Ritardo dello sviluppo del territorio e del sistema produttivo di Lecce e provincia, le priorità di Confindustria a Matteo Renzi

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LECCE - Confindustria Lecce ha indicato le priorita' dello sviluppo del Salento al presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi. Una delegazione di imprenditori di Confindustria Lecce ha incontrato in prefettura, prima della manifestazione presso il Teatro Politeama, grazie all'interessamento del sottosegretario allo Sviluppo economico Teresa Bellanova, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, per sottoporre alla sua attenzione le criticità che condizionano e continuano a ritardare lo sviluppo del territorio e del sistema produttivo locale.
"Si è trattato di un incontro proficuo e concreto nel quale - ha evidenziato il presidente di Confindustria Lecce, Giancarlo Negro - con un gruppo di colleghi, abbiamo indicato i punti salienti sui quali il governo dovrà concentrare in tempi brevi la propria azione per consentire al Salento di esprimere le proprie potenzialità e colmare quel gap sociale ed economico che lo allontana dal resto del Paese e, soprattutto, rende difficile la competizione internazionale".

La delegazione era composta del presidente Negro, del vicepresidente Nicola Delle Donne, del presidente della sezione Tessile, abbigliamento e calzaturiero, Michele Zonno e del presidente di Ance Lecce Giampiero Rizzo.

In più di mezz'ora gli imprenditori di Confindustria Lecce hanno sottolineato quali sono le priorità di intervento in un territorio che, al di là delle pregevoli iniziative individuali in moltissimi comparti, stenta ancora a decollare in modo complessivo come sistema economico, poiché si porta dietro problematiche che partono da lontano e affondano le radici in quel Mezzogiorno in assoluto ritardo di crescita del secolo scorso.

Il primo comparto sul quale intervenire è rappresentato dall'edilizia: occorrono misure che riavviino il motore delle costruzioni, a partire da una efficace applicazione del nuovo codice degli appalti, che invece stenta ancora a far decollare i bandi di gara. Confindustria Lecce ha chiesto interventi e agevolazioni che favoriscano gli investimenti privati per ristrutturazioni, in un'ottica energetica, del recupero e della sicurezza. Solo in questo modo il settore edile potrà tornare a essere un volano per l'economia. 

Del tessile, abbigliamento e calzaturiero si è parlato ampiamente per evidenziare che la globalizzazione ha imposto una durissima selezione alle imprese che realizzavano manufatti a basso costo, con un doloroso percorso di ridimensionamento, la dismissione di molti capannoni e la conseguente emorragia occupazionale, cui si è fatto fronte con il ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali. Oggi il Salento rappresenta un comparto moda fatto di eccellenze produttive che, a causa dell'isolamento geografico e infrastrutturale, non riescono a imporsi sui mercati come meriterebbero. E' necessario in una realtà pugliese che usufruisce di incentivazioni mirate per le aree metropolitane o per contesti produttivi specifici, prevedere un percorso che agevoli l'attrazione di nuovi investimenti e la rigenerazione industriale dei capannoni già esistenti.

E' fondamentale contestualmente agire su voci di costo notevoli per l'imprenditoria. "La Puglia di recente - ha affermato Negro - è stata oggetto di una forte speculazione energetica, mentre l'energia rappresenta ancora una voce consistente dei bilanci aziendali salentini. Confindustria Lecce chiede in proposito di costruire, in considerazione della varietà delle fonti energetiche presenti in regione e delle quantità prodotte, un percorso agevolativo con condizioni di favore per le imprese". 

"Altro capitolo determinante è rappresentato dal costo del lavoro - ha continuato Negro-. Gli effetti positivi del Jobs act si stanno esaurendo. Confindustria Lecce auspica una riduzione del costo del lavoro per le aree del Mezzogiorno, con misure mirate per compensare il ritardo di sviluppo e, contestualmente, consentire alle imprese di incrementare gli investimenti e ai lavoratori di usufruire di maggiore liquidità da impiegare per far ripartire definitivamente i consumi". 

Per il comparto del Turismo, che anche quest'anno sembra aver sviluppato numeri interessanti, Confindustria Lecce ha detto al presidente Renzi che il settore contribuisce ancora molto poco al PIL territoriale, poiché resta concentrato nel periodo estivo e con target spesso troppo giovanili, soprattutto in determinate aree. Esprimendo soddisfazione per la sigla dell'Accordo di programma per la realizzazione del porto turistico otrantino, l'Associazione auspica il coinvolgimento delle imprese locali per la realizzazione dell'opera e, soprattutto, la creazione di una rete di porti turistici con altre realtà, come Leuca e Gallipoli, in modo da favorire la diversificazione delle fasce turistiche, per intercettare soprattutto l'alta gamma, e puntare all'allungamento della stagionalità del comparto. In tale ottica, Confindustria Lecce ha chiesto un piano coordinato con il territorio e le istituzioni locali e regionali per collegare le eccellenze del turismo, dell'agroalimentare, dell'arte e delle produzioni tipiche in un'offerta integrata, sostenuta da un'adeguata comunicazione e pianificazione di interventi, che coinvolgano tutte le realtà territoriali particolarmente vocate al turismo e caratterizzate da un appeal indiscusso.

Strettamente connesso e fondamentale per lo sviluppo di tutti i comparti produttivi, secondo Confindustria Lecce, è il sistema delle infrastrutture, della logistica e della mobilità (sia merci, sia passeggeri). "Se da un lato la marginalizzazione geografica rende difficile la concorrenza dei nostri prodotti sul mercato globale - ha detto il presidente Negro - il sistema delle infrastrutture, dei trasporti, della logistica ci allontana ancora di più dai centri nevralgici del Paese e del mondo. Il Salento, privo di strutture per lo smistamento delle merci, è ancora più distante dai mercati di approvvigionamento e da quelli di distribuzione, paga il triplo per raggiungere le realtà economiche più importanti in Italia, con una vera e propria zavorra di partenza che pesa sulla competitività".

Le proposte di Confindustria Lecce in materia sono chiare - riporta ancora il comunicato stampa -:

- particolare attenzione alla realizzazione della strada statale 275, arteria vitale per le imprese e per il territorio, il cui appalto rischia seriamente di rimanere impantanato nei meandri giudiziari per altri anni. Oltre ad essere una infrastruttura strategica, la sua realizzazione contribuirebbe a dare una boccata di ossigeno al settore edile; 

- pianificare interventi importanti con ricadute immediate che vadano ad incidere sul sistema infrastrutturale e dei collegamenti; 

- intensificare il numero di voli da Brindisi per Roma e Milano e viceversa, offrendo alle compagnie degli incentivi pubblici - come accade per Sicilia e Sardegna - che servano a bilanciare la marginalità del Salento;  

- per le stesse ragioni, occorre intensificare il numero delle tratte ad alta velocità su rotaia, sia sulla dorsale adriatica, sia su quella tirrenica;

- creare, insieme alle istituzioni locali, un sistema intermodale di collegamenti che consenta ai passeggeri in arrivo all'aeroporto di Brindisi di raggiungere le località di interesse nella nostra provincia, senza notevoli aggravi di costi e in tempi assolutamente ragionevoli.

L'incontro è stato quindi l'occasione per Confindustria Lecce di chiedere al presidente Renzi un piano di sviluppo concreto e mirato per il Salento, frutto di un mix di interventi di carattere nazionale e regionale, i cui effetti, se realizzato in tempi rapidi, sarebbero davvero positivi per l'intero sistema produttivo.

Il presidente del Consiglio Renzi, condividendo gli auspici degli imprenditori di Confindustria Lecce, ha affermato che le risorse, cospicue, esistono e che occorre coordinarsi per dare la possibilità all'intero Paese di competere con forza in ambito internazionale, recuperando le aree che si portano dietro gap di sviluppo, con l'obiettivo di portare tutti insieme la qualità del made in Italy nel mondo.




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