La psicoterapeuta Maura Manca alla Biblioteca Nazionale di Roma col suo "Generazione Hashtag. Gli adolescenti dis-connessi"

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Maura Manca
ROMA - Generazione Hashtag. Gli adolescenti dis-connessi, libro di Maura Manca, Alpes editore. Da novembre 2016 online e in libreria. Il libro della psicoterapeuta verrà presentato ufficialmente il 10 novembre presso la Biblioteca Nazionale di Roma a partire dalle ore 15. Un testo innovativo che analizza con semplicità e competenza il mondo della generazione degli adolescenti che comunicano con un #, che vivono sui social e che parlano attraverso le chat di messaggistica istantanea.
Oltre il 95% di loro ha almeno un profilo su almeno un social network e la maggior parte è impegnato nella gestione di più profili e di più chat. Una integrazione della tecnologia nella struttura di personalità, un’interferenza nel processo di pensiero, un condizionamento nella sfera emotiva e comportamentale, è il risultato del connubio tecnologia-adolescenti.

Risorse e potenzialità enormi ed indubbie, accompagnate da rischi e pericoli, altrettanto evidenti, come per il circa 20% dei minori che viene adescato online. Comportamenti tecno-mediati che stanno diventando una piaga sociale come il cyberbullismo, messo in atto da circa DUE adolescenti per classe, il sexting da quasi 1 ragazzo su 10, la vendetta pornografica che ha portato anche in alcuni casi al suicidio e le social mode che favoriscono l’abuso di alcol e i disturbi alimentari, a cui partecipano oltre il 20% dei ragazzi. Selfie a rischio per 2 adolescenti su 10 che spesso perdono la vita pur di non staccare gli occhi dal cellulare, come testimoniano gli innumerevoli casi di cronaca e nuove patologie come la nomofobia (paura di rimanere senza cellulare) o la FOMO (paura di essere tagliati fuori). 

Perché si arriva a tutto questo? Cosa è successo a questi adolescenti che si nascondono e si esprimono con un #? E i media, i modelli di riferimento, vip, blogger e youtuber, insieme all’informazione veicolata attraverso i social, che ruolo ha in tutto questo? 


Fondamentalmente manca un’educazione tecnologica efficace, manca una scuola in grado di contenere questi adolescenti sempre più dis-connessi, che trascorrono dalle 7 alle 13 ore della loro giornata fuori dalla scuola attaccati ad uno smartphone. Una generazione di insonni e di ansiosi che sfuggono al controllo genitoriale, cresciuti con uno smartphone in mano al posto del ciuccio. C’è un gap intergenerazionale troppo evidente e marcato tra genitori, insegnanti e figli/alunni. Gli adulti, i nativi cartacei, per prima cosa devono informarsi, formarsi e conoscere per poter educare, senza dimenticare di dare il buon esempio perché i figli imparano soprattutto attraverso ciò che vedono. Per questa ragione nel testo è dedicato ampio spazio ai consigli per i genitori in base all’età dei figli, una sorta di vademecum per educare i figli alla consapevolezza in rete fin da piccoli. Un valido aiuto per comprendere cosa accade nella loro testa e nel loro mondo, per comprendere cosa è cambiato e come intervenire nel modo più immediato ed efficace. Non è demonizzando la tecnologia e sequestrando i mezzi tecnologici che si risolve il problema, è prendendo i figli per mano, rendendoli responsabili delle loro azioni e delle conseguenze dei loro comportamenti.




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