Gianni Coscia, e uno strumento, la fisarmonica, a Siena per “Tradire. Le radici nella musica”

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Gianni Coscia
SIENA - Giovedì 23 febbraio 2017, alle ore 21, a Siena a Palazzo Chigi Saracini, continuano gli incontri di “Tradire. Le radici nella musica”. I tradimenti di Gianni Coscia. La Chigiana ospita il grande fisarmonicista. Proseguono a Palazzo Chigi Saracini (a Siena in via di Città 89) gli appuntamenti di “Tradire. Le radici nella musica”, realizzati su iniziativa dell’Accademia Chigiana con il Santa Chiara Lab dell’Università di Siena, per avvicinare il pubblico alla vita musicale in maniera libera e informale.

Anche questa volta saranno protagonisti un ospite d’eccezione, Gianni Coscia, artista con una lunghissima carriera all’insegna del tradimento di ogni convenzione, e uno strumento, la fisarmonica, che è sinonimo di tradizione ma che ha aperto anche un grande campo di sperimentazione per tutta la musica del Novecento, colta e popolare.

Nato nel 1931 ad Alessandria, Gianni Coscia ha attraversato con la fisarmonica tutta la storia del jazz. Ma è molto più di un jazzista. Compagno di liceo di Umberto Eco, comincia con lui a scrivere canzonette sullo stile del teatro di rivista, facendo allegramente il verso ai cantanti di regime. 

Seguendo l’esempio di Gorni Kramer, negli anni Sessanta comincia a riscuotere successo con composizioni che, pur restando nell’ambito del jazz, portano con sé il ricordo delle tradizioni popolari piemontesi. Ma non si accontenta: esplora il mondo di Kurt Weill, trascrive Girolamo Frescobaldi e collabora con Luciano Berio. Partecipa alla realizzazione di colonne sonore, accompagna Milva e registra con Francesco Guccini; suona il tango di Astor Piazzolla e le grandi canzoni italiane con Renato Sellani. Ma forse l’esperienza più importante, che gli fa girare il mondo con la prestigiosa etichetta ECM, è il duo con il clarinettista Gianluigi Trovesi.

Gioiosamente onnivoro e traditore di ogni abitudine, ironico guastatore di preconcetti, elegante affabulatore, imbracciando la fisarmonica sul palco del Salone di Palazzo Chigi Saracini, Gianni Coscia spiegherà chiaramente perché il terreno dove affondiamo le radici diventa davvero fertile solo se viene energicamente rivoltato.

Mezz’ora prima dell’incontro, nelle stanze del Palazzo, l’Enoteca Italiana offrirà la degustazione di un Dolcetto e di un Barbera, vini che condividono le radici con la musica di Gianni Coscia, per regalare al pubblico un’occasione in cui la bellezza si possa guardare, gustare, ascoltare. L’ingresso è gratuito.




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