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Tartaruga caretta caretta nidifica sulla spiaggia del Chiarone a Capalbio. Angelo Gentili: avvenimento straordinario per la specie protetta

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CAPALBIO - Nidificazione tartarughe marine a Capalbio, zona delimitata e segnalata. La Caretta caretta nidifica sulla spiaggia del Chiarone a Capalbio. Gentili: “Avvenimento straordinario che conferma la qualità del nostro mare. La nostra provincia è la zona più a nord di tutto il Mediterraneo dove la Caretta caretta ha nidificato”. Una tartaruga della specie Caretta caretta è stata avvistata nella spiaggia del Chiarone, nel comune di Capalbio, mentre stava deponendo le uova.
È la terza volta che l'evento viene documentato nella provincia di Grosseto, dopo Scarlino e Orbetello, un avvenimento straordinario riguardante la specie protetta.
L'avvistamento è stato effettuato da una famiglia svizzera in vacanza al camping Campeggio di Capalbio, che una volta compresa la straordinarietà dell'avvenimento, ha subito avvisato le autorità competenti.
"Un avvistamento straordinario - sottolinea Angelo Gentili, dalla segreteria nazionale di Legambiente - che testimonia l'importanza della salvaguardia del territorio dal punto di vista ambientale. La nostra provincia è la zona più a nord in cui la specie Caretta caretta ha nidificato in tutto il Mar Mediterraneo. Un evento molto importante che conferma la qualità del mare di Capalbio, insignito da Legambiente con le 5 Vele anche nel 2016. Legambiente ci tiene a ringraziare tutte le autorità coinvolte per la collaborazione, e in modo particolare il Campeggio di Capalbio, il Wwf, la Capitaneria di porto, il Parco della Maremma e l’Osservatorio per la biodiversità.
Sul posto si è provveduto a transennare la zona, limitandola con cartelli segnaletici, mettendo in sicurezza il nido.




Tributo Speciale della Mostra del Cinema di Venezia a Chris Meledandri, straordinario il contributo al cinema d’animazione

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Chris Meledandri
VENEZIA - La Biennale di Venezia annuncia un Tributo Speciale al produttore statunitense Chris Meledandri, nominato all'Oscar® e fondatore e CEO della Illumination Entertainment, per il suo straordinario contributo allo sviluppo del cinema d’animazione. La cerimonia si terrà nell’ambito della 73. Mostra del Cinema lunedì 5 settembre 2016, alle ore 15, al Cinema nel Giardino al Lido. Oltre al prestigioso riconoscimento, Meledandri sarà ospite di un'esclusiva "Conversazione", seguita dalla proiezione di uno speciale filmato tratto dal prossimo film d’animazione SING (2017), prodotto da Illumination Entertainment.

Grandi performer contemporanei nelle sale cinematografiche, docu-film di Marco Del Fiol su Marina Abramović

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Marina Abramović
MILANO - Dopo il successo delle scorse stagioni che hanno portato al cinema oltre 400mila spettatori, la stagione della Grande Arte torna nelle sale italiane con un’importante novità. Il cartellone della nuova stagione, che sarà svelato a fine estate, esplorerà non solo l’arte rinascimentale (italiana e internazionale), i grandi movimenti pittorici e i più amati artisti dell’Ottocento, ma si aprirà quest’anno anche ai grandi performer contemporanei.
A inaugurare questo nuovo ciclo ci sarà una delle più originali artiste viventi, Marina Abramović, protagonista di THE SPACE IN BETWEEN.  MARINA ABRAMOVIĆ AND BRAZIL di Marco Del Fiol, che sarà nelle sale italiane solo il 3, 4 e 5 ottobre distribuito da Nexo Digital e I Wonder Pictures in collaborazione con Unipol Biografilm Collection (elenco delle sale a breve su www.nexodigital.it).
In questo docu-film Abramović parte alla ricerca di nuovi stimoli creativi e viaggia attraverso le vibranti comunità religiose del Brasile per fare esperienza dei rituali sacri e svelare il suo processo creativo. Il sincretismo del Brasile più profondo si fa per lei percorso personale e artistico e racconto per immagini, in un seducente intreccio di profondità e ironia. Tra cerimonie di purificazione e trip psichedelici, Marina riflette sulle affinità tra performance artistiche e rituali e si mette totalmente a nudo, in un tragitto anche interiore nei meandri del suo passato. Un film autenticamente “in between”, sospeso tra arte e vita, tra road movie e spiritual thriller, capace di parlare al cuore dello spettatore e al suo inestinguibile bisogno, consapevole o inconsapevole, di spiritualità.
Nata a Belgrado nel 1946, Abramović è una delle artiste più importanti del nostro tempo. All’inizio degli anni Settanta studia presso l'Accademia di Belle Arti di Belgrado, dove comincia a sperimentare la performance come forma di arte visuale. Esplorando i limiti fisici e mentali del suo essere, Abramović approfondisce così il tema della trasformazione emotiva e spirituale e si dedica alla creazione di opere capaci di rendere rituali semplici azioni della vita quotidiana, come stare sdraiati o seduti, sognare e pensare. Nel 1974 viene conosciuta anche in Italia, dove presenta la sua performance Rhytm 4 nella galleria Diagramma di Luciano Inga Pin a Milano.  Nel 1976 Marina Abramović lascia la Jugoslavia per trasferirsi ad Amsterdam. Nello stesso anno inizia la collaborazione e la relazione con Ulay, artista tedesco, nato tra l'altro nel suo stesso giorno. I due termineranno il loro rapporto dodici anni dopo, nel 1989, con una camminata lungo la Grande Muraglia Cinese: Marina decide di partire dal lato orientale della muraglia sulle sponde del Mar Giallo, mentre Ulay dalla periferia sud occidentale del deserto del Gobi. I due cammineranno novanta giorni e si incontreranno a metà strada dopo aver percorso entrambi duemila e cinquecento chilometri per dirsi addio. Negli anni ottanta viaggia in Australia e nei deserti di Thar e del Gobi e in Cina; dal 1992 tiene workshop, conferenze, mostre personali e collettive in tutto il mondo fino a vincere nel 1997 la Biennale di Venezia con la performance Balkan Baroque, dove per tre giorni pulisce una montagna di ossa bovine in un rituale di purificazione e di denuncia delle stragi che avvenivano nei Balcani.  Nella primavera del 2010 arriva la prima grande retrospettiva negli Stati Uniti al Museum of Modern Art di New York, dove esegue anche la performance The artist is present documentata dall’omonimo documentario. Due anni dopo, nel 2012, è stato il momento della doppia mostra al PAC e alla Galleria Lia Rumma di Milano, dove l’artista ha mostrato tutti i nuovi lavori e svelato al mondo The Abramović Method.
THE SPACE IN BETWEEN.  MARINA ABRAMOVIĆ AND BRAZIL di Marco Del Fiol sarà nelle sale italiane solo il 3, 4 e 5 ottobre distribuito da Nexo Digital e I Wonder Pictures in collaborazione con Unipol Biografilm Collection e con i media partner Sky Arte HD e MYmovies.it.
Marco Del Fiol. Cameraman, co-sceneggiatore, regista, montatore, produttore esecutivo, sceneggiatore e redattore, Marco Del Fiol ha dedicato gli ultimi dieci anni del suo lavoro all’opera di importanti artisti contemporanei e alla creazione di un dialogo tra le opere d'arte, gli artisti e il loro pubblico. Nel 2010 ha diretto "Second Movement for Piano and Sewing", prodotto da Philippe Barcinski per TV Cultura. Il film ha partecipato a numerosi festival come il Chile, Ouro Preto Film Festival e il Brazilian Film Festival di Toronto, dove ha ricevuto premi per il miglior film, la miglior regia e la migliore attrice. Del Fiol è il regista di VIDEO BRASIL NA TV, alla sua quarta stagione, così come di Rafael França – Obra como testamento; Mau Wal – translated encounters; Olafur Eliasson - Seu corpo da Obra and Isaac Julien – Geopoéticas. I suoi film sono stati presentati in festival cinematografici al Museo Reina Sofia di Madrid, al Centre Pompidou di Parigi, al Nederlands Fotomuseum di Amsterdam e fanno parte delle collezioni di numerose istituzioni come The Center for Contemporary Art (Israel), Hong Kong Arts Centre (China), Internationale Kurzfilmtage(Germany), Library of Museu de Arte Contemporânea da USP (Brazil), Midiateca Le Plateau (France).

Il soprannaturale è eterno. Il senso del divino incontra il tragico con Simone Weil. Ma soprattutto il contemplante

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Simone Weil
ROMA - Testimonianza spirituale nella voce di Simone Weil. L’esperienza spirituale è un cammino di attraversamento. Il Pensiero è un passaggio tra l’anima e la mente. Penetra il tempo. Il tempo metafora delle vite e delle memorie nelle quali le vite stesse continuano a vivere. I radicamenti sono anche nel vissuto delle nostalgie. Noi siamo nostalgia. Maria Zambrano e Simone Weil. Cristina Campo e Antonia Pozzi.
Al femminile il tragico è sentiero di ricerca e di viaggio sino a toccare Francisca de La Valle. Blanchot cerca nel tempo lo spazio.
Nel cerchio di questo viaggiare la nostalgia è empatia. La nostalgia anche come “memoria vissuta”. “Frammenti di un discorso sulla nostalgia” di Eugenio Borgna. Si legge: “In una esperienza emozionale, come quella della nostalgia, il passato (la dimensione del passato) dilaga e sommerge il presente (la dimensione del presente) mentre il futuro (la dimensione del futuro) retrocede: fibrilla e poi si sfalda, si incrina e poi si spezza quando la nostalgia abbia a trasformarsi da semplice stato d’animo in forma clinica: in depressione”. 
La dimensione del futuro è una archeologia dei saperi scavati nell’anima. L’anima e il silenzio sono tasselli del mosaico dell’esistere e del non essere per rappresentarsi nella presenza come volto della conoscenza. La conoscenza guida l’amore. L’amore è sempre (ha) misericordia. “Quando manchiamo di misericordia separiamo violentemente la creatura dal suo Creatore” (Simone Weil). Su Simone Weil Eugenio Borgna dedica un suo camminamento: “L’indicibile tenerezza. In cammino con Simone Weil” (Feltrinelli, 2016). 
Qual è questa indicibile tenerezza? La via verso la Fede.  Accanto alla Weil si leggono altri viaggi. Le disperanti parole del dubbio diventano il pensiero pensato di Pascal, la metafisica dello specchio che trovo costantemente nella mia Zambrano, i suicidi  da Pavese alla Pozzi. 
Proprio sulla Pozzi  sottolinea Eugenio Borgna: “La storia della vita e della morte di Antonia Pozzi è stata segnata da questa precoce aspirazione alla morte e da questa acutissima percezione del trascorrere (del fuggire) del tempo come epifania della inconsistenza e della friabilità della vita. (…)

Pierfranco Bruni

La malinconia… non può non essere considerata come la matrice possibile della morte volontaria di Antonia Pozzi: essa scorre come un filo rosso lungo le sue poesie: dalle prime, così immerse in una dolorosa e disfatta climax adolescenziale, alle ultime; e alla malinconia non può non essere legata la loro indicibile fascinazione” (“L’attesa e la speranza”, Feltrinelli 2005). 
Si vive sempre di attesa e di speranza. Perché sia nell’attesa che nella speranza si vive l’immensità dell’amore: “Amare puramente significa amare nell'altro la sua fame. Ma noi amiamo gli altri come nutrimento”.  L’amore è nutrimento. Dentro queste dimensioni del pensare convivono gli esercizi di una spiritualità profondamente radicante e radicata nelle visioni divine. Il senso del divino incontra il tragico con Simone Weil. Ma incontra soprattutto il contemplante. 
Soltanto la spiritualità ci permette di entrare nella parola contemplante e nella misericordia del mistero. Ma soltanto il dolore ci permette di conoscere e ci cambia.  Ma nel dolore bisogna essere fedeli. Solo in questa fedeltà si resta con se stessi: “La fedeltà è il segno del soprannaturale, perché il soprannaturale è eterno” (Simone Weil). Bisogna credere nel destino?  
Si crede al miracolo. Perché è il miracolo che si lega alla fede. Dunque un viaggiare in una estetica della spiritualità e del sacro che propone una lettura di senso alla vita e al tempo. 
Vita e tempo sono “soggetti” spirituali e proprio in tale orizzonte le nostre vite si incontrano oltre il concetto stesso di destino.  Credo che la riflessione porta alla meditazione- Questa ci permette di osservare: “Ci sono individui che cercano di elevare la loro anima come un uomo che salti continuamente a piedi uniti, nella speranza che a forza di saltare sempre più in alto, un giorno, invece di ricadere, riuscirà a salire fino in cielo. Ma mentre è tutto preso da questi tentativi egli non può guardare il cielo. Noi non possiamo fare nemmeno un passo verso il cielo:la direzione verticale ci è preclusa. Ma se guardiamo a lungo il cielo, Dio discende e ci rapisce” (Simone Weil). 
Essere rapiti da Dio è toccare l’armonia che inquieta il cuore e riposa nell’anima.

Fiera internazionale delle componenti elettroniche a Monaco di Baviera, AGS porta il suo modello a Electronica

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ROSÀ - Electronica - Monaco di Baviera 8-11 novembre 2016. Il modello AGS alla fiera internazionale delle componenti elettroniche. La velocità di risposta al mercato vale la crescita del 30% nel primo semestre. La logistica carta vincente dell’azienda con sede a Rosà (VI) e Udine: «Portiamo il nostro approccio globale alla fiera più importante del settore». La parola d’ordine è velocità.
Velocità nella progettazione, nello sviluppo, ma soprattutto nella consegna. È nella logistica la chiave del successo di AGS, azienda con quartier generale a Rosà (Vi) e sede Tecnica a Udine che opera nella subfornitura avanzata per i settori dell’elettronica e dell’elettromeccanica nell’ambito delle schede elettroniche e nello stampaggio di materiale plastico.
Forte del +30% registrato nel primo semestre 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, dall’8 all’11 novembre prossimi AGS porterà la proprio modello ad Electronica, la più importante fiera internazionale per componenti elettronici che si svolge a cadenza biennale a Monaco (Germania). «Saremo presenti alla fiera più importante del settore con il nostro modello fatto di tecnica, qualità e logistica», premette Denis Vigo, cofondatore di AGS insieme con Renato Comelli. «Acquisiti gli elementi tecnici e confermati i valori qualitativi, la marcia in più che ci sta permettendo di crescere con un buon ritmo dipende dalla logistica».
L’elettronica è oggi uno dei settori più dinamici - riporta ancora il comunicato stampa -. «Ma questo dinamismo impone tempi di risposta sempre più rapidi», aggiunge Vigo. «Siamo davanti ad un mercato schizofrenico dettato dalla mancanza di previsioni di vendita. Oggi le aziende devono rispondere alle richieste di consumo quasi in tempo reale con prodotti nuovi e aggiornati. Testimonianza sono non solamente  i tempi di produzione che si sono dimezzati, ma anche lo spostamento degli stessi centri produttivi verso i mercati di interesse». La scelta di AGS è invece stata quella di operare sulla logistica, creando snodi centrali e posizionati in modo strategico. «Movimentiamo 9mila kg di semilavorati alla settimana solamente per via aerea. A questi vanno aggiunti i carichi via nave», sottolinea Vigo. «È importante capire che prima si “arriva” sul cliente e meglio è. Per questo, a seconda della dislocazione, andiamo a creare la logistica sul posto puntando a dare risposte in real time».
Sul fronte qualità è recente la certificazione Iso, uno step che AGS ha fortemente voluto quale elemento interno. «La struttura si basa su un sistema di controllo direttamente che agisce direttamente alla produzione. La nostra peculiarità e quella di creare team di tecnici esperti all’interno delle sedi produttive dei nostri fornitori; sono team formati dai nostri ingegneri più qualificati che ci permettono di porre la massima attenzione alla qualità in ogni fase del processo».
Questo approccio globale fa di AGS una realtà unica ed in profonda crescita. Conclude: «Le flessioni che il mercato periodicamente registra vengono compensate dal fatto di operare in più settori. Questo ci ha permesso di chiudere il primo semestre 2016 con un +30% rispetto allo scorso anno, in linea con le nostre previsioni. Numeri che confermano la bontà della strada che abbiamo intrapreso e che andremo a presentare alla prossima edizione di Electronica a Monaco di Baviera».

Ad Apricale La Macchina del Tempo, viaggio nella memoria di un uomo comune, con la regia di Emanuele Conte

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APRICALE - Ventisette estati di spettacoli, magie e sorprese. Il rapporto tra Apricale e il Teatro della Tosse va avanti dal 1990, dalla prima edizione della rassegna … e le stelle stanno a guardare. Ogni agosto attori, registi e maestranze del teatro genovese si spostano nelle strette vie del borgo medioevale per mettere in scena uno spettacolo a stazioni sempre nuovo.
La rassegna “…e le stelle stanno a guardare” è realizzata grazie al sostegno del ministero per i Beni e le Attività culturali, Regione Liguria e Comune di Apricale.

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