Al Teatro Gobetti, "Altrove", spettacolo scritto e diretto da Paola Ponti. Immaginare un'altra vita



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TORINO - Al Teatro Gobetti di Torino, dal 28 febbraio al 5 marzo 2017, va in scena "Altrove", spettacolo scritto e diretto da Paola Ponti. Martedì 28 febbraio 2017, alle ore 19,30, al Teatro Gobetti debutterà ALTROVE scritto e diretto da Paola Ponti. Lo spettacolo è interpretato da Massimiliano De Lorenzo, Constance Ponti, Mario Russo. Le scene e costumi sono di Sonya Orfalian, le luci di Danilo Facco, le musiche di Alessio Mancini e la consulenza al testo di Alessandro Paderno.

Altrove - prodotto dalla Compagnia della Luna -  sarà replicato al Gobetti, per la Stagione in abbonamento del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, fino a domenica 5 marzo.

Può un ragazzo della periferia, senza istruzione ma con un redditizio lavoro di spacciatore, immaginare un’altra vita? Quando sembra non esserci un futuro, ecco che compare una giovane straniera, che non ha ancora smesso di sognare.

Emarginati o integrati? Questa contrapposizione che condiziona l’esistenza è uno dei tratti distintivi dell’adolescenza e della prima fase della vita da adulti. È la necessità di delimitare i confini, di stabilire una distinzione marcata tra sé e gli altri, tra scelte e rifiuti, cercando una coerenza spesso impossibile da mantenere, perché quando ci si accorge che esiste un dentro e un fuori delle cose, è necessario prendere posizione. Paola Ponti ha strutturato il suo spettacolo intorno all’esigenza di indagare quanto ci si possa sentire emarginati o integrati quando si è poco più che adolescenti. 

Quanto conta la concezione di se stessi, rispetto a quello che si è davvero; oppure, cosa influenza il sentire e quanto influisce sulle decisioni e sulla possibilità di osare. Sognare è sognare, in generale non parrebbe complicato, da qualunque luogo si parta. Complicato è capire cosa si sogna e avere la forza di immaginare il futuro.

La Compagnia della Luna è nata nel 1990, fondata da Nicola Piovani, Lello Arena e Vincenzo Cerami.

TEATRO GOBETTI 28 febbraio – 5 marzo 2017 ALTROVE scritto e diretto da Paola Ponti con Massimiliano De Lorenzo, Constance Ponti, Mario Russo scene e costumi Sonya Orfalian luci Danilo Facco musiche Alessio Mancini consulenza al testo Alessandro Paderno Compagnia della Luna.

ALTROVE

SINOSSI: Può un ragazzo della periferia, senza istruzione e un redditizio lavoro di spacciatore, immaginare un’altra vita? La sua esistenza scorre nella routine della quotidianità: lo spaccio, i bar, le botte. E una inusuale passione per il flauto traverso. Tutto tra le quattro vie del quartiere. Sembra non esserci presa di coscienza, le ore scorrono una dietro l’altra. Sembra non esistere nemmeno la possibilità di pensarlo un altrove, quando una sera, per caso, compare una giovane straniera, che, a differenza del ragazzo, non ha ancora smesso di sognare. 

NOTE DI REGIA: Emarginati o integrati? Questo dualismo che ci scorre accanto a volte anche per tutta l’esistenza, esplode pericoloso nella giovane età. Quando ci si accorge che esiste un dentro e un fuori delle cose: noi e il resto del mondo. Ma in questa domanda, quello che mi interessa non è quanto siamo emarginati o integrati. Piuttosto quanto ci si sente, emarginati e integrati, quando si è poco più che adolescenti. Quanto conta la concezione che abbiamo di noi, rispetto a quello che siamo davvero? Chi e cosa influenza questo nostro sentire e quanto drammaticamente influisce sulle nostre scelte e la nostra possibilità di osare? Per questo, ho scritto Altrove. E’ nato come un piccolo testo di venti minuti per la bella rassegna del Teatro di Roma intitolata Ritratto Di Una Capitale. Una piccola cosa insomma, dentro un involucro importante. Rileggendo il corto mi è venuta voglia di dargli più spazio. Con la generosità degli attori e di tutta la compagnia siamo arrivati a uno spettacolo autonomo. E’ ancora una piccola cosa. Nel senso più bello del termine, spero. Perché parla di piccole cose. Cose così. La vita, insomma. Ci siamo ritrovati a raccontare un incontro. Che però, per il protagonista, pare diventare l’incontro. 

Sognare è sognare, in generale non parrebbe complicato, da qualunque luogo si parta.  Complicato è capire cosa si sogna. Darsene il diritto, di poterlo pensare, il futuro. Avere la forza di immaginarlo. Il personaggio da cui sono partita sembra non poter immaginare nient’altro di quello che fa, di quello che crede di essere nato per fare. Così, senza domande, senza desideri. Semplicemente scorre i giorni uno accanto all’altro, fino a quando, una ragazza, una notte gli pone delle domande. Non credo che nelle storie, come nella vita, sia davvero utile quello che si dice a qualcuno. Anzi spesso, le cose che diciamo le diciamo per altri o per se stessi. Credo che sia invece profondamente utile saper fare delle domande. Fare la domanda giusta a qualcuno, può davvero aprire nuove strade. I tre personaggi si trovano in quell’istante appesi al filo, quando presto tutto potrebbe essere già passato: “La vita dura un secondo? La vogliamo anche fare difficile?” 

Domandare e domandarsi un Altrove, in questa storia, significa poter guardare oltre la siepe, per darsi la possibilità di avvicinarsi di più a quello che siamo, per non accorgersi alla fine di aver vissuto la vita di qualcun altro.




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