Premio Scanno 2016, nella sezione Letteratura vince Peter Handke. Per l'Ecologia riconoscimento a Licia Colò



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SCANNO - Premio Scanno Edizione 43. Quest'anno in onore del presidente Ciampi. Ecco i nomi dei vincitori. E’ Peter Handke il vincitore della 43esima edizione del Premio Scanno, sezione Letteratura. Ad aggiudicarsi lo storico riconoscimento, anche la giornalista Licia Colò, il compositore Michelangelo Lupone, il costituzionalista Enzo Cheli e altre personalità d’eccellenza. E nella sezione Opera Prima vince una giovane scrittrice con un libro su Mario Borsa e sull’importanza della libertà di stampa.
Ancora una volta è stata l’eccellenza ad essere premiata a Scanno. Sono tutte figure di alta caratura infatti quelle che si sono succedute sul palco della 43esima edizione. Il Premio Diritto va a Enzo Cheli, uno dei maggiori costituzionalisti italiani; il Premio Economia a Piero Barucci, già ministro del Tesoro; il Premio Ecologia a Licia Colò, giornalista e conduttrice televisiva da sempre impegnata a favore dell’ambiente; il Premio Musica a Michelangelo Lupone per l’alto valore della sua ricerca artistica; il Premio Medicina va a Giovanni Monteleone, innovatore nella ricerca scientifica; il Premio Antropologia a Enzo Vinicio Alliegro per il suo notevole contributo alla storia del pensiero antropologico; il Premio Letteratura a Peter Handke, uno degli scrittori più significativi del panorama contemporaneo; il Premio Valori a Lucrezia  Bisignani, che appena venticinquenne è già stata eletta tra le cento donne più influenti nel mondo digitale italiano; il Premio Sociologia a Francesco Cassano, per avere rivisitato attraverso un’originale profondità analitica, la questione meridionale. Il Premio Opera Prima, per la prima volta sul palco dello Scanno,va ad Alessandra De Nicola per il suo libro sulla figura del giornalista Mario Borsa e sull’importanza della libertà di stampa. Il Premio Speciale alla Fondazione ICEF (International Court of the Environment Foundation), mentre le due Menzioni Speciali vengono assegnate a Neria De Giovanni e a Giuseppe Maria Pignataro.

Il Premio Scanno nasce per iniziativa di Riccardo Tanturri de Horatio, professore universitario di Lingua e Letteratura Italiana, scrittore, poeta e giornalista. Inizialmente voluto come riconoscimento letterario, presto moltiplica le sezioni fino ad arrivare ad essere un importante premio multidisciplinare del panorama culturale italiano. La Fondazione Tanturri, guidata da Alessandra Schoenburg Tanturri e da Manfredi Tanturri de Horatio ha creato anche quest’anno uno scenario suggestivo nel centro del paese gioiello nel cuore dell’Abruzzo. Nella storica e raccolta piazza della Codacchiola, il palco è stato calcato non solo dai vincitori, ma anche da ospiti d’eccezione che hanno reso unica e magica questa giornata. A toccare le corde del cuore, oltre alla letteratura, la voce della soprano Aleksandra Lazic, prima donna del Teatro dell’Opera di Belgrado, accompagnata al pianoforte dal maestro Rosario Pignatelli. Per volere della principessa Alessandra Schoenburg, la Lazic e il maestro Pignatelli hanno eseguito l’Ave Maria di Schubert come tributo in onore del compianto presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, presidente onorario del premio Scanno. A presentare la cerimonia di premiazione, con professionalità e simpatia, è stata invece la nota conduttrice televisiva Paola Saluzzi.

Si è rafforzato il rapporto tra il Premio e la Regione Abruzzo, oltre al legame con l’Università di Teramo, grazie alla cui collaborazione, la Fondazione Tanturri ha istituito il Premio Opera Prima. A premiare la vincitrice di questa sezione è stato proprio il rettore dell’Ateneo teramano, Luciano D’Amico.

Di fronte ad un parterre d’eccezione, sono saliti sul palcoscenico nomi illustri, a partire da Licia Colò premiata, per la sezione Ecologia, da Gianfranco Amendola. Giornalista e conduttrice di programmi di successo, da “L’arca di Noè”, che si occupava di interazione uomo-animali, a “Geo & Geo” fino “Alle falde del Kilimangiaro”, da lei ideato e condotto per 15 anni e per il quale ha ricevuto numerosi premi fra cui anche l’ambito Telegatto come miglior programma d’informazione nel 2008. Ha poi fondato la Onlus “Animali e Animali” grazie alla quale aiuta chi si prende cura dei “quattrozampe” in difficoltà attraverso donazioni di cibo e denaro. Da un paio d’anni è a TV2000 con il programma “Il mondo insieme”, che accompagna i telespettatori da una parte all’altra del globo alla scoperta di angoli remoti del pianeta, senza però trascurare le bellezze del nostro Paese. La costante ideale che caratterizza tutto il lavoro di Licia Colò è la difesa dell’ambiente e degli animali.  

Giovanni Monteleone ha ricevuto il Premio Medicina dalle mani di Giuseppe Novelli. Professore ordinario in gastroenterologia presso il dipartimento di medicina dei sistemi, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Tor Vergata di Roma, Monteleone è autore di oltre 200 pubblicazioni sulle principali riviste internazionali di gastroenterologia e di immunologia. Nel mese di marzo 2015, la prestigiosa rivista The New England Journal of Medicine pubblica i risultati di uno studio di fase II condotto per valutare l’efficacia di un nuovo farmaco, denominato Mongersen, nei pazienti con malattia di Crohn. Si tratta di un studio clinico multicentrico di un farmaco innovativo concepito da un gruppo di ricercatori dell’Università di Roma “Tor Vergata” coordinati proprio da Monteleone.

A Enzo Cheli il Premio Diritto, consegnato da Fulco Lanchester. Allievo di Paolo Barile, Enzo  Cheli è  uno  dei   maggiori  costituzionalisti  italiani. Ha insegnato nelle maggiori università italiane, è stato giudice della Corte Costituzionale dal 1987 al 1995 e vice presidente della stessa Corte dal 1995 al 1996. E’ stato presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dal 1998 al 2005. 

Direttore della rivista “Quaderni costituzionali”, Cheli è autore di oltre 200 lavori dedicati ai settori fondamentali del diritto costituzionale. Per la giuria, l’opera di Enzo Cheli è sempre stata segnata da profondo equilibrio, costante riferimento ai valori democratici e sapiente attenzione alla vicenda storica della Costituzione repubblicana, nella linea del magistero di Piero Calamandrei e Barile.

E’ toccato poi a Enzo Vinicio Alliegro ricevere il Premio Antropologia Culturale e Tradizioni Popolari da Luigi Lombardi Satriani e da Nunziato Di Rienzo. Professore associato di discipline demoetnoantropologiche presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dal 2002 svolge attività didattica nell’ambito delle discipline demoentoantropologiche, ricoprendo specificatamente insegnamenti di metodologia e storia della ricerca demoetnoantropologica, di antropologia visuale e della comunicazione, di storia delle tradizioni popolari, di antropologia economica, del territorio e dello sviluppo locale. La giuria ha deciso di assegnare questo premio a Alliegro per la curatela, l’introduzione e l’apparato critico dell’opera di Franz Boas Diari e Lettere (1883-1884) Fra gli Inuit dell’isola di Baffin. Alliegro affronta con grande coraggio scientifico i diari e le lettere scambiate in un biennio decisivo con gli altri studiosi da un antropologo che può dirsi senza dubbio il Padre dell’antropologia moderna.

A Piero Barucci, il Premio Economia è stato consegnato da Cesare Imbriani. Professore universitario di discipline economiche, Barucci ha insegnato nelle Università di Siena e di Firenze, della cui facoltà di Economia e commercio è stato Preside. Ha pubblicato sulle più importanti riviste della disciplina e i suoi scritti sono stati tradotti in inglese, francese, tedesco, spagnolo, greco e giapponese. 

Ha edito volumi con tutte le maggiori case editrici italiane. Ha scritto su molti dei maggiori economisti classici e marginalistici. Ha sempre dedicato grande attenzione ai problemi economici dell’economia italiana, con una spiccata attenzione a quelli del Mezzogiorno. E’ stato Ministro del Tesoro e della funzione pubblica nel governo Amato e Ministro del Tesoro nel governo Ciampi (1992-1995). 

Il Premio Valori a Lucrezia Bisignani lo ha dato Paolo Barletta. Questa giovane donna è Fondatatrice e CEO di Kukua, la cui missione è quella di insegnare a leggere, scrivere e fare operazioni matematiche di base a 250 milioni di bambini analfabeti che vivono nelle zone dell’Africa sub-sahariana e in zone di conflitto come la Siria, sfruttando l’aumento degli smartphone e la potenza del mobile-gaming. Lucrezia Bisignani ha viaggiato zaino in spalla attraverso tutti e cinque i continenti, parla fluentemente inglese, italiano, spagnolo e ora sta studiando il swahili, per essere una cittadina del mondo. Dedica la sua vita a risolvere le lacune dei nostri giorni in materia di istruzione attraverso la tecnologia. Crede fortemente nel potere che hanno le generazioni future di cambiare il mondo e la sua missione è dedicata a loro, per aiutarli ad esprimere il proprio potenziale. Appena venticinquenne è già stata eletta tra le cento donne più influenti nel mondo digitale italiano. 

Al maestro Michelangelo Lupone, il Premio Musica consegnato da Agostino Ziino. L’alto valore della ricerca artistica e scientifica di Lupone, docente di Musica elettronica, è improntata alla valorizzazione del rapporto che si instaura tra l’evento sonoro e i fruitori dello stesso, in un continuo interscambio di emozioni e sensazioni che rendono l’opera d’arte perennemente in evoluzione, mai uguale a se stessa, patrimonio unico e inalienabile del singolo spettatore. La contaminazione sonora esercitata da Michelangelo Lupone su opere scultoree e visive quali quelle di Mimmo Palladino o di Licia Galizia, nate proprio in funzione dell’essere contaminate, sono un esempio di come forme d’arte diverse possano interagire tra loro e con chi ne fruisce, modificandosi l’una in funzione degli altri, in una sintesi perfetta.

Il Premio Sociologia è andato a Francesco Cassano, consegnato da Paolo De Nardis. La giuria ha deciso di assegnare questo al professor Francesco Cassano per avere rivisitato attraverso un’originale profondità analitica, la questione meridionale, individuando il Sud come soggetto di pensiero che possa superare vuoti luoghi comuni senza soluzioni autoconsolatorie, anche attraverso il ruolo propositivo del Mediterraneo come valido modello storico di visione dell’Alterità.

Il Premio Opera Prima, per il primo anno, è stato attribuito ad Alessandra De Nicola ed è stato consegnato a quattro mani da Luciano D’Amico e da Manfredi Tanturri de Horatio per il libro “La libertà di stampa è tutto. Biografia di Mario Borsa nella storia del giornalismo democratico”. Docente di Sociologia dell’Arte contemporanea, questa giovane scrittrice è stata attiva nella Fondazione Brigata Maiella di Pescara, nell’ottica della conservazione e trasmissione della memoria storica dei “Patrioti della Brigata Maiella”. Il suo impegno sociale e l’innata curiosità l’hanno portata a ripercorrere la vita umana e professionale del giornalista Mario Borsa, riportandone alla memoria la grandezza e il messaggio insito nel suo lavoro, che ha sempre visto al primo posto i valori della ricerca della verità e della libertà di stampa.

Il Premio Speciale alla Fondazione ICEF (International Court of the Environment Foundation) è stato consegnato da Manfredi Tanturri de Horatio. Nata a Roma nel 1989 con la finalità di promuovere la giustizia e la legalità in tema di ambiente, anche in sede internazionale, la Fondazione ICEF ha partecipato a tutte le Conferenze ONU di carattere ambientale a partire dal 1992, e ha preso parte ai lavori della Commissione Sviluppo Sostenibile a New York e all’interno del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite. Inoltre, collabora con l’Unione Europea e il Parlamento europeo. Il Premio Speciale va a ICEF per avere promosso con continuità e indipendenza a livello mondiale, il Progetto di una Governance Globale per l’Ambiente, fondata non solo sulle norme giuridiche, ma anche su organi permanenti e specifici a carattere sovranazionale capaci di assicurarne la reale attuazione anche da parte dei Governi.

La Menzione Speciale a Neria De Giovanni è stata data da Pierfranco Bruni per il suo libro “Senza scampo – Personaggi maschili nella narrativa di Grazia Deledda”. La De Giovanni, giornalista e scrittrice, studiosa di storia delle donne, ha pubblicato oltre 40 volumi, in gran parte dedicati alla letteratura femminile. Grande esperta della Deledda, è presidente dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari.

La Menzione Speciale a Giuseppe Maria Pignataro è stata consegnata da Paolo De Nardis per il libro “Cambio di strategia”. Pignataro è responsabile del settore pubblico di un grande gruppo bancario, autore di numerosi articoli e saggi, e commentatore televisivo su temi di macroeconomia.

E infine, il Premio Letteratura a Peter Handke, consegnato a quattro mani da Stefano Petrucciani e dall’assessore del governo regionale Silvio Paolucci - riporta ancora il comunicato stampa -. 

Narratore, drammaturgo, sceneggiatore e poeta, Handke è uno degli scrittori più significativi del panorama contemporaneo. Con la sua imponente produzione teatrale, narrativa e poetica Handke ha rappresentato, negli ultimi decenni, una delle voci più originali della letteratura di lingua tedesca. 

Sebbene assai lontani da un decorso narrativo tradizionale, molti dei suoi romanzi, amati dei lettori e tradotti in diverse lingue, si sono affermati come dei veri e propri classici della scrittura contemporanea. Il romanzo “Il grande evento” costituisce l’opera matura di un grande maestro che, seguendo il suo protagonista, un attore al termine della carriera, in un affascinante cammino senza progetto e senza alcuna meta predefinita, illumina nelle sue dimensioni più segrete e inattese quel viaggio imprevedibile in cui consiste l’esperienza vivente di ciascuno. Con una prosa perfetta e coinvolgente, Handke posa il suo sguardo su paesaggi, naturali e metropolitani, su persone e su ambienti, mettendone in luce, con il suo occhio penetrante, risonanze misteriose e aspetti nascosti. 

Nella scrittura di Handke anche il dettaglio che a un occhio superficiale potrebbe apparire insignificante si rivela capace di suscitare meraviglia. E in questa trasfigurazione del mondo circostante e ordinario, si rivela in tutta la sua singolarità la grande forza poetica di un autentico maestro contemporaneo quale è Peter Handke.



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