Pierfranco Bruni all’Accademia Cosentina per una Lectio Magistralis su Luigi Pirandello



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Pierfranco Bruni
COSENZA - Il Pirandello di Pierfranco Bruni a Cosenza. Giovedì 16 marzo 2017. Giovedì Pierfranco Bruni all’Accademia Cosentina per una Lectio Magistralis su Luigi Pirandello a 150 anni della nascita. Bruni e' autore del saggio "Pirandello. Il tragico e la follia" (Nemapress). Un raccontare un Pirandello fuori dagli schemi consueti e dentro il Novecento letterario internazionale.

A Cosenza verrà proiettato il video curato da Anna Montella su Pirandello.

Così Pierfranco Bruni ha sottolineato presentando la sua relazione per Cosenza: “Pirandello è sempre oltre la letteratura. Pirandello in quella sua terra dove il mito è arabo e greco e la lingua è un intreccio di koinè. In quella sua terra dove il sole incontra la luna e il racconto si fa mistero e favola. In un tale viaggio la maschera diventa follia!

“Molti anni fa, insieme a mio padre che mi faceva compagnia, sono stato nella terra dei Gattopardo sempre per parlare di Pirandello. Era il 1986. Era appena stato pubblicato un mio libro sul Pirandello poeta. Andai in un liceo a Nicosia a discutere del Pirandello poeta. Poi vi sono ritornato altre volte in Sicilia . Pirandello resta centrale non solo sul piano letterario, ma ci permette di capire l'archeologia dei linguaggi dell'Isola che incontra il continente.

“I personaggi, ancora Bruni,  che diventano destino in una terra che ha radici scavate nelle civiltà. 

Pirandello non è mai storia. Ma nelle sue opere è possibile leggere il narrare delle storie e della storia. 

Dalla metafora della giara al Mattia Pascal. È sempre di più. Il mistero intreccia la magia. La magia è fatta di sottili segni che toccano gli archetipi e quel mondo ricco di una alchimia che porta, come ho avuto modo di dire, al canto sciamano. In Pirandello la sua Isola e la sua Girgenti sono un intrecciare di immagini di visioni e di dimensioni oniriche scavate nelle sue tradizioni e nel suo presente. Il suo presente è un non dimenticare le radici. La sua scrittura è impastata di una profondità onirica che va oltre ogni maschera perché le maschere sono il vivere e le ombre sono il passato. 

Picasso è un attraversare il suo mondo. Ci sono maschere nude e corde di marinai che navigano la sua vita. Pirandello tutto ciò che tocca non diventa mai storia. Ma mistero. Si arriva alla storia attraverso il mistero. Ecco perché apre una contemporaneità penetrante e i personaggi sono sempre linguaggio”.




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