Benedetto Croce non fa parte della mia biblioteca. Il duemila dopo il novecento aspaziale

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Pierfranco Bruni
FERRARA - Asino Rosso Ferrara. Un nuovo saggio fortemente provocatorio di Pierfranco Bruni: "Benedetto Croce non fa parte della mia biblioteca”. Soltanto  in formato On Line Bruni mette in discussione tutto il Novecento amato da Croce. Un nuovo testo online di Pierfranco Bruni. È in formato Ebook Line, edizioni Asino Rosso di Ferrara (network Street Lib), il coraggioso saggio di Pierfranco Bruni: "Benedetto Croce non fa parte della mia biblioteca. Il duemila dopo il novecento aspaziale" di Pierfranco Bruni: scrittore, saggista, direttore archeologo (Etnie Mediterranee) per il Mibact (Ministero dei Beni Culturali).

Così nella sinossi del prestigioso scrittore e ricercatore Mondadori store scrive:  

"La metafisica che ho cercato si è intrecciata nella mia barba che cresce come i padri del deserto che camminano con la pazienza della luna nel grido di una preghiera che sempre mancherà al canto notturno di Leopardi che ha nel suo pianto la logica. Vivo di ARCANO. Ho sfogliato ancora UNA VOLTA il vocabolario del mio tempo, viaggiato lungo la grammatica dei simboli per guardare negli occhi il tempo sommerso che ha la memoria delle favole. Intanto la mia barba bianca mi regala anni in più. Ed è giusto così. Misteriosamente ribelle porto dentro di me l’Arcano. La Ragione assurda del tempo che passa e il Mistero segreto del viaggio di memorie".

Bruni, già candidato Nobel per la Letteratura 2015 e anche vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori di Roma - riporta il comunicato stampa -, presenta nello specifico una scansione florilegio minimo dei suoi "infiniti" saggi brevi di questi ultimissimi anni, di carattere storico - etnico e critico letterario, metafisico  e metapolitico, non ultimo psicologico esistenziale, così comei strutturato questo libro elettronico. 

Sullo sfondo sempre certo quid peculiare dell'autore, controculturale e anche politicamente scorretto nell'archetipo italiano del Mediterraneo: si spazia da Pessoa a Pirandello a Pavese e Pasolini, a Oriana Fallaci e Ernst Nolte e lo stesso Nietzsche, al futurista Apollinaire e - come dal titolo programmatico- al sopravvalutato tutt'oggi Benedetto Croce, al sorprendente "Dante e i cantautori"! 

Una chicca infine è dedicata proprio a Ludovico Ariosto.

Ulteriori sguardi diversi più contemporanei spiccano, ad esempio su G. Barberi Squarotti e Cristina Campo, gli stessi Selvaggi e Francesco Grisi,  in particolare, come accennato alla poetica nova dei cantautori, da L. Cohen agli italiani A. Branduardi, F. Califano ed altri.




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