Installazione di fotografie, video e sculture interattive dell’artista iraniana Negin Sharifzadeh: a Firenze "Inspector Sorrow"



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Negin Sharifzadeh
FIRENZE Negin Sharifzadeh, Inspector Sorrow, 24 - 28 settembre 2016. Firenze Suona Contemporanea è lieta di annunciare Inspector Sorrow, una installazione di fotografie, video e sculture interattive dell’artista iraniana Negin Sharifzadeh. Il cinema di Sharifzadeh nasce dalla sua pratica scultorea e porta in vita gli oggetti scenici attraverso l’animazione in stop-motion, creando degli spazi fisici che il pubblico deve attraversare come delle vere e proprie opere scultoree.
Il suo lavoro incorpora infatti live-action, cinema e scultura interattiva, per esplorare in maniera sempre più profonda i meccanismi della narrazione.

Sharifzadeh ha costruito tutto il corpus della sua opera attraverso la trasformazione dei suoi film in stop-motion in installazioni immersive. Il pubblico entra letteralmente e fisicamente nei suoi film, circondato da oggetti costruiti per e tratti dai film stessi, in una sorta di mise en abyme riprodotta e moltiplicata in un complesso meccanismo di scatole cinese sensoriali; una realtà impossibile da catturare e comprendere nella sua interezza.

In Inspector Sorrow, il suo ultimo lavoro qui in mostra, l’artista estende questa cifra stilistica alla esplorazione del vocabolario stesso del cinema, in particolare del genere noir dal quale è ossessionata, innestandolo per la prima volta con componenti digitali interattive. Il risultato è disorientante, emotivo e intenzionalmente misterioso. L’ artista presenta gli oggetti scenici di un film immaginario che coinvolge lo spettatore in una complessa stratificazione di narrazioni e di rimandi tra realtà e finzione, tra futuro e presente, in una sorta di sdoppiamento percettivo, attraverso l’uso di tutti gli strumenti necessari alla costruzione dell’ illusione filmica: video, storyboard, paesaggi sonori, oggetti di scena.

Il risultato è uno microcosmo artificiale, in cui la frammentazione della realtà, oggetto di un complesso processo di decostruzione, passa attraverso la frantumazione della percezione individuale. 

Ciascuno ritrova se stesso e il proprio doppio, in un labirinto in cui è inevitabile smarrirsi.

Negin Sharifzadeh (Teheran, 1979) è artista e curatrice con base a Brooklyn.

Ha conseguito il BFA (Bachelor of Fine Arts) in scultura preso L’Università di Teheran nel 2002, e il BFA in Performing Arts all’ Art Institute of Chicago nel 2010. Cresciuta sulla scia della rivoluzione iraniana, è affascinata dai meccanismi e dalle iterazioni tra i sistemi naturali e emotivi e quelli politici. L’artista esplora queste tematiche sia attraverso la scultura, sia attraverso opere filmiche di animazione in stop-motion.

Sharifzadeh è stata ospite con mostre personali e performance a New York, Los Angeles, Chicago e Teheran, e ha fatto parte di numerose mostre collettive internazionali. I suoi film hanno vinto numerosi premi, inclusi il Best Experimental Film al Williamsburg International Film Festival 2012, Best Animation al Crown Heights International Film Festival del 2012, e Best Short Film al New York 3rd-i Film Awards nel 2013. Le sue opere e la sua attivià curatoriale sono state recensite da Huffington Post, New York Times, Voice of America e Euronews. 



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