Investimenti e attività upstream di Eni, a Ravenna nascita e sviluppo di un distretto industriale di eccellenza

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RAVENNA - Eni ha illustrato oggi il piano degli investimenti e delle attività upstream a Ravenna nel quadriennio 2017 – 2020, alla presenza del sindaco, Michele De Pascale, dei rappresentanti della Provincia, della Regione e del Mise. Eni opera a Ravenna fin dal 1952, anno della prima scoperta di gas. Questa lunga tradizione ha favorito la nascita e lo sviluppo di un distretto industriale di eccellenza, con società dell’indotto ravennate leader in Italia e nel mondo.

L’upstream è ancora oggi un fattore chiave di crescita per l’economia locale ed Eni, pur nello scenario di prezzi attuale, ha confermato investimenti per oltre 2 miliardi di euro nei prossimi 4 anni in attività di sviluppo e mantenimento degli asset nell’offshore ravennate. Si tratta di un impegno concreto, superiore all’investimento di qualsiasi altra industria nel territorio, che testimonia la centralità del polo ravennate nelle strategie di Eni.

Nel periodo di piano industriale la produzione in quota Eni sarà stabile intorno ai 53 mila barili di olio equivalente al giorno, tuttavia il potenziale dell’area consentirebbe di raddoppiare la produzione nel 2020, a fronte di ulteriori investimenti e di iter autorizzativi certi e celeri.

L’obiettivo di Eni - riporta ancora il comunicato stampa - è puntare sulla produzione di gas italiano e, con il supporto di tutti gli stakeholder, tornare ai valori produttivi di 10 anni fa. Nella strategia di Eni, infatti, il gas riveste un ruolo fondamentale, in quanto rappresenta il miglior partner possibile per le rinnovabili nella transizione verso un futuro di energia sostenibile a basso contenuto di CO2. In quest’ottica, Ravenna conferma la sua importanza strategica in quanto, grazie a un network infrastrutturale già esistente e a un indotto di alto livello, è possibile produrre gas in modo competitivo e sostenibile.


Gli investimenti avverranno in un quadro di completa sostenibilità ambientale: elemento centrale del programma è il ridottissimo impatto sull'ambiente, grazie all'utilizzo prevalente di impianti e strutture esistenti e alla dismissione di alcuni asset non più funzionali nel piano di rilancio delle attività nell'offshore. Eni infatti si impegna ad avviare nel territorio di Ravenna le attività di decommissioning, in concerto con tutti gli Enti competenti.

L’innovazione tecnologica sarà una leva fondamentale del piano industriale. I progetti di ricerca e innovazione, attualmente in corso di sperimentazione, renderanno le piattaforme di Ravenna un vero e proprio laboratorio per l’adozione di nuove tecniche per lo sfruttamento delle energie rinnovabili, favorendo l’interazione gas-rinnovabili. Eni, infatti, dedicherà il 50% degli investimenti globali R&D allo sviluppo di nuove tecnologie per una transizione energetica verso un futuro lowcarbon.

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