Corruzione, abuso d’ufficio e turbativa d’asta nei rifiuti: arresti e sequestri per 300mila euro

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VENEZIA - Operazione Deserto. Rifiuti: 3 arresti per corruzione e sequestri per 300mila euro. Dalle prime ore di oggi, 14 marzo 2017, decine di militari del Nucleo di polizia tributaria di Venezia stanno eseguendo 3 ordinanze di custodia cautelare emesse dall’Ufficio del GIP di Venezia su richiesta della locale Procura. Sono stati accompagnati in carcere Claudio GHEZZO, responsabile pro-tempore della Direzione commerciale di VERITAS s.p.a. nonché già vicepresidente e consigliere delegato di ECORICICLI VERITAS s.r.l. e ECOPROGETTO VENEZIA s.r.l. e Sabrina TONIN, responsabile commerciale della PLAN-ECO s.r.l., rimane agli arresti domiciliari Enzo BUSATO, rappresentante legale della società F.lli BUSATO AUTOTRASPORTI s.r.l..

Alle citate misure personali - comunicano dalla Guardia di finanza - si aggiunge il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di valori per 302.500 euro che corrispondono al profitto degli episodi corruttivi individuati.

Complessivamente, nell’ambito del procedimento penale in argomento, sono indagate 11 persone fisiche per i reati di corruzione, abuso d’ufficio e turbativa d’asta e 3 persone giuridiche (imprese) per
la responsabilità amministrativa, ai sensi del D.Lgs n. 231/2001, che deriva dalla circostanza che vede i reati di corruzione posti in essere a vantaggio delle società medesime.

Le indagini, avviate nel settembre 2014, traggono origine dall’approfondimento di alcuni elementi informativi acquisiti nell’ambito di altro procedimento penale e sono state sviluppate mediante l’esecuzione di indagini tecniche, perquisizioni, accertamenti finanziari e l’escussione di sommarie informazione da parte di persone informate sui fatti.

Secondo l’ipotesi investigativa, tra il 2009 ed il 2015, nell’area metropolitana di Venezia i servizi d’igiene pubblica/ambientale sono stati, abitualmente e consapevolmente, gestiti in violazione alla normativa in materia di appalti pubblici per favorire le società PLAN-ECO s.r.l. e F.lli BUSATO AUTOTRASPORTI s.r.l..

Più in particolare, è stato accertato come il GHEZZO abbia illecitamente provocato l’assegnazione diretta alla:

a. F.lli BUSATO AUTOTRASPORTI s.r.l. dei servizi di svuotamento dei contenitori adibiti alla raccolta differenziata di vetro, plastica e lattine e di trasporto dei rifiuti in essi contenuti. Per giustificare tale affidamento diretto in sede di delibera del consiglio di amministrazione della VERITAS s.p.a. nel 2014, è stato, infatti, indicato che la società avrebbe utilizzato per lo scarico dei contenitori apposito gancio omologato e brevettato. Le indagini hanno consentito di appurare che, in realtà, la società non era in possesso di alcun brevetto, in quanto era stato richiesto nel 2013 e concesso nel 2016, in epoca successiva alla gara, ad altra società.

Inoltre, la F.lli BUSATO AUTOTRASPORTI s.r.l. non era legittimata ad assumere il servizio per carenza dei requisiti tecnici, essendo, all’atto dell’affidamento, iscritta all’albo dei gestori ambientali per poter svolgere unicamente il servizio di raccolta e trasporto di rifiuti urbani a favore di una popolazione complessivamente inferiore a 5.000 abitanti e, pertanto, non per il Comune di Venezia.

A fronte dell’assegnazione di tali servizi, è stato possibile accertare che la società ha erogato al GHEZZO la somma complessiva di 51.500 euro con periodicità mensile dal 2011 al 2015;

b. PLAN-ECO s.r.l. per il periodo dal 2009 al 2015 i servizi di smaltimento rifiuti in maniera diretta per importi superiori alla soglia oltre la quale è previsto l’obbligo di esperire una gara ad evidenza pubblica, motivando tale scelta per ragioni d’urgenza, prolungandone poi l’affidamento con continue proroghe, nelle more dell’indizione del previsto bando di gara.

Inoltre, sempre per favorire la predetta società, il GHEZZO ha inserito nei capitolati di gara la necessità di possedere particolari requisiti tecnici, escludendo, così, dalle procedure di affidamento gran parte degli operatori economici potenzialmente interessati, comunicando, in alcuni casi, in anticipo, tramite mail o accordi diretti, alla TONIN i prezzi a base d’asta.

Per tali condotte illecite, il GHEZZO ha ricevuto dalla TONIN somme di denaro, commisurate sia all’importo dei singoli contratti di affidamento, che agli utili annualmente conseguiti dalla società, per una cifra complessiva superiore a 100.000 euro.

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