Relazione della Corte dei conti sul risultato del controllo sulla gestione finanziaria di Eni Spa



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ROMA - Corte dei conti - Sezione controllo Enti – Pres. E. Laterza, Rel. Pres. Adolfo T. De Girolamo - Determinazione n. 16/2017 del 21 marzo 2017 - Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di ENI S.p.A. per l’esercizio 2015. In una situazione del mercato petrolifero caratterizzata da esubero di offerta e da un ribasso costante dei prezzi, con una riduzione delle quotazioni delle materie prime che riguarda anche i prezzi del gas e che impatta in modo pesantemente negativo sulla gestione della società, la strategia del management, in carica dal maggio 2014 e con scadenza alla prossima approvazione del bilancio 2016, è stata quella di avviare un processo di trasformazione aziendale e di ristrutturazione per allineare i costi ai prezzi ed assicurare nel contempo la crescita.

In particolare per Saipem Spa - spiega la Corte dei conti - si è definita la complessa transazione, avviata nel 2015, finalizzata a ristrutturare l’assetto proprietario della controllata quotata spa attraverso l'ingresso nell’azionariato di un nuovo socio allo scopo di focalizzare le risorse nel core business upstream, reperendo ulteriori fonti finanziarie da investire nello sviluppo delle risorse minerarie recentemente scoperte e rafforzare la struttura patrimoniale. Il 22 gennaio 2016, è stato perfezionato il contratto di compravendita con il Fondo Strategico Italiano (FSI) avente ad oggetto la cessione della partecipazione del 12,503 per cento del capitale sociale di Saipem in mano Eni (n. 55.176.364 di azioni) al prezzo unitario di euro 8,4 per azione. 

Per Versalis Spa deve prendersi atto invece dell’interruzione delle trattative per la cessione di una quota significativa della proprietà che non dovrebbe, comunque, nelle intenzioni della Società, avere effetti negativi sulla programmata realizzazione di un piano industriale di sviluppo del settore chimico. 

Con riguardo ai principali profili gestori per l’esercizio 2015, portati all’esame dell'assemblea degli azionisti del 12 maggio 2016, rileva l’utile netto di Eni Spa, risultato di 1.918 ml, in diminuzione, rispetto al 2014, del 57 per cento (si sostanziava in 4.510 ml); il patrimonio netto è stato di 38.570 ml in decremento del 4 per cento rispetto al 2014, esercizio nel quale era stato pari a 40.302 ml. 

Il Gruppo Eni ha conseguito una perdita netta di competenza degli azionisti Eni di 8.783 ml di contro all’utile di 1.291 ml del 2014, con una contrazione, quindi, di 10.074 ml ed una perdita netta adjusted di competenza degli azionisti Eni di 698 ml, che ha fatto registrare un peggioramento di 2.898 ml rispetto all’utile di 2.200 ml del 2014. La diminuzione, nella condivisibile analisi della Società, è riferibile, essenzialmente, alla debolezza strutturale del mercato petrolifero che ha eroso la redditività operativa e il valore degli asset di Eni. 

Complessivamente la gestione industriale (esclusi gli oneri straordinari) ha registrato una flessione dell’utile operativo pari a 2.781 ml, dovuta principalmente alla contrazione dei ricavi di E&P per i minori prezzi di realizzo della produzione equity sulla scia della caduta del Brent (-47 per cento), all’allineamento alle quotazioni correnti del valore delle scorte di greggio e prodotti petroliferi, nonché alla rilevazione di significative svalutazioni delle proprietà Oil & Gas (4.502 ml). 

Il patrimonio netto di Gruppo si è sostanziato in 51.753 ml, ed è risultato in diminuzione rispetto al 2014 di 8.001 ml per effetto prevalentemente della perdita netta dell’esercizio (9.378 ml). 

Segnali di ripresa si rilevano dai risultati consolidati per l’esercizio 2016, resi noti al mercato dal Management della Società, che saranno portati all’esame dell’Assemblea ordinaria degli azionisti del 13 aprile p.v. e sui quali la Corte riferirà nella prossima relazione al Parlamento.




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