"Premio Aligi" a Daniela Musini, per la mirabile attività di autrice e attrice di opere sulle figure amate dal Vate



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Daniela Musini
SAN VITO CHIETINO - A Daniela Musini il XXI Premio Aligi dell'Eremo Dannunziano. Ancora un riconoscimento prestigioso nel ricchissimo palmares di Daniela Musini, attrice, scrittrice e pianista abruzzese acclamata in Italia e nel mondo. Sabato 17 settembre 2016, alle 20,30, al Teatro 2 pini di San Vito Chietino, l'Artista, originaria di Roseto degli Abruzzi, riceverà, da parte dell'Associazione Eremo Dannunziano, presieduta dall'avvocato Carlo Lizza, il "Premio Aligi", importante riconoscimento creato dal notaio Fernando De Rosa, deus ex machina della suddetta associazione e conferito in passato a protagonisti della Cultura Italiana, quali il giornalista Everardo Della Noce, l'attrice Ivana Monti, il critico d'Arte Vittorio Sgarbi e Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale.
La location non è casuale: proprio a San Vito Chietino, suggestivo borgo in provincia di Chieti, sorge infatti l'Eremo Dannunziano, dove, nell'Estate del 1889, il Vate e la sua amante Barbara Leoni vissero un'appassionata e carnalissima stagione d'amore, poi trasposta nel capolavoro letterario dannunziano "Il trionfo della morte".

Nella motivazione del Premio Aligi si legge: "A Daniela Musini per la mirabile attività di autrice e attrice di opere teatrali sulle figure amate dal Vate” e l'Artista  così replica: “Sono felice, orgogliosa e grata di ricevere un riconoscimento così denso di significati e rimandi dannunziani, proprio nel ventennale della mia carriera di attrice ed autrice teatrale, in cui preminenti sono stati proprio l'opera e la figura di Gabriele d'Annunzio e della sua Imaginifica Musa, Eleonora Duse."

Musini non è apprezzata solo come una delle maggiori interpreti del Vate, ma è anche una valente scrittrice, e proprio con il suo libro "I 100 piaceri di d'Annunzio. Passioni, fulgori e voluttà" ha vinto ben 17 premi letterari nazionali ed internazionali.



Commenti

  1. Alla Si.ra MUSINI il premio anche per aver saputo diffondere con una prosa suggestiva e attraente, l'opera letteraria e le relazioni tra queste e le avventure personali di un gigante della letteratura italiana a cavallo di due secoli. Purificato dalle tante scorie lasciate dal suo essere stato amico e rivale di Mussolini, D'Annunzio e la sua stupenda opera letteraria erano caduti nell'oblio. Alla Signora dunque il merito luminoso di avere dato luce ai cechi, e udito ai sordi. Un miracolo da premiare con una diffusione forse più capillare della Sua fascinosa letteratura.

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