Gestione e messa a disposizione gratuita di giornali, fotografie, documenti della cultura piemontese

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TORINO - Open Data per i beni culturali e il turismo in Piemonte, firmato l'accordo. Il 15 febbraio 2017 è stato firmato l'accordo di collaborazione fra l'assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, l’Istituto per il lessico intellettuale europeo del Cnr di Roma, l'Istituto di Informatica del Cnr di Pisa e Csi_Piemonte, per la gestione e la messa a disposizione libera e gratuita dell'immensa mole di dati (giornali, fotografie, documenti) che riguardano il patrimonio culturale del Piemonte.

Hanno partecipato alla presentazione del progetto l'assessora alla Cultura Antonella Parigi, il consigliere regionale Gabriele Molinari, il direttore dell'Istituto per il lessico europeo del Cnr di Roma Antonio Lamarra, il direttore dell'Istituto di informatica del Cnr di Pisa Domenico Laforenza, il presidente del Comitato tecnico-scientifico del CsiPiemonte Giulio Lughi.

"Si tratta di un progetto con un respiro europeo ed internazionale - ha detto l'assessora alla Cultura Parigi - che permetterà di avere un accesso unico, libero e gratuito, attraverso gli strumenti informatici digitali, ai dati di ogni tipo sui nostri beni culturali. Una grande opportunità per tutti per promuovere la cultura e soprattutto il turismo".

Uno dei primi archivi messi liberamente a disposizione del pubblico - riporta ancora il comunicato stampa - è quello dei Giornali locali del Piemonte, realizzato da Consiglio e Giunta regionali con La Federazione dei Piccoli Editori, che è stato presentato dal consigliere regionale Gabriele Molinari: "Il portale www.giornalidelPiemonte.it è online dal marzo 2016 e mette a disposizione 123 testate locali con oltre 2 milioni e mezzo di pagine. Una vera miniera di informazioni per chiunque cerchi notizie sull’evoluzione delle nostre comunità locali. Dal 1° marzo 2016 all’8 febbraio 2017 hanno acceduto al sito 48.255 utenti anche da Usa, Regno Unito, Argentina, Brasile e persino Russia e Australia".

Antonio Lamarra, direttore dell'Istituto per il lessico del Cnr, ha messo l'accento sulla necessità di dare un accesso multilingue ai dati: "Sarà un lavoro enorme, ma potrà dare la possibilità a moltissime diverse categorie di studiosi in tutto il mondo di conoscere e quindi tutelare meglio i nostri preziosi beni culturali".

"Questo progetto unisce l'utile (la cultura) al dilettevole (il turismo) - ha dichiarato Domenico Laforenza, direttopre dell'istituto di informatica del Cnr di Pisa - i big data, soprattutto in campo culturale, sono il petrolio socio-economico del domani del nostro pianeta, analizzandoli siamo in grado di comprendere i cambiamenti che ci sono stati nel corso del tempo".

"I dati che abbiamo a disposizione sono moltissimi - ha detto il presidente del Comitato tecnico-scientifico del CsiPiemonte Giulio Lughi - ma per utlizzarli è necessario che vengano trattati per essere veicolati in maniera utile e comprensibile. Dobbiamo trovare un equilibrio tra le problematiche complesse dell'informatica e della cultura".

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