Gennaro Carillo e le diverse forme del mito di Atteone. Da Petrarca a Gombrowicz, da Marino a Proust, da Bruno a Kafka

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SAN TAMMARO - Il 20 maggio 2017, ore 11, a San Tammaro, per Dialoghi di Carditello - Atteone. Immagini di una colpa tragica con Gennaro Carillo e Roberto De Francesco. La Fondazione Real Sito di Carditello, presieduta dal professore Luigi Nicolais e diretta da Angela Tecce, presenta il quinto appuntamento di Dialoghi di Carditello_Le Metamorfosi, un ciclo di incontri realizzati in collaborazione con le associazioni Astrea, Sentimenti di Giustizia e A voce Alta, per approfondire i temi legati alla natura, al territorio e alla cultura.

Atteone è uno dei miti di metamorfosi più fortunati, anche dal punto di vista iconografico. Un mito che ha dato vita a quella che Massimo Cacciari chiama la "lingua materna" dell'Europa: un 'sistema' di miti, simboli e allegorie facilmente decodificabili anche da parte del pubblico non colto e disponibili a un riuso virtualmente infinito, sia alto sia basso. Da Petrarca a Gombrowicz, da Marino a Proust, da Bruno a Kafka, la cultura europea ripensa di continuo Atteone. A Ovidio, cui si deve la canonizzazione del mito, si rifanno i pittori, Tiziano in testa. E la Diana di Tiziano, dea vergine e mortifera, diventa nel contemporaneo, Kim Cattrall, la Samantha Jones di Sex and the City, dunque un'icona Pop Camp, a dimostrazione che il mito può sopravvivere solo perdendo il 'tremendo' che ne contraddistingueva le versioni più remote.

Durante l’incontro al Real Sito di Carditello - riporta ancora il comunicato stampa - Gennaro Carillo ci introdurrà alla ricerca delle diverse forme del mito di Atteone e Roberto De Francesco leggerà alcune riscritture italiane moderne, da Giordano Bruno a Giambattista Marino.

Il tema dei Dialoghi è Le Metamorfosi, inteso come mutazione di forma o rivelazione di una forma originaria ma riposta. Collocate tra natura e artificio, scienza e mito, storia e arte, le metamorfosi si prestano a una riflessione ampia sui temi della forma, dell’abitare lo spazio e, soprattutto, della hybris, come dismisura, oltranza, arroganza di cui - per una legge di necessità - si finisce per subire il ritorno. Evidenti le implicazioni etico-politiche, o civili, se si vuole usare un lessico vichiano: anche la trasformazione violenta del paesaggio o le mutazioni antropologiche hanno a che fare con la metamorfosi.

Non ultima, tra i motivi ispiratori, la ricorrenza dei duemila anni della morte di Ovidio. Con lui, mediatore formidabile tra grecità e latinità, si celebra uno dei classici che più hanno inciso sulla memoria culturale dei moderni. 

Mutamento e territorio saranno il fulcro della proposta culturale anche del prossimo appuntamento, possibile grazie all’impegno organizzativo di Agenda 21 per Carditello e al supporto tecnico di Coldiretti Caserta e Sma Campania.

Il prossimo incontro con Dialoghi di Carditello:

sabato 27 maggio 2017, ore 11 - Cicatrici nella tua bellezza. Incontro con Suor Rita Giaretta e Monica Coretti. Conclusioni di Nadia Verdile

Gennaro Carillo, è ordinario di Storia del pensiero politico presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, disciplina che insegna anche alla Federico II. Ha scritto su Vico, Platone, Eschilo, Sofocle, Euripide, Aristofane, Erodoto, Tucidide, Simone Weil e si occupa di riscritture - e di esiti imprevedibili - del mito classico. Dirige il Centro interuniversitario di ricerca sul lessico politico e giuridico europeo. 

Roberto De Francesco, inizia la sua attività di attore al Teatro Studio di Toni Servillo a Caserta, sua città natale e successivamente frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia. Attore di teatro, cinema e televisione, si è anche dedicato all'attività registica realizzando cortometraggi. È stato attore di numerosi film, tra i quali Miele di Valeria Golino (2013), Habemus Papam di Nanni Moretti (2011), L’uomo in più di Paolo Sorrentino (2001), La stanza del figlio di Nanni Moretti (2001), Morte di un matematico napoletano di Mario Martone (1992).

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