progressivamente bandita dalla carta stampata, negli ultimi dieci anni ha subito una migrazione sul web, che si configura come un movimento di estrema sopravvivenza e vitalità.
“Poiché non è possibile avviare alcun discorso sulla situazione della critica teatrale – spiegano gli organizzatori - che sia svincolato da una riflessione sullo stato del teatro oggi, diventa necessità storica che il critico web si occupi e testimoni, nelle sue scritture, quanto accade in teatro e fuori dai circuiti paludati, senza mai prescindere dalla conoscenza della storia e della critica teatrale”. Per rispondere a queste esigenze dunque, è stato indetto il seguente bando di selezione per la partecipazione al laboratorio di critica teatrale denominato Il Teatro cerca Critica.
Per la stagione teatrale 2014/2015, l’associazione Il Teatro cerca casa istituisce un laboratorio con accesso gratuito di critica giornalistica on line, con specializzazione in Teatro, per n. 10 partecipanti. Gli obiettivi del corso sono: potenziare le capacità di osservazione, di analisi e di critica dello spettacolo a cui si assiste; approfondire le teorie e le metodologie di analisi dei linguaggi espressivi e delle tecniche utilizzate nell'arte dello spettacolo dal vivo; fornire un metodo per la ricerca e l’elaborazione delle informazioni necessarie a recensire specifici fenomeni, percorsi, tematiche e approfondimenti riguardanti il teatro e le arti performative in genere; fornire gli strumenti metodologici per la stesura di una critica dello spettacolo soffermandosi anche sul rapporto testo-spettacolo; aiutare a cogliere pienamente le possibilità del mezzo informativo (carta stampata o web) sviluppando la conoscenza delle sue specificità e acquisire le tecniche essenziali per la redazione di un servizio giornalistico; creare un legame inscindibile tra teoria e pratica, storia e attualità, teatro di tradizione e nuovi linguaggi della scena.
Gli argomenti del corso sono: Elementi di storia del teatro; Analisi del testo drammaturgico; Metodologia della critica teatrale; Elementi di storia della critica teatrale; Il giornalismo teatrale: dai quotidiani a internet; Teorie e tecniche della scrittura giornalistica; Scrittura giornalistica per i media digitali; Critica dello spettacolo. Il corso si svolgerà a Napoli, ogni sabato mattina dalle ore 10 alle 14, dal 14 marzo al 6 giugno per una durata complessiva di ore 40 per 10 incontri. Il corso prevede la frequenza obbligatoria dei partecipanti. I giorni e le fasce orarie indicate potranno subire delle variazioni. Prima dell’avvio delle lezioni, agli allievi ammessi verrà comunicato il calendario didattico. Saranno ammessi alla frequenza del laboratorio, mediante selezione a numero chiuso i candidati in possesso dei seguenti titoli di studio: Diploma di Scuola superiore. Critici con oltre un anno di esperienza di scrittura in redazione giornalistica che possa fornire credenziali per il candidato. Potrà valere come titolo preferenziale: diploma di laurea magistrale o vecchio ordinamento, diploma rilasciato da istituzioni afferenti all'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica legalmente riconosciute dal ministero dell’Istruzione. Le candidature per l’accesso al corso dovranno pervenire corredate da: curriculum vitae, lettera motivazionale. I materiali inviati non saranno restituiti. Potranno accedere al laboratorio i cittadini stranieri, in possesso di regolare permesso di soggiorno e di un adeguato titolo di studio riconosciuto in Italia che avranno dimostrato un’ottima conoscenza della lingua italiana scritta e orale. La selezione verrà effettuata da una commissione appositamente nominata dal Presidente dell'associazione “Il Teatro cerca Casa” mediante l’analisi del curriculum vitae e successivo colloquio, volto a verificare le pregresse conoscenze dei candidati sulle materie oggetto del corso e l’attitudine al progetto formativo proposto.
I docenti sono: Manlio Santanelli (Analisi del testo drammaturgico), Giulio Baffi (Critica dello spettacolo teatrale), Gianmarco Cesario (Il giornalismo teatrale: dai quotidiani a Internet), Stefano De Stefano (Critica dello spettacolo teatrale), Andrea Esposito (Scrittura giornalistica per i media digitali), Mario Gelardi (Il Teatro d’impegno civile), Giuseppe Giorgio (Critica giornalistica), Antonia Lezza (Elementi di Teatro contemporaneo), Mimmo Napolitano (Teatro dell’800: dal melodramma all’opera), Ileana Bonadies (Metodologia della critica teatrale), Milena Cozzolino (Elementi di storia della critica teatrale). MediaPartner: QuartaParete (www.quartaparetepress.it) Corriere Spettacolo (corrierespettacolo.it)

Isis. Barbari. Massacrano, uccidono e sgozzano in nome di Allah. Gente che distrugge musei e luoghi di culto

isis
CROTONE - Isis. Barbari che massacrano, uccidono e sgozzano in nome di Allah. Gente senza scrupoli che non esita a distruggere musei o luoghi di culto annullando il passato di civiltà millenarie. Cancellano in pochissimo tempo la Storia. Con la pretesa di cancellare il tempo orde vandaliche si lanciano all’assalto di simboli e tradizioni che dopo  secoli sono giunti fino a noi. Cosa rimane  della testimonianza di  popoli antichi che hanno contribuito attraverso la loro esistenza a creare opere di una straordinaria bellezza, che al solo guardarle toccano le corde dell’anima, evocano emozioni, di cui tutti abbiamo bisogno per sentirci uomini e non scimmie! Il pianeta delle scimmie sta sconvolgendo la terra, sradicando le radici dell’identità, imponendosi sul passato ed il presente. Già nel 2001 gli studenti islamici afgani avevano vergognosamente distrutto le statue di Buddha scavate nella roccia a Bamiyan. Sculture di grande  bellezza, giganti buoni, spiriti benefici che sembravano proteggere i viaggiatori che percorrevano la  Via della Seta ed univa i mercati della Cina con quelli dell’Asia centrale e meridionale, del Medioriente e dell’Europa.

Come se questo non bastasse è toccato poi ad un luogo di culto di cristiani e musulmani: la tomba del profeta Giona a Mosul l’antica Ninive in Iraq. Con cariche esplosive si è minato quel luogo sacro, per farlo deflagrare e lasciare a terra pietre e macerie. Un vero misfatto, un tranciare di netto la convivenza di  due comunità:  cristiani e musulmani unite dal sentimento religioso e dalla preghiera. Ed ora come se non bastasse, sono cadute statue e bassorilievi antichi, alcuni risalenti a 3000 anni fa, prese a martellate e finite con un martello pneumatico. Mosul assaltata, violentata ed uccisa in quello che aveva di più caro: musei e libri, consegnati al fuoco. Di Ninive e di una delle più importanti civiltà come quella Assira Babilonese, non rimane più nulla, come se non fosse mai esistita come se fosse soltanto una leggenda, i cui miti sono stati orrendamente decapitati. Ma di quale Dio parlano queste scimmie, che sotto sembianze umane si arrogano il diritto di privarci di simboli e luoghi,  che commettono empietà  in nome di una religione, che sta disumanizzando le nostre vite,  trasformata in un grande Potere che  allontana le menti pensanti in cerca di luce e non di oscurità. Offensivo ed ingiurioso  ricorrere a simili pratiche, per cancellare informazioni o idee ritenute pericolose, dannose e da distruggere! Ogni popolo sin dai tempi antichi ha lasciato testimonianza della propria grandezza, grazie a forme di comunicazione ed espressione artistica che hanno permesso a noi contemporanei di entrare nel loro vissuto, per riscoprirne la tradizione ,fornendoci informazioni di cosa significasse un’organizzazione umana e di come si sviluppasse. Grazie a quelle tracce abbiamo appreso cosa fosse il sentimento della pietà, l’importanza della religiosità, attraverso gli dei che adoravano importanti per distinguere il bene dal male e di quanto l’arte fosse un segno distintivo delle varie culture. Libri, cultura, tutto ciò che le scimmie non sopportano e  pensano di reprimere ogni anelito di libertà, attraverso la paura ed il terrore. Non è possibile svegliarsi un giorno e ritrovarsi in catene. C’è una cosa che accomuna tutti gli uomini. La ricerca del bello e delle manifestazioni dello spirito, che portano le persone a creare e sentirsi parte di una bellezza che l’universo intero racchiude e custodisce. Chi pensa che il terrore possa avere la meglio su tutto, non ha capito che l’espressività dello spirito non la  ingabbi. Persino un cieco cerca la luce.

"Shining Boy", il singolo di Marco Maggiore in programmazione radiofonica da venerdì 27 febbraio 2015

shining boy
ROMA - Da venerdì 27 febbraio, sarà in programmazione radiofonica "Shining Boy", il primo singolo estratto da "Passwords", l'album d'esordio dell'esperienza solistica di Marco Maggiore. In "Shining Boy", il batterista e produttore milanese, allievo di Tullio De Piscopo e conosciuto al pubblico per le collaborazioni internazionali con Eumir Deodato e Michael Manring, esprime per la prima volta tutta la sua vena cantautorale montando, su una melodia scritta insieme all'amico di una vita, poco tempo dopo scomparso, un testo a lui dedicato, profondamente toccante e permeato da un'emozionale suggestività. Il brano, in lingua inglese, si compone di atmosfere in contrapposizione dove la ritmica serrata delle percussioni descrive i tristi fotogrammi di una perdita, mentre il ritornello, in cui l'atmosfera cupa scompare, si trasforma in un liberatorio grido di aiuto rivolto ad una persona e ai valori in cui ha creduto nel corso della sua esistenza.

Il singolo è prodotto su etichetta "M81", è firmato da Marco Maggiore, Fabio Beltrami, Viky Ferrara ed è impreziosito dal tocco di Paolo Donnarumma al basso, celebre musicista dei piu? grandi capolavori della discografia italiana per artisti come Lucio Dalla, Battiato, Bennato, De Gregori, Mia Martini, Giuni Russo. 
Marco Maggiore (Castellanza,1981) è un batterista, produttore artistico e vocalist; Inizia a suonare la batteria all’età di 5 anni seguendo le orme musicali del padre saxofonista; allievo del grande Tullio De Piscopo e Batterista di diversi gruppi rock, jazz e, funk dal 2001 è apparso in diverse trasmissioni televisive RAI 2 ed emittenti televisive nazionali private ed ha tenuto concerti su alcuni dei più prestigiosi palchi in tutto il mondo. Nel 2004 fonda, con Daniele Gregolin e Joeri Hommerson, la band Euro Groove Department, con la quale realizza dischi, dvd e tour in tutto il mondo, collaborando, fra gli altri, con il famoso bassista statunitense Michael Manring. Dal 2010 collabora con il vincitore del Grammy Award, Pianista e arrangiatore Eumir Deodato (Frank Sinatra, Bjork, Earth Wind & Fire, Phil Collins, Kool & the Gang, Al Jarreau, Wes Montgomery...) nell'ambito di alcuni Tour Europei e producendo diversi video musicali dal vivo. Sempre nel 2010, spinto dal continuo desiderio di ricerca artistica intraprende anche la sua esperienza solistica con la realizzazione di due singoli :"Rising Sun" del 2010 (Brano testimonial di GAIA107, L’EDIFICIO PIù ECOLOGICO AL MONDO) e "Pink Moon" (remake del celebre brano del cantautore cult inglese Nick Drake) del 2011, nel quale Marco attraversando generi e linguaggi che spaziano dalla world music all’elettronica al cantautorato, cura personalmente tutti gli aspetti realizzativi dell’opera sperimentando le potenzialità dello studio di registrazione di cui è proprietario, EAGLE EYE STUDIO. Nel 2014 vede la luce PassWords, primo album della sua esperienza solistica che contiene i due singoli precedentemente realizzati; il disco, distribuito in tutto il mondo, ha destato pareri molto positivi da pubblico e critica ed è stato annoverato fra le 10 migliori uscite discografiche del 2014 dalla redazione di WakeUp News aggiudicandosi il 5° posto. Fra le Altre collaborazioni di rilievo nella carriera di Marco,è degna di nota quella dal vivo con alcuni noti comici di Zelig tra i quali Ale e Franz, Alberto Patrucco e Flavio Oreglio. Nel 2011 accompagna in Tour alla batteria, la ex cantante del gruppo Elisir, Paola Donzella, vincitrice del Premio Tenco. Marco ha suonato, fra gli altri, con: Adam Nitti, Brian Beller, Bob Culbertson, Joeri Hommerson, Daniele Gregolin, Andrè Pelat, Matteo Bassi, Luca Calabrese, Luca Scansani, Michele Franzini, Andrea Lombardini , Alberto Bollati, Paolo
Donnarumma, molti altri... Da sempre Marco dedica parte della sua attività musicale alla didattica ed all'insegnamento della batteria svolgendo una fitta attività di workshop e seminari collaborando anche con note scuole di sede a Milano ed interland e partecipando ad eventi percussionistici di grande rilievo internazionale come il LONDON DRUM SHOW ed il “PERCFEST MEMORIAL NACO".

Ritratto Equestre di Carlo Emanuele I di Savoia (detto “Il Grande”), di Antonio Susini, a Tefaf 2015

ROMA - Un importante ritratto equestre in bronzo di Antonio Susini (1558-1624) raffigurante Carlo Emanuele I di Savoia (1562-1630) sarà presentato a Tefaf 2015 da Tomasso Brothers Fine Art. Risalente al 1620 circa, la scultura fu probabilmente commissionata nel 1619 in occasione delle nozze tra Vittorio Amedeo I, erede al trono di Carlo Emanuele, e Cristina Maria, figlia del re di Francia Enrico IV e Maria de Medici. L’opera ha una provenienza impeccabile, direttamente dalla collezione della principessa Maria Beatrice di Savoia. Antonio Susini fu uno degli scultori fiorentini più importanti del suo tempo, nonché fonditore di fiducia del grande Giambologna. In sella ad un magnifico destriero, Carlo Emanuele indossa un’armatura con la croce dell’ordine di San Maurizio. Questo bronzo è paragonabile ad un’altra versione dello stesso soggetto, oggi nella collezione del Museumslandschaft Hessen di Kassel, proveniente da Parigi, ed al pendant di quest’ultimo, oggi nel Musee des Beaux Arts di Digione, che raffigura Enrico IV di Francia, entrambe opere del Susini.
Con una richiesta nell’ordine di un milione e mezzo di sterline, questo bronzo di grande importanza storica sarà una delle opere di spicco esposte da Tomasso Brothers, galleria dal profilo internazionale specializzata appunto in scultura antica, allo stand 165 a TEFAF 2015.
La fiera, TEFAF Maastricht, è la più importante nel settore e si terrà al Maastricht Exhibition & Congress Centre (MECC) dal 13 al 23 marzo 2015.
Carlo Emanuele I era sposato con l’Infanta Caterina Michela, figlia di Filippo II di Spagna ed Elisabettta di Valois. Sua madre era Margherita di Francia, duchessa di Berry e figlia di Francesco I di Francia. Suo padre, Emanuele Filiberto I, era figlio di Carlo II di Savoia e Beatrice del Portogallo.
Di sede a Bardon Hall, Leeds, Tomasso Brothers Fine Art è stata fondata nel 1993. Una seconda galleria è stata inaugurata a St. James’s, Londra, nel 2013. Dino e Raffaello sono riconosciuti a livello internazionale quali importanti esperti di scultura europea dal primo Rinascimento al periodo neoclassico, con profonda conoscenza anche di dipinti antichi e objets d’art. Il loro expertise si concentra soprattutto nei bronzi Europei di periodo rinascimentale. Tomasso Brothers Fine Art ha promosso e sostenuto, attraverso prestiti ed esposizioni, le principali istituzioni culturali internazionali, ed è stata tra gli sponsor dell’importante mostra Bronze tenutasi alla Royal Academy of Arts di Londra nel 2012.
Tomasso Brothers Fine Art ha concluso importanti vendite con alcuni dei più prestigiosi musei al mondo, tra cui il Museo Bode di Berlino; la collezione del Liechtenstein; il Kunsthistorisches Museum di Vienna; il Metropolitan Museum of Art di New York; il Yale Center for British Art e l’Art Institute di Chicago.



Esami di Stato anno scolastico 2014-15: formazione delle commissioni e nomina di presidenti e commissari esterni

ROMA - Il Miur ha reso note le ultime notizie in merito alla formazione delle commissioni degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio d’istruzione secondaria di secondo grado per l’anno scolastico 2014/15. Con il D.M. n. 39 del 29 gennaio 2015 (in seguito D.M. 39/2015) sono state individuate le materie oggetto della seconda prova scritta degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado, nonché le materie affidate ai commissari esterni. Con il contenuto di questa circolare il Ministero fornisce precisazioni, indicazioni, istruzioni e chiarimenti su: 1. la formazione delle commissioni; 2. la nomina dei presidenti e dei commissari esterni; 3. i casi particolari.

1. LA FORMAZIONE DELLE COMMISSIONI
I Direttori preposti agli uffici scolastici regionali e i dirigenti scolastici, per la parte di rispettiva competenza, attivano, secondo i criteri di seguito indicati, le procedure finalizzate alla formazione delle commissioni.
1.a. Principi generali
Ogni due classi sono nominati un presidente unico e commissari esterni comuni alle classi stesse.
La commissione di esame di stato è composta da non più di sei commissari. 
I commissari esterni sono in numero pari a quello dei commissari interni di ciascuna classe e, comunque, non superiore a tre. 
In ogni caso deve essere assicurata la presenza dei commissari delle materie oggetto di prima e seconda prova scritta. 
Ad ogni classe sono assegnati non più di trentacinque candidati. 
Ciascuna classe-commissione di istituto statale o paritario è abbinata ad altra classe-commissione di istituto statale o paritario.
La commissione deve essere costituita sulla base dell’indirizzo d’esame, come individuato nelle tabelle allegate al D.M. 39/2015. Si sottolinea l’importanza della corretta individuazione dell’indirizzo d’esame, in quanto ad esso sono direttamente associate sia la materia oggetto della seconda prova scritta sia le materie d’esame affidate ai commissari esterni.
1.b. I candidati esterni
Gli uffici scolastici regionali
L’articolo 2, comma 4, della legge 10 dicembre 1997, n. 425 (in seguito, legge n. 425/1997), secondo l’attuale formulazione, assegna ai Dirigenti preposti agli uffici scolastici regionali la competenza a ricevere le domande di ammissione agli esami di Stato dei candidati esterni.
I Direttori preposti agli uffici scolastici regionali avviano le operazioni relative all’assegnazione delle domande dei candidati esterni, dopo la scadenza del termine per la presentazione delle domande, in base alle indicazioni fornite con la C.M. n. 88 del 18-10-2012 e con la Nota n. 7316 del 25-11-2014.
In particolare, nell’assegnazione dei candidati esterni alle diverse sedi di esame il Direttore preposto all’ufficio scolastico regionale è tenuto al rispetto dei vincoli posti dall’articolo 4 della legge n. 425/1997 con particolare riguardo al criterio della territorialità.
Si rammenta che, ai sensi della citata Nota n.7316 del 25-11-2014, i candidati esterni devono dichiarare nella domanda di ammissione la lingua e/o lingue straniere, eventualmente presentate. 
Ai sensi del D.M. n. 95 dell’8 febbraio 2013, recante norme in materia di esami di Stato nelle sezioni funzionanti presso istituti statali e paritari in cui è attuato il Progetto ESABAC, considerata la peculiarità dei corsi di studio, non è prevista in alcun caso l’ammissione di candidati esterni agli esami di Stato per tale indirizzo di studio.
Parimenti, non è prevista l’ammissione dei candidati esterni agli indirizzi della sperimentazione quadriennale del nuovo ordinamento, attesa la peculiarità di tali corsi di studio.
I candidati esterni, in possesso di idoneità conseguite con i programmi del previgente ordinamento, possono sostenere gli esami di Stato con gli alunni dei nuovi ordinamenti sulle competenze degli stessi, effettuando gli esami preliminari solo sulle discipline del quinto anno.
Le istituzioni scolastiche
Il dirigente scolastico dell’istituto statale (con eventuali succursali, sezioni staccate e/o sedi coordinate o sezioni associate) o paritario, con riferimento ai candidati esterni, procede attenendosi alle seguenti disposizioni, in linea con la normativa vigente:
ai sensi dell’art. 4, comma 9, della legge n. 425/1997, i candidati esterni – assegnati all’istituto dal Direttore preposto all’ufficio scolastico regionale, come sopra specificato - vanno ripartiti tra le diverse classi terminali e relative commissioni ed il loro numero per ciascuna classe non deve superare il 50 per cento di quello dei candidati interni, fermo restando il limite numerico di trentacinque candidati per ciascuna classe; 
nel caso in cui non sia possibile assegnare i candidati esterni alle predette commissioni, possono essere autorizzate dal Direttore preposto all’ufficio scolastico regionale – fermo restando il predetto limite numerico di 35 candidati per classe-commissione – commissioni con un numero maggiore di candidati esterni ovvero commissioni apposite di soli candidati esterni costituite esclusivamente presso istituzioni scolastiche statali. Si precisa che presso ciascuna istituzione scolastica statale può essere costituita soltanto una commissione di soli candidati esterni. Un’altra commissione di soli candidati esterni può essere costituita, sempre solo presso istituzioni scolastiche statali, soltanto in corsi di studio a scarsa o disomogenea diffusione sul territorio nazionale;
negli indirizzi di studio riportati nell’allegato 13   alla presente circolare, per i quali è stata affidata a commissari esterni la seconda prova scritta di lingua straniera, associata alla classe di concorso generica “46/A - Lingue e civiltà straniere” i candidati esterni vanno assegnati a classi-commissioni assicurando che le lingue straniere presentate dal candidato coincidano con le lingue straniere insegnate nella classe; 
allo stesso modo, negli indirizzi di studio riportati nell’allegato 14  alla presente circolare, per i quali è stata individuata tra le altre materie affidate a commissari esterni la lingua straniera, associata alla classe di concorso generica “46/A - Lingue e civiltà straniere”, i candidati esterni vanno assegnati a classi-commissioni assicurando che le lingue straniere presentate dal candidato coincidano con le lingue straniere insegnate nella classe qui tutte le informazioni complete

giovedì 26 febbraio 2015

Nicole Cascione scrive il libro per farvi vivere e sognare una nuova vita in Canada. Terra magnifica

scrittrice e giornalista
ROMA - Il futuro dei giovani italiani, la realizzazione dei sogni di tanti, una qualità della vita migliore rispetto a quella del Belpaese: li si possono trovare anche in Canada. Lo stimolo a volare verso una terra ricca di natura e fascino arriva da "Vado a vivere in Canada. Guida pratica per chi sogna di trasferirsi nel Nord America". Una guida realizzata dal portale "Voglio Vivere Così", con la supervisione dei contenuti della Camera di commercio italiana in Canada, scritta da Nicole Cascione. La giornalista, direttrice responsabile della testata online “Tag magazine web”,  con una laurea in Lettere e grande appassionata di fotografia, raccoglie nel suo volume tante utili informazioni per potere compiere il grande passo, con consapevolezza e pochi dubbi. Sfogliamolo insieme...

Dottoressa Cascione, per una persona lasciare il proprio Paese d'origine significa continuare la propria vita o iniziarne una nuova?
Sicuramente significa iniziarne una nuova. Trasferirsi in un Paese lontano dal proprio, non solo da un punto di vista geografico, significa doversi rimettere in gioco, ricominciare tutto dall’inizio, costruirsi una nuova dimensione, una nuova e del tutto diversa zona di comfort.

Soprattutto significa dovere imparare ad affrontare ostacoli e problematiche differenti rispetto a quelle vissute nel proprio Paese, in primis apprendere una nuova lingua. Dovere affrontare il cambiamento da soli credo implichi difficoltà nettamente superiori, soprattutto da un punto di vista psicologico e sociale. Personalmente ammiro molto coloro che riescono a gestire un cambiamento di vita così radicale, credo che siano persone audaci e intraprendenti.

Cosa c'è sotto tutte quelle foglie d'acero rappresentate in copertina della sua guida?
Sotto quelle foglie d’acero ci sono paesaggi meravigliosi, sterminate foreste e le splendide Cascate del Niagara. Ma c’è anche una terra ricca di opportunità lavorative. Infatti, il mercato del lavoro, gode di ottima salute. Basti pensare che ogni anno circa 250mila persone arrivano in Canada da ogni angolo del mondo alla ricerca di un futuro migliore. Il manuale “Vado a vivere in Canada - Guida pratica per chi sogna di trasferirsi nel Nord America” offre utili consigli e suggerimenti pratici per compiere questo grande passo in maniera più consapevole, rispondendo a tutti i dubbi e alle perplessità che potranno sorgere durante la fase del trasferimento. Il lettore scoprirà come prepararsi alla partenza e quali documenti procurarsi una volta arrivato in Canada; qual è il costo della vita e quali sono le differenze rispetto al Belpaese; quali sono le reali opportunità professionali e come cercare lavoro. Tutto per affrontare al meglio il proprio cambiamento di vita, perché essere consapevoli è importante per non incorrere in rischi inutili.

Direttrice, le terre canadesi devono prima entrare nella testa del sognatore qui, nella nostra Italia, o bisogna cominciare a sognare là, in Nord America?
Credo fermamente che trasferirsi definitivamente in Canada non sia una decisione che possa essere presa in poco tempo, credo piuttosto che sia una scelta ponderata, frutto di uno studio capillare che viene svolto giorno dopo giorno nella nostra bella e soleggiata Italia. Ciò non toglie che l’impatto con la nuova realtà possa ribaltare completamente le carte in tavola. Mi spiego meglio: noi italiani siamo abituati a uno stile di vita molto diverso da quello canadese. Amiamo il clima mite, il mare, il buon cibo e la dolce vita. Tutto questo lo possiamo trovare solo qui. Alcuni di noi non sono pronti a rinunciare alla propria zona di comfort. Altri, invece, sono disposti ad affrontare un cambiamento radicale, ma per farlo coscientemente è necessario uno studio minuzioso, nel quale vengano approfonditi tutti gli aspetti e tutte le problematiche che inevitabilmente sorgeranno lungo il percorso. E’ quindi indispensabile che il nuovo Paese verso il quale siamo attratti, in questo caso il Canada, sia già presente nella nostra testa. Allo stesso tempo, è di fondamentale importanza organizzare uno o più viaggi in Canada prima di optare per un trasferimento definitivo, conoscere quanto più possibile il Paese e il suo popolo, iniziare a tessere una prima rete di contatti. A volte, dopo un primo approccio, molti italiani si rendono conto di non essere pronti e tornano sui propri passi.

Da cosa è stata colpita e quali sono le caratteristiche del Canada e dei canadesi? Come le ha evidenziate nel suo lavoro?
Il Canada è per molti connazionali la Terra promessa cantata da Eros Ramazzoti, in una sua celebre canzone. E’ un Paese che offre molteplici opportunità di lavoro; già questo, di per sé, rappresenta una valida attrattiva. Per quel che riguarda i canadesi, si può dire che sono un popolo pacifico ed ecologista, che odia conflitti e ostilità. Amano il confronto, la flessibilità, l’umorismo e la cortesia. Educati e tolleranti, hanno una mentalità molto aperta nei confronti degli stili di vita alternativi e rispettano culture e tradizioni di ogni etnia presente sul territorio.
Personalmente, quel che più mi attrae del Paese del Nord America è il suo territorio vastissimo (9.976.140 chilometri quadrati, seconda per estensione solo alla Russia), che presenta differenze enormi al suo interno, dal paesaggio allo stile di vita degli abitanti, dal clima alla gastronomia. Il 50% del territorio è occupato da boschi e aree selvagge; ospita una parte degli Appalachi, la catena montuosa più antica del continente americano. Ci sono poi circa due milioni di laghi, che coprono il 7,6% del territorio. Tra questi i “Grandi Laghi” (tra i più estesi al mondo d’acqua dolce). Per rendere l’idea della vastità del Paese diciamo che la Trans-Canada Highway è lunga 7.821 km, circa 930 in più della distanza che separa Roma da New York. Con un territorio così ampio anche i fusi orari sono diversi da una costa all’altra: ce ne sono sei. 
Sfogliando le pagine dell’eBook si ha la sensazione di conoscere a fondo il Canada, nel mio piccolo infatti ho cercato di scattare una panoramica completa su tutti quelli che sono gli aspetti più importanti in vista di un trasferimento, senza tralasciare curiosità e qualche cenno storico, al fine di scoprire qualcosa in più su un Paese in movimento.

Non ci sono solo Montreal e Toronto...
Ebbene no, ci sono tante altre città nell’immenso Canada. Toronto, Vancouver, Calgary e Montréal sono tra le città più vivibili al mondo, anche se sono considerate tra le più care. Secondo un’indagine dell’Economist Intelligent Unit, infatti, Vancouver sarebbe la città più cara del Nord America e la trentasettesima del mondo. Ogni città presenta caratteristiche differenti, non solo da un punto di vista climatico e paesaggistico, ma soprattutto da un punto di vista economico. Ci sono realtà che presentano un costo della vita più alto, altre che regalano una qualità di vita superiore, rispetto ad altre in cui lo stile di vita è senza dubbio più frenetico. Per darvi un’idea, seppur minima, di quelle che sono le differenze tra una città ed un’altra, di seguito riporto alcuni esempi di prezzi medi per l’acquisto di un appartamento singolo nelle principali città: 
Toronto: 372,000CAD$
Ottawa: 238,000CAD$
Vancouver: 427,000CAD$
Montréal: 208,000CAD$
Calgary: 238,000CAD$
Per darvi un’idea dei costi degli affitti possiamo dire che a Toronto, ad esempio, i prezzi medi si attestano intorno agli 850 dollari canadesi al mese per un appartamento di una camera in città e intorno ai mille per appartamenti di due camere. A Montréal o a Vancouver città, i prezzi si alzano notevolmente e sono necessari almeno 1500CAD$ per un appartamento con due camere. Queste cifre sono correttamente applicabili ad affitti nelle zone di Downtown, quindi in
centro, dove effettivamente possono costare anche molto di più. Nelle zone immediatamente esterne a Downtown i prezzi calano drasticamente. 
Tutto ciò per dire che, è vero, non ci sono solo Montrèal e Toronto e proprio in virtù di questo è indispensabile studiare bene il territorio per capire al meglio quello che fa più per noi.  

Cascione, com'è Il Cielo sopra Ottawa per gli italiani?
Certamente, a Ottawa, così come nell’Ontario in generale, il cielo è forse più limpido rispetto alle altre zone. Qui, infatti, l’inverno è meno freddo rispetto alle altre città, mentre l’estate è simile a quella di Montréal. Uno dei motivi per cui il Canada “fa paura” a noi italiani, è proprio il clima, rigido soprattutto nei mesi invernali. 
E’ bene sapere però che il periodo estivo non è esattamente lo stesso in tutte le aree del Paese: nella parte meridionale l’estate comincia verso la fine di maggio e finisce agli inizi di settembre, mentre nelle regioni settentrionali viene considerata estate la stagione che va da metà giugno a metà settembre. I mesi di maggio e giugno sono abbastanza caldi, anche se di sera c’è una rilevante escursione termica.
Su tutto il Canada, poi, soffiano due venti: il Blizzard, un terribile vento freddo proveniente da nord, e il Chinook, un vento caldo e umido che porta un notevole aumento della temperatura. Ad ogni modo, bypassando il problema freddo, vivere a Ottawa, nella capitale canadese, rappresenta una grande opportunità. Basti pensare che per nove anni consecutivi, dal 1994 al 2002, una delegazione delle Nazioni Unite ha nominato il Canada tra i tre migliori Paesi al mondo in cui vivere (oggi è comunque tra i primi cinque). Le città di Vancouver, Toronto e Montréal – seguite dalla capitale Ottawa – sono state classificate tra le più pulite, sicure, ricche di attività culturali ed eventi. Sono anche tra le più avanzate per quel che riguarda le Università e il mondo del lavoro.

In breve, una giornata tipica, tra tempo libero e lavoro, di un italiano che vive o andrà a vivere in Canada...
Una giornata tipo di un italiano in Canada si snoda tra lavoro e numerose attività interessanti che si possono svolgere durante il proprio tempo libero. Non è possibile individuare un unico stile di vita comune a tutto il Paese, a causa delle marcate differenze regionali e culturali.
I fine settimana e i giorni di festa sono generalmente dedicati alle attività all’aperto (se il tempo lo consente) o comunque fuori casa. Nei mesi estivi bambini e ragazzi partecipano a campi in cui imparano nuove lingue e fanno attività fisica. Gli sport nazionali canadesi sono l’hockey sul ghiaccio e il Lacrosse, sebbene l’hockey rimanga il più amato e praticato.

Dottoressa Cascione, faccia conoscere ai lettori di Cinquew News come, dove e quando acquistare la sua guida...
L’e-book “Vado a Vivere in Canada – Guida pratica per chi sogna di trasferirsi nel Nord America” potete acquistarlo direttamente dal sito in versione Pdf:
su Amazon, cliccando sul seguente indirizzo:
e sui principali portali, come Mondadori Store, Ibs, Bookrepublic.
Con un semplice click potrete acquistare una guida utile e completa, da potere leggere o regalare a chi desidera trasferirsi in Canada e per questo necessita di tutte le informazioni utili per poter compiere questo importante passo con maggiore consapevolezza. Buona lettura!
(Foto di Ennio Cusano)

mercoledì 25 febbraio 2015

Quante donne musulmane nate e istruitesi in Italia riescono a uscire fuori dal loro guscio e metterci la faccia?

musulmane
CROTONE - Intissar Al Hassairi. Un nome di una giovane attivista del movimento libico per l'illuminismo trovata morta nella sua auto. Ancora una volta sono le donne a scrivere con la loro morte pagine di storia a causa  del  loro impegno. Intissar Al Hassairi era una  ragazza che aveva manifestato all'università di Tripoli ed in piazza, per chiedere la nascita di uno Stato moderno  che  mettesse fine alla guerriglia  di gruppi estremisti che si combattono tra loro  in nome di Allah. Non era certo una foreign  fighters   Intissar  Al Hassaini,  cioè una di quelle giovani donne nate e cresciute all'estero  che ora si esercitano Kalashnikov in mano per combattere con  l'Isis. Due figure che sembrano non avere nulla in comune, se non il credere fermamente nella loro azione: Al Hassaini per uno Stato garante dei diritti, a differenza di altre donne con velo e Kalashnikov, per l'affermazione di un califfato. Situazioni limite: lontane dal mondo occidentale sempre più decadente per mancanza di valori, che stanno minando la base della nostra identità. Quante le donne musulmane attualmente nate ed istruitesi in Italia, riescono ad uscire fuori dal loro guscio e metterci la faccia?

Da noi esiste un silenzio complice, un rimanere nell'ombra senza esporsi, come le donne musulmane stanno facendo,  ed aldilà di vederle in moschea divise dagli uomini anche quando pregano,   non sappiamo quali siano i loro pensieri, se il loro tacere sia frutto di imposizione o di comodo. Eppure è il mondo  femminile , a rendere possibile un cambiamento o il mantenimento di uno status quo. Le musulmane che vivono da noi danno l'impressione di essere    ombre che si aggirano nell'universo maschile. Le vedi in giro velate, quasi rassegnate,  che vivono perlopiù entro le pareti domestiche o forse nelle comunità di loro connazionali al riparo da un Occidente, che secondo la loro visione di donne, potrebbe inglobarle e renderle diverse da quello che oggi sono. Da quando è iniziata la sanguinosa ascesa dell'Isis,  ci saremmo aspettati  una seria presa di coscienza di ragazze,  che avrebbero dovuto quantomeno avere il desiderio, di rompere il muro dell'omertà e prendere le distanze da quanto sta succedendo, per gridarla forte la propria indignazione. Ed invece nulla. C'è un accusarsi a vicenda tra musulmane che impugnano il Kalashnikov in nome di Allah e della controparte che afferma la blasfemia di un  l'Isis non depositario  dei valori dell'Islam. Chi sono realmente le donne musulmane che vivono in Italia.A volte si ha l'impressione per il loro fare silenzioso  che siano  depositarie della dea Vesta. Grandi sacerdotesse che vivono nel tempio per custodire il fuoco sacro. Quando una religione ha la pretesa di imporre la sua dottrina all'umanità intera si degrada a tirannia e diventa una forma d'imperialismo (Tagore). E' quanto sta succedendo attualmente ed appare sempre più evidente che l'imperialismo religioso messo in campo dall'Isis è stato voluto da chi oggi vende più armi.  Destabilizzare  l' Oriente  in nome di Allah comporta guerre  continua e crimini, sgozzamenti  ed uccisioni senza pietà.Le foreign fighters sono donne che commettono atrocità su altre donne prigioniere dell'Isis,   stuprate da quegli stessi uomini con i quali combattono, nate istruite e cresciute all'estero che non esitano ad essere crudeli o gestire bordelli che si arrogano il diritto di propagandare uno stato islamico, dove le donne devono indossare un velo spesso ed avere coperte anche le mani. Confusione ,paura dell'altro ,incapacità nel vestirsi di autorità e con coraggio contrapporre a questi radicalismi un' altra forma di convivenza. Alle donne di questa epoca buia ,il compito di rompere tabù, medievalismi, uscendo allo scoperto e metterci la faccia.Specie le musulmane  che vivono da noi, per aiutare a strappare il velo dell'ignoranza e di chi specula su una dottrina per trasformarla in cavallo di battaglia. La libertà non ha prezzo e se la cultura è un vento forte che spezza ogni catena, deve necessariamente affermarsi per farci sentire uomini e donne che nonostante le differenze religiose vogliono convivere in pace. O le donne dell'Islam saranno capaci di compierlo questo gesto o saranno consenzienti verso coloro che in nome di Allah sgozzano, uccidono impongono.Il fiore si nasconde nell'erba, ma il vento sparge il suo profumo.(Tagore) Il profumo della libertà non ha prezzo,,che il suo profumo arrivi ovunque.

Scomparsa di Luca Ronconi. Resoconto del ricordo della senatrice Emilia Grazia De Biasi. Aula del Senato

ROMA - Scomparsa di Luca Ronconi. Resoconto del ricordo della senatrice Emilia Grazia De Biasi. Aula del Senato, 24 febbraio 2015. Signora Presidente, poiché non è certo un argomento lieto quello che intendo affrontare, chiedo ai colleghi ed alle colleghe un attimo di attenzione. È scomparso domenica, all'età di ottantadue anni, il maestro Luca Ronconi, un gigante della cultura, vorrei dire non solo del nostro Paese, ma mondiale. La scomparsa di Ronconi lascia un vuoto davvero incolmabile nel teatro del nostro Paese. Era un uomo di una cultura straordinaria, gentile, profondo, ironico e rigoroso. È stato un grande innovatore: voglio ricordare che ha lavorato a Roma, dove si è formato, a Torino, a Spoleto, per il Rossini Opera Festival di Pesaro ed in tantissimi luoghi. Gli ultimi anni della sua vita li ha passati a Milano, al Piccolo Teatro Grassi, prendendo l'eredità di Giorgio Strehler, altro grandissimo del nostro teatro.
Voglio innanzitutto associarmi al cordoglio - e spero di poter parlare a nome di tutta l'Aula - espresso agli amici del Piccolo Teatro e della Scuola del Piccolo Teatro, che Luca Ronconi ha così amato ed allevato con tanta serenità e fermezza, convinto - com'era - che il teatro fosse una crescita umana, in quanto capacità di riconoscere l'altro da sé.

Sono celeberrime le sue messe in scena e le sue regie talmente innovative da sconvolgere l'idea stessa di teatro. Voglio solo ricordare l'«Orlando furioso» della fine degli anni Sessanta, uno spettacolo fatto in contemporanea: in diversi luoghi della stessa sede si svolgevano le diverse scene. Non era mai successo. Vorrei anche ricordare quell'«Infinities» rappresentato all'interno della Bovisa di Milano, in un'area dismessa, che ci parlava così bene del rapporto tra la scienza, l'arte e la vita delle persone. Questi infiniti che richiamavano all'idea di eternità, a quella stessa eternità che Luca Ronconi ha sempre trovato nei testi rappresentati anche nella classicità, tant'è vero che sosteneva che fosse impossibile attualizzare le tragedie greche perché attualizzarle avrebbe significato diminuire la nostra contemporaneità. Voglio citare anche le sue macchine straordinarie. Pensiamo alla «Lolita» di Nabokov e a «La vita è sogno» e "I sogni sono sogni", un altro spettacolo davvero di straordinaria rottura e al «Prometeo», con la nascita della tecnica. Pensate a quanto ci parlano davvero della quotidianità, a tutti noi e ai nostri sentimenti e alla nostra vita. Infine, c'è il suo ultimo lavoro, l'incredibile «Lehman Trilogy», che dalla guerra di secessione racconta la storia della famiglia Lehman fino alla crisi globale, a quella crisi in cui tutto il mondo è stato immerso.
Mi è capitato molte volte di parlargli, di conoscerlo. Sono quei privilegi che non si dimenticano nella vita. Mi è capitato di essere invitata a una delle prove di «Santa Giovanna dei macelli». È stata un'emozione fortissima per la fermezza, la dolcezza e la capacità di trasformare le parole in un'empatia tra il pubblico e gli attori davvero unica. Termino questo breve e impreciso ricordo che mi pareva giusto fare per tempo. Abbiamo detto che si trattava di un grande innovatore. Ha anche importato in Italia e rappresentato in Italia autori assolutamente sconosciuti. Voglio pensare a Lagarce, un autore in Italia pressoché sconosciuto, l'autore francese più rappresentato in Francia dopo Molière. L'ha portato in Italia. Si tratta di un autore morto a 38 anni di Aids. Era un autore straordinario. Ronconi ha messo in scena «I pretendenti» e «Giusto la fine del mondo», che è la storia di un signore che sta per morire e va a casa della sua famiglia per dirlo. Ma i conflitti, le emozioni e le distanze sono talmente grandi che alla fine questo signore va via senza dire alla sua famiglia che morirà. È l'epilogo che voglio dedicare a Luca Ronconi con tutto l'affetto e la stima grandissima che resterà nel cuore di tutti coloro che amano il teatro e spero che siano sempre di più. Questo signore, che appunto sta per morire, è solo e dice: «Non tornerò mai più. Muoio qualche mese più tardi, un anno al massimo». Racconta poi di una sua passeggiata nel Sud della Francia e dice: «A un certo punto sono all'entrata di un viadotto immenso che domina la valle che indovino sotto la luna, e cammino solo nella notte, a uguale distanza tra il cielo e la terra. Quello che penso, ed è di questo che volevo parlare, è che dovrei gridare forte, un bel grido lungo e gioioso che risuonerebbe in tutta la vallata, è quella gioia che dovrei offrirmi, urlare una buona volta, ma non lo faccio, non l'ho fatto. Mi rimetto in strada col solo rumore dei miei passi sul selciato. Sono degli oblii come questo che rimpiangerò».
Ecco, questo oblio che il personaggio rimpiangerà è quello stesso oblio che noi rimpiangeremo tutte le volte che penseremo al vuoto enorme che la scomparsa di Luca Ronconi lascia in tutti noi e nel mondo della cultura. 
La Presidenza ringrazia la senatrice De Biasi per questo ricordo e invita l'Aula ad osservare un minuto di silenzio in ricordo della scomparsa di Luca Ronconi. La Presidente si leva in piedi e con lei tutta l'Assemblea.

di Emilia Grazia De Biasi

Ei Towers e Rai Way, interviene l'Antitrust per eventuale posizione dominante sul mercato nazionale

ROMA - L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato comunica di aver ricevuto da parte della società Ei Towers SpA, ai sensi dell’articolo 16 della legge 287/90, la notifica preventiva dell’operazione di concentrazione consistente nell’acquisizione del controllo esclusivo di Ray Way Spa. L’operazione sarà valutata entro i termini previsti dalla stessa norma, al fine di verificare se questa comporti “la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sul mercato nazionale, in modo da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza” (art. 6 della legge 287/90).
Con riferimento all’eventuale concentrazione tra Mondadori e Rcs Libri, oggetto di notizie di stampa, l’Agcm precisa di non aver ricevuto finora alcuna comunicazione. Anche tale operazione, laddove venisse notificata, sarà valutata ai sensi del citato art.6.

Rai Way, Sugamele: scellerata scelta di quotare in borsa società che detiene impianti trasmittenti dell’emittente di Stato

ROMA - L’Opas lanciata da Mediaset a Rai Way attraverso la sua società controllata EI Towers, non è che una prevedibile conseguenza della scellerata scelta aziendale di quotare in borsa la società che detiene gli impianti trasmittenti dell’emittente di Stato, è quanto afferma Giuseppe Sugamele segreteria generale Libersind Confsal. Se l’operazione riuscisse, ci troveremmo di fronte all’ennesimo scempio perpetrato a danno di un patrimonio pubblico e a favore dei soggetti privati, secondo una tragica tradizione dei governi di sinistra che hanno già svenduto altre proprietà dei cittadini italiani come Telecom e Cirio.
Ma già di fronte al solo rischio di OPAS, i vertici della RAI, a cominciare dal Presidente e dal Direttore Generale, che hanno allegramente operato per la quotazione in borsa di RAI WAY ed oggi sono in procinto di lasciare il Servizio Pubblico Radiotelevisivo a loro affidato in questa delicata situazione, a ridosso della scadenza della concessione statale (maggio 2016), dovrebbero rassegnare le immediate dimissioni, se non per opportunità almeno per dignità.

Diciotto scuole primarie e 36 secondarie di I grado ottengono una lavagna interattiva multimediale e 25 tablet

ROMA - ‘Protocolli in Rete’, boom di domande per il primo bando. Online elenco delle 54 beneficiarie, 933 le scuole partecipanti. Ogni classe riceverà 25 Tablet e una Lim. Sono 18 primarie e 36 secondarie di I grado le 54 scuole che hanno ottenuto la fornitura di una lavagna interattiva multimediale e 25 tablet nell’ambito dell’avviso relativo al progetto “Smart Future”, pubblicato a seguito del protocollo d’intesa tra il Miur e Samsung. L’avviso è stato pubblicato lo scorso 20 gennaio sul portale “Protocolli in Rete”, la vetrina attivata dal Ministero dell’Istruzione per raccogliere iniziative che favoriscano la diffusione dell’innovazione digitale nelle scuole.
Quest’oggi, all’indirizzo http://www.istruzione.it/ProtocolliInRete, è stato pubblicato l’elenco degli istituti beneficiari. Complessivamente, dal 26 gennaio al 9 febbraio, sono pervenute al Ministero 933 domande di partecipazione all’avviso per il progetto “Smart Future”: un numero 17 volte superiore a quello previsto dall’offerta.
L’iniziativa prevedeva, infatti, l’assegnazione di tecnologie digitali per  54 classi.
A livello regionale, è stata la Lombardia a far registrare la partecipazione più ampia con 207 domande (a fronte di 8 forniture messe a disposizione per la stessa Regione). La distribuzione territoriale evidenzia l’adesione più alta al Nord (51% di domande). Seguono Centro (25%) e Sud e Isole (24%).
L’ampia e tempestiva partecipazione delle scuole al primo degli avvisi resi pubblici dal Miur attraverso la vetrina di “Protocolli in Rete”, rappresenta per il Ministero un segnale importante del desiderio delle scuole italiane di innovarsi e di sperimentare nuove soluzioni per la didattica. Costituisce, inoltre, un apprezzamento, da parte di docenti e dirigenti scolastici, per questa nuova procedura informatizzata snella e trasparente messa in atto dal Miur per creare un canale di comunicazione e di interazione con il tessuto produttivo.

Ascoltare Rumi per lasciarsi abitare dal respiro dell’anima. Nel tempo degli illusionisti e del pensiero leggero

roma
ROMA - Nel tempo degli illusionisti e del pensiero leggero: Ascoltare Rumi per lasciarsi abitare dal respiro dell’anima. Danzare in cerchio nel mistico suono del cielo e si vive il mistero. Il silenzio e la contemplazione sono le “virgole” di quel mosaico mistico che si raccoglie nell’estetica dell’interiorità. Parlarsi piano piano con le parole del cuore è come raccontarsi una storia che non viene dal passato ma circonda il tempo nello spazio del futuro. E il presente siamo noi che sfuggiamo o è la fuga stessa che si intrappola dentro di noi rendendoci inconsapevoli del viaggio che siamo destinati a percorrere.
La contemplazione che si arricchisce del misterioso non è mai un rischio. Soprattutto nel tempo del pensiero leggero e degli illusionisti. È piuttosto la danza che nella circolarità intreccia il cuore e l’anima.
Le danze nel sogno mistico hanno sempre un girotondo. Il cerchio è un giocare non nell’infinito ma neppure nel finito. Il cerchio è il ritrovarsi nella magia che si assenta dalle parole e si fa religiosità. La danza è il ballo tondo. Il girachetirigira fino a toccare l’indefinibile, l’inverosimile, l’indecifrabile. Dentro questo giro c’è la musica che si lascia ascoltare non con le orecchie ma con lo spirito che è armonia - disarmonia.
L’interiorità non è il separarsi dall’altro. È ritrovare l’altro in te. O ritrovare il te stesso nella esteriorità che forma l’apparenza. Io ti guardo e tu mi appari. Ti osservo e la tua apparenza mi coinvolge o mi sconvolge. Il mistico non è quel viaggiatore che ha bisogno della geografia reale. Eppure disegna una geografia e lo fa con la cadenza delle dita incise nella sabbia dl pensiero. Ci sono alcuni versi che non smettono di mettermi alla prova: “La prima origine del grido è dal cuore, e l’eco ne rimbomba/nelle montagne del corpo://O tu stordito dagli echi, dirigiti in silenzio verso l’Origine/della Voce che crea!”. Sono versi di Rumi. Con Rumi respiro la parola del mio recitare e raccontare.
Di Rumi. Un poeta mistico persiano, nato a Balkh (in Turchia) nel 1207 e morto nel 1273. è il poeta della confraternita dei dervisci rotanti. Danzatori che giranogirano per raccogliersi nel silenzio della meditazione innalzandosi però ad un amore assoluto che definisce lo spazio e il tempo in una ebbrezza completamente mistica. Forse è bene ascoltare: “Il mio luogo è l’Oltrespazio, il mio Segno è il Senza Segno… Uno cerco, uno conosco, uno canto, uno contemplo!”. La fantasia creatrice è il senso dell’universo che circonda la nostra vita non misurando distanze e non misurando neppure partenze e ritorni. Ormai i miei libri sono dentro questa mistica.
Rumi è il misterioso della parola e nella parola la cui parola stessa ha sempre una musica. Lo sguardo “sufico” è una contemplante azione che permette di porci in attesa e l’attesa è la non perdita. Ci si rivolge a ciò che il sogno rivela. Sempre il sogno è rivelazione ma la rivelazione è penetrante sguardo nel di dentro verso il di dentro: “L’Amore e l’Amante vivono davvero in eterno:/non attaccare il cuore a cose riflesse e prestate!”. Quella miniera che cerchiamo è dentro di noi ci recita Rumi. La sua presenza nel panorama poetico è importante. Ha una straordinaria importanza per tentare di capire la tensione cristiana francescana e il riposo mistico islamico. Rumi  sembra legate San Francesco d’Assisi con Jacopone. La dolcezza e la redenzione.
Tutto parte da qui. Non si parla di perdono ma soltanto di amore. Perché quando l’amore trionfa non c’è bisogno di perdono e il peccato è soltanto una parola impressionante ma inutile. Impressionante per chi non conosce il senso e la luce. Chi ha toccato con lo sguardo la luce ha superato le barriere. Io trovai una conchiglia e tra le mani e nel cuore diventò una perla. È questa la lezione di Rumi. E sono convinto che la sua lezione va oltre ogni “predica”: “O uomo! Viaggia da te stesso in te stesso,/ché da simile viaggio la terra diventa purissimo oro”.
Il mistico è oltre l’orizzonte perché sa che l’Amore è veramente la musica dell’anima. Occorre amare. Fino in fondo e ascoltarsi: “Come potresti diventare amaro, quando in realtà tu sei una miniera di dolcezza”. Una miniera, come ogni miniera abitata da minatrosi noi abitiamo l’anima e lasciamo con l’anima ci possa abitare…

Donne e soprusi. La violenza di genere: verso un modello d’intervento del Comune di Napoli

NAPOLI - Progetto Interistituzionale “Rete Interistituzionale Antiviolenza”. Convegno conclusivo “La violenza di genere: verso un modello d’intervento del Comune di Napoli”, 26 febbraio ore 9,30. Nell'ambito dell'attuazione del Progetto "Rete Interistituzionale Antiviolenza", promosso dal Comune di Napoli per favorire le pari opportunità, il riconoscimento dei diritti civili e il contrasto agli atti di violenza contro le donne, sono state realizzate, tra le principali azioni: Workshop e laboratori presso le scuole per promozione della prevenzione e una nuova didattica dei sentimenti; Un percorso di formazione di una figura specialistica quale l’”Esperta Psicologa Giuridica”, Focus group e tavoli di confronto con i principali soggetti coinvolti nel processo di contrasto alla violenza per promuovere il coordinamento tra tutti gli stakeholder della Rete e la condivisione di procedure integrate; Realizzazione di un Manuale di comportamento per operatori del Settore dove sono raccolti studi delle migliori prassi e proposte di nuovi modelli organizzativi per la realizzazione di interventi efficaci nel processo di contrasto alla violenza.
Gli esiti di tali azioni  congiuntamente con quelli del Progetto “A.U.R.O.R.A.” verranno illustrati nell’ambito del Convegno del 26 febbraio dedicato alla restituzione delle esperienze maturate, e all’esposizione di una proposta di modello organizzativo per il contrasto alla violenza di genere.

martedì 24 febbraio 2015

Eccellenze enogastronomiche della Campania e bellezza dei siti storico-architettonici, arriva "Vini, Ville e Sapori"

wine
NAPOLI - Torna l’appuntamento con Vini, Ville e Sapori, l’esclusivo wine show itinerante organizzato da Makers Eventi in collaborazione con S&Ph, che unisce food e arte per scoprire e valorizzare le eccellenze enogastronomiche della Campania e la bellezza dei siti italiani di interesse storico-architettonico, e propone appuntamenti dedicati ad aziende e operatori del settore. La nona edizione, che ha ricevuto il patrocinio del PADIGLIONE ITALIA, EXPO’ 2015, è in programma venerdì 27 e sabato 28 febbraio 2015 nella Villa Pignatelli di Napoli. Per due giorni la residenza neoclassica partenopea ospiterà percorsi di degustazione guidati, laboratori, eventi dal vivo e presentazione di libri, e ancora forum e business lab.
VINI, VILLE E SAPORI si inaugurerà venerdì 27 alle ore 10.45 con un’importante novità: la presentazione alla stampa del Progetto Regionale “QR Code CAMPANIA” per la certificazione della salubrità della filiera agroalimentare. Interviene, tra gli altri, Antonio Limone, commissario dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno di Portici.
Il wine show proseguirà con tanti appuntamenti speciali e originali, aperti al pubblico, con la partecipazione di esperti del settore e importanti istituzioni e associazioni nazionali. Slow Food e Coldiretti terranno un incontro sull’agricoltura familiare e su come attrezzare e curare un’orto domestico, ADI, AIAP e IDEAS-Creactivitas presenteranno le ultime tendenze di Food for Design-Design for Food, Luciano Furia condurrà l’incontro-laboratorio Molecole in cucina: mito e realtà, Città della Scienza curerà un evento dedicato alla corretta alimentazione per bambini e ragazzi, e l’Associazione Italiana Sommeliers proporrà un laboratorio guidato di degustazione del vino. Dalle ore 20.30, apetura serale con Le sale del gusto, percorso enogastronomico curato da Toffini Academy con lo chef Antonio Sorrentino, arricchito da una degustazione guidata di formaggi a cura di Onaf,  l’area Biblioteca Barrique sulle novità editoriali e video, la Room per conoscere distillati e sigari, ed eventi musicali e performance dal vivo. 
Per le aziende e gli operatori della filiera enogastromica, insieme con lo spazio Business Lab per incontri B2B, sono in programma tre focus di approfondimento: il workshop Pensare Internazionale a cura dell’Ice con riferimento ai Paesi che attualmente rappresentano un mercato privilegiato per le esportazioni, l’incontro Il Sistema Campania verso l’EXPO’ in concomitanza della quale VINI, VILLE E SAPORI proporrà nel mese di giugno un secondo evento nella Villa Favorita di Ercolano, e la seconda edizione del convengo La Terra dei Buoni per un punto sulla situazione ambientale dei territori campani e sulla qualità delle loro produzioni. 
VINI, VILLE E SAPORI è organizzato da Makers Eventi con S&Ph, con il patrocinio del PADIGLIONE ITALIA, EXPO’ 2015 e di Regione Campania, Comune di Napoli, Fondazione Ente Ville Vesuviane, Camera di Commercio di Napoli, Unione degli Industriali di Napoli (sez. Agricoltura), Parco Nazionale del Vesuvio, e la collaborazione di Fipe-Confcommercio Napoli, Confartigianato, Coldiretti, Slow Food Condotta di Napoli, Onaf, Associazione Italiana Sommeliers, Toffini Academy, Città della Scienza, Adi, Aiap, Malazè e Ideas-Creactivitas.
Apertura al pubblico e percorsi di degustazione: dalle ore 10,30 alle 19,30 e dalle ore 20,30 alle 23,30.

twitter/vinivillesapori

Banco Popolare colloca presso investitori istituzionali covered bond da 1 miliardo di euro

VERONA - Banco Popolare: conclusa con successo l’emissione di covered bond da 1 miliardo di euro con scadenza marzo 2022. Il Banco Popolare ha collocato con successo presso gli investitori istituzionali un covered bond a 7 anni nell’ambito del proprio programma di Obbligazione Bancarie Garantite per un ammontare di 1 miliardo di euro. L'operazione, inizialmente annunciata con un'indicazione di rendimento pari al tasso mid swap incrementato di uno spread di “low mid 30” punti base, è stata prezzata al tasso mid swap + 28 punti base, grazie ad un book, caratterizzato dalla presenza di asset manager, banche e investitori istituzionali, tra cui Eurosistema, oversubscribed per 2.5 volte l’ammontare finale dell’emissione.
Le allocazioni di maggiore rilievo hanno riguardato gli investitori dei Paesi europei, in particolare Germania, Austria e Svizzera (circa 23%), UK e Irlanda (circa 14%), Scandinavia (circa 7%), Francia (circa 5%), oltre a quelli del mercato domestico (circa 42%). L’emissione è stata condotta da Banca Aletti, Commerzbank, LBBW, Mediobanca, Natixis e RBS, in qualità di Joint Book Runner. I fondi raccolti, che saranno destinati alla corrente gestione aziendale, contribuiranno a rafforzare la già eccellente posizione di liquidità del Gruppo e l’allungamento della scadenza del debito.

Mostre, proiezioni, concerti ed eventi dedicati alle donne. Torna Calendidonna, la rassegna del Comune di Udine

UDINE - Calendidonna: a Udine un mese di mostre, proiezioni, concerti ed altri eventi dedicati alle donne. Teatri, sale e biblioteche cittadine – 27 febbraio - 30 marzo 2015. Torna, anche quest’anno in prossimità della data dell’8 marzo, Calendidonna, la rassegna che il Comune di Udine, in collaborazione con la Commissione per le Pari Opportunità, organizza annualmente allo scopo di cogliere, una volta in più, l’occasione di volgere con attenzione lo sguardo all’universo femminile.
Fra spettacoli teatrali, mostre fotografiche, film e documentari, concerti, conferenze, incontri e presentazioni di libri sono venti gli appuntamenti inseriti nel programma di quest’anno.

Si partirà – venerdì 27 alle ore 21,  presso il Teatro Palamostre – con “Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi”, uno degli spettacoli di punta dell’ultima stagione teatrale italiana, ideato da Marco Martinelli (che ne firma la regia) e Ermanna Montanari (interprete principale).
La rappresentazione, con lo sguardo rivolto all’Oriente, racconta la vita di Aung San Suu Kyi, rimasta per oltre vent’anni agli arresti domiciliari, sotto la dittatura militare che da più di mezzo secolo opprime la Birmania.
La rassegna continuerà – sabato 28 alle ore 18, presso il Castello di Udine – con il concerto piano e voce della soprano Maria Giovanna Michelini che, accompagnata dalla musica di Corrado Gulin e dalla narrazione di Tania Morandini, darà voce in “Il Matar - La figlia dell’aria” ad alcune arie d’amore della tradizione francese.
Mercoledì 4 marzo, presso la Biblioteca Civica Joppi alle ore 18, sarà invece la volta della presentazione del romanzo storico “Il segreto nello sguardo”, in cui l’autrice Valentina Casarotto racconta le memorie e i segreti della pittrice veneta Rosalba Carriera.
Ancora spazio alla lettura per quanto riguarda l’evento in programma venerdì 6 marzo presso la Sala Ajace alle ore 18, quando si terrà la presentazione del libro scritto da Monica Mosolo in memoria di Geda Jacolutti, “Il tempo contratto nel volume di un giorno eterno” di cui l’autrice, insieme al giornalista Gianni Cianchi, leggerà alcuni brani.
Sabato 7 marzo, presso la Sala Sguerzi alle 17.30, toccherà invece allo spettacolo “Parole e sassi - La storia di Antigone in un racconto-laboratorio per le nuove generazioni”, vincitore del Premio Eolo 2013 come miglior progetto creativo.
La rappresentazione adatta, in questa veste, ad un pubblico di bambini di età compresa fra gli otto e i dieci anni verrà riproposta, alle 20.30 nella stessa sala, in una versione per adulti.
Domenica 8 marzo – a concludere la giornata principale dell’evento, quella della Festa della Donna, fin dal mattino ricca di appuntamenti – ci sarà l’attesissimo concerto di Joan  Baez, la straordinaria cantautrice e attivista statunitense, famosa in tutto il mondo – oltre che per il suo inconfondibile timbro vocale – per il suo enorme impegno nell’ambito del pacifismo e della lotta per i diritti civili.
All’interno del cartellone di Calendidonna, infine, anche il cinema avrà la sua parte: martedì 10 marzo al Visionario verranno infatti proiettati due documentari; alle 17.30 “Nu-Guo - Nel nome della madre” di Francesca Rosati Freeman e Pio d’Emilia e alle 20 “Come il peso dell’acqua” di Giuseppe Battiston, Stefano Liberti, Marco Paolini e Andrea Segre.
Sabato 14 marzo sarà invece la volta della proiezione di “Due partite”, film tratto dall’omonima pièce teatrale di Cristina Comencini, in cui due generazioni di donne, madri e figlie, sono messe a drammatico confronto.
Completerà il calendario, fino alla fine del mese di marzo, una serie di altri eventi, mostre presentazioni ed incontri pubblici.
Il programma completo di Calendidonna, recante ulteriori informazioni e dettagli sull’iniziativa, può essere consultato scaricandolo dal sito www.comune.udine.it (banner Calendidonna).

Lech Lechà, uno dei più importanti eventi dell’ebraismo italiano. In Puglia la terza edizione della Settimana di Cultura

ebraismo
TRANI - Al  via la terza edizione della Settimana di Cultura Ebraica. L’interessante manifestazione pugliese si svolgerà dal  2 al 7 marzo nelle città di Trani e Barletta Lech Lechà. Una kermesse che riguarderà l’arte, la cultura e la letteratura ebraica  e che  coincide, quest’anno, con la festa ebraica del Purim che ricorda la salvezza del popolo ebraico ad opera della regina Ester, che si svolgerà il 4 e 5 marzo. Si tratta di un appuntamento molto atteso non solo da chi vive l’identità e la cultura ebraica ma anche da coloro che la vogliono conoscere più da vicino e in maniera più approfondita, specialmente al Sud, dove i rapporti con essa sono antichissimi. Saranno, dunque, tantissimi gli eventi che racconteranno la cultura ebraica, attraverso le presentazioni di libri, conferenze, concerti, danze, studio di testi, cucina kasher. A Trani, per esempio, potremmo assistere al Shabbath che si svolgerà in Piazzetta Scolanova davanti alla Sinagoga recentemente e splendidamente restaurata.

Entrando nel merito dell’evento, è interessante riportare le parole della direzione artistica composta di Cosimo Yehudà Pagliara, Francesco Lotoro e Ottavio Di Grazia: “Quando si parla di ebraismo  si intende quello che risiede nel coraggio degli ebrei che dopo 500 anni riaprirono la Sinagoga Scolanova di Trani ripristinandone culto e vita ebraica; la rinascita dell’ebraismo pugliese costituisce una inesauribile fonte di arricchimento della cultura mediterranea ed è stata di stimolo alla rinascita dell’ebraismo in Calabria e Sicilia.” E per evidenziare ancor di più l’importanza di questa manifestazione, riprendiamo anche le parole di Pier Luigi Campagnano, presidente Comunità ebraica di Napoli, che la definisce così: “Credo ci siano tutti i presupposti per definire Lech Lechà uno dei più importanti eventi in assoluto dell’ebraismo italiano.”