In evidenza

Luisa Cavaliere: Nilde Iotti, una donna forte come l'acciaio. Figlia del suo tempo, non potevo comprenderla

Luisa-Cavaliere-Nilde-Iotti-donna
Luisa Cavaliere
ROMA - È nelle librerie d’Italia, da un anno e un mese, una Collana editoriale chiamata “Italiane”. La pubblica Maria Pacini Fazzi, una storica casa editrice di Lucca, che lo scorso anno ha compiuto dieci lustri di attività. Alla guida della casa editrice due donne, Maria Pacini e Francesca Fazzi, madre e figlia, due generazioni, due mondi, un solo obiettivo: dare corpo alle parole della cultura.

La Collana è diretta da Nadia Verdile. 

Luisa Cavaliere è autrice del libro “Nilde Iotti. Come una striscia di sole in una stanza buia”, lavora presso la Fondazione l’Annunziata Mediterraneo. Laureata in legge ed economia, militante per decenni nel Partito comunista, il suo cuore pulsa nel movimento femminista. Giornalista e scrittrice, è proprietaria di Giacaranda, maison de charme nel Cilento, dove tra alberi secolari e marmellate fatte in casa riceve nel suo salotto culturale i nomi più scomodi del teatro e del giornalismo italiano.

Nilde Iotti, una donna della Repubblica. Chi era Leonilde, la presidente?

Chi era? Una donna forte come l'acciaio. Determinata come un'atleta che vuole vincere tutte le gare. Non particolarmente simpatica. Capace di crearsi uno stile anche estetico oltre che nel linguaggio. Compagna di un uomo con poche sfumature passato indenne nella lunghissima tempesta dello stalinismo. Leggermente presuntuoso... consapevole delle scelte che aiutarono il nostro Paese a non incagliarsi nell'area comunista. Una coppia armoniosa. Lei fu vestale della memoria del suo compagno e non disdegnò di avvalersi della relazione con Togliatti per acquisire forza.


Qual è stato il suo rapporto con Nilde Iotti?

Il mio rapporto con Nilde Iotti? Ovviamente non di amicizia. Certamente scrivere di lei mi ha consentito di avvicinarmi a Lei. Alla fine del percorso mi era molto meno antipatica ma non del tutto simpatica. Nilde era figlia del suo tempo io non potevo comprenderla fino in fondo. Meno che mai condividerla.

Il suo lavoro è parte della Collana “Italiane”, nata da un anno, per i tipi di Maria Pacini Fazzi Editore. Che valore aggiunto può avere essere in una Collana?

Una collana? Io amo i fili di perle. Sono luminose sintesi di singolarità originali. Questo è per me il senso dell'operazione che l'editrice e la direttrice fanno. Per me il vero valore aggiunto è la forza delle relazioni che dai testi traspare.

Il suo libro è stato consegnato anche al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, insieme con altri volumi della Collana. Chi dovrebbe assolutamente leggere questi lavori? Perché?

Chi dovrebbe leggerli? Le ragazze per avere chiara la necessità di una genealogia. Di radici che rendano rigogliosi e forti i loro giorni che senza memoria e senza storia, diventerebbero diafane ripetizioni. I ragazzi per accorgersi che la storia del nostro Paese è storia di donne e di uomini come la vita che è luogo di donne e di uomini. Poi le ex comuniste per rivedere la propria passione per la politica leggendola anche in questa testimonianza che rischia di diventare solo un'icona da celebrare.

Commenti