Deborah e Cloe, due ragazzine giovanissime. Come le fanciulle di Manchester spente da bulloni e chiodi impazziti



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CASERTA - Da Bruxelles a Manchester, la dedica di Via Sentimento n. 19 passa per Caserta. Deborah e Cloe fanno parte della Compagnia della Città di Caserta. Si esibiscono al Teatro Comunale domani sera accanto ad altri giovani che, come loro, vivono con grande passione l'avventura esistenziale del Teatro nella città.

Deborah e Cloe sono due ragazzine giovanissime, giovanissime come le ragazzine di Manchester che sono state spente da bulloni e chiodi impazziti che nessuno sa né vuole davvero fermare.

Perché si parla tanto di giovani, in tutte le salse ma nessuno conosce realmente il loro linguaggio e soprattutto la loro reale condizione esistenziale. La loro illusione di essere qualcosa prima ancora di essere qualcuno.

I ragazzi della Compagnia della Città sono giovani che non vogliono lasciare il proprio territorio e che si impegnano artisticamente a riscoprire la cultura non sempre sostenuti da chi, magari per incarico nei vicini beni culturali, dovrebbe riconoscerne la natura culturalmente produttiva e contare principalmente su di loro.

Non sempre riconosciuti da giornalisti e tv che preferiscono dar risalto ai loro coetanei che saltano assurdamente tra cornicioni e palazzi.

Non sempre ringraziati dagli stessi cittadini della città, notabili e non, che essi invece rappresentano nel modo migliore persino all'estero come da poco avvenuto a Bruxelles grazie al Comune ed alla Regione.  

Davvero non si sa più in che mondo viviamo se le differenze qualitative sono soppiantate dalle massificazioni di movide inutili delle generazioni più grandi e dalle sterili soddisfazioni egocentristiche di adulti ormai vecchi.

Lo spettacolo del 25 maggio 2017 al Teatro Comunale parla di sentimento perduto. Allora è dedicato alle bambine come Deborah e Cloe e a quelle ragazzine di Manchester che non ci sono più ed a quelle che lottano ora, in questo preciso istante, tra la vita e la morte a causa di una finta follia collettiva.

Se ci sono ancora buoni genitori, buoni insegnanti, buoni preti, buoni amministratori, buone persone ebbene spingano i propri figli a vedere sul palcoscenico questi ragazzi casertani che - in un mondo sempre più privo di senso -  tentano di dare un significato altruistico alla loro vita attraverso la cultura ma non quella autoreferenziale di convegni sempre più convenzionali bensì quella concreta che sviluppa il senso critico del passato e la creatività innovativa del futuro. Essi producono idee, concetti ed opportunità reali. Sono un esempio di condivisione ed unità che risponde al nome di chi ha davvero la dignità di sentirsi parte dell'umanità.

"Per tutti i nostri gesti mancati" dice una canzone cantata da una di loro a Bruxelles. Ecco, una occasione per tutti per una lacrima da non sprecare e da dedicare alle ragazzine di Manchester e a tutte le ragazzine del mondo.

Patrizio Ranieri Ciu
Direttore del Progetto Tradizione&Traduzione




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