Terremoto ad Amatrice e Accumoli. Contributo di 600 euro alle famiglie, 200 a componente del nucleo familiare



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ROMA - La Protezione civile italiana ha reso note alcune risposte alle domande più frequenti pervenute al Contact Center del Dipartimento. Ecco tutto sui contributi per chi è stato colpito dal terremoto del 24 agosto 2016. Che cos'è il contributo di autonoma sistemazione? E come può essere richiesto? Il contributo di autonoma sistemazione è una misura destinata alle famiglie e al singolo cittadino la cui abitazione è stata distrutta in tutto o in parte, oppure è stata sgomberata in seguito al terremoto che, lo scorso 24 agosto, ha colpito l’Italia centrale.
Il contributo è di 200 euro al mese per ogni persona che risiede nell'abitazione, fino a un massimo di 600 euro mensili. Se il nucleo familiare è composto di una sola persona, il contributo è di 300 euro. 


Per famiglie con persone di età superiore ai 65 anni, portatrici di handicap, o disabili (con percentuale di invalidità non inferiore al 67%), è concesso un ulteriore contributo di 200 euro al mese per ognuna della persone indicate, anche oltre il limite massimo dei 600 euro previsti per nucleo familiare. 

Il Contributo di autonoma sistemazione si richiede al Comune o al Centro operativo comunale.

Il residente in una delle zone colpite dal terremoto del 24 agosto 2016 ha diritto al Cas anche se non sono sposato ma convivente. Lo stato di convivente è equiparato al vincolo familiare, come riportato nelle indicazioni operative e attuative dell’Ocdp 388/2016.

Chi può far richiesta del Contributo di Autonoma Sistemazione?

Possono fare richiesta del Contributo i nuclei familiari che abbiamo provveduto autonomamente a trovare un alloggio alternativo senza carattere di stabilità, gli affittuari di immobili e chi usufruiva di alloggi in strutture pubbliche o private che siano stati sgomberati, in seguito al terremoto, o siano stati distrutti in tutto o in parte dal sisma. È considerato come nucleo familiare anche lo stato di convivenza. Appartengono al nucleo familiare anche le persone inserite nello stesso che offrono assistenza domiciliare a minori, infermi, disabili, soggetti non autosufficienti.

Come si fa richiesta del Contributo di Autonoma Sistemazione?

I soggetti interessati al Contributo, in rappresentanza del proprio nucleo familiare, devono presentare al proprio Comune di residenza un'istanza in forma di autocertificazione. La domanda dovrà essere inviata usando il modulo allegato e in questa dovrà essere indicato:

- la composizione del nucleo familiare;

- l'indirizzo dell'abitazione nella quale, al 24 agosto 2016, lo stesso risiedeva stabilmente;

- se l'abitazione sia stata sgomberata o distrutta in tutto o in parte;

- se il nucleo familiare include persone con più di 65 anni, portatori di handicap, diversamente abili con invalidità non inferiore al 67%;

- qualunque titolo in grado di legittimare l'uso dell'abitazione;

- la titolarità delle utenze di luce, gas, telefonia fissa o mobile;

- la titolarità di un contratto di locazione registrato se si è affittuari di immobili.

A quanto ammonta il Contributo di Autonoma Sistemazione?

Le famiglie possono ottenere un contributo massimo di 600 euro, 200 euro a componente del nucleo familiare. Per le famiglie con più di tre persone il contributo è quindi fissato in 600 euro. Se il nucleo è composto da una sola persona il contributo è di 300 euro. È possibile disporre di ulteriori 200 euro mensili in aggiunta al contributo massimo se in famiglia ci sono persone con più di 65 anni e/o portatori di handicap e/o diversamente abili con invalidità non inferiore al 67%.

Il cittadino di una delle località colpite dal terremoto del 24 agosto 2016 che ha sostenuto spese (anche ingenti) per alloggiare presso strutture alberghiere o per affittare un’abitazione non può ottenere il rimborso di queste spese. Ma se la sua abitazione è stata oggetto di sgombero, o è stata distrutta totalmente o in parte, può accedere al Contributo di Autonoma Sistemazione. Il Comune può corrispondere 300 euro mensili, se il nucleo familiare è composto di una sola persona, oppure 200 euro per ogni componente fino a un massimo di 600 euro al mese – indipendentemente dalle spese sostenute.



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