In Italia prima legge in Europa contro il cyberbullismo, a Torino Antonio Martusciello parla di digital skills e privacy

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TORINO - Cyberbullismo, i mezzi per difendersi diventano realtà. “Continuano ad essere numerosi i casi di cronaca che riguardano adolescenti giunti a gesti disperati dopo aver subito attacchi sui social network. Fortunatamente la politica si sta muovendo per regolare in qualche modo un ambito che potrebbe rivelarsi una trappola infernale per i più piccoli, spesso troppo sprovveduti e lasciati soli a navigare sul web.

L'approvazione alla Camera del testo di legge che punta a contrastare il fenomeno, avvenuta il 17 maggio 2017, è senza dubbio un segnale importante, si tratta della prima legge in Europa. Anche il Consiglio regionale ha lavorato in tal senso, presentando una proposta di legge che si affianca a quella parlamentare. Chi non comprende l'utilità e il senso di tali iniziative dimostra di non avere ben chiaro il ruolo e la responsabilità educativa che ognuno di noi, per la funzione che riveste, ha e deve assumersi". Con queste parole Mauro Laus, presidente del Consiglio regionale del Piemonte, è intervenuto al dibattito “Cyberbullismo: se lo conosci lo sconfiggi”, organizzato dal Corecom Piemonte.

“Con un quadro normativo preciso – ha proseguito Alessandro De Cillis, presidente del Comitato regionale per le comunicazioni - oggi non possiamo più restare a guardare. Il bullo colpisce e si accanisce principalmente sulle persone più deboli. Il branco esclude, seleziona la vittima e la sacrifica. Ma attenzione il bullo è a sua volta fragile. Perché quelli forti sono coloro che hanno il coraggio di frapporsi tra il bullo e il più debole e sono spesso ragazzi in fase di crescita. È necessario quindi tornare a un sistema educativo diverso, che possa disporre di nuove competenze e che aiuti i giovani a comprendere che la legalità è un bene di tutti e che deve vincere sul desiderio di sopraffazione. In quest’ottica i genitori hanno il dovere di prendere consapevolezza che gli strumenti informatici, se non controllati, sono potenzialmente molto nocivi”.

Nel corso del dibattito, che ha affrontato con competenza tecnica ma anche con un linguaggio fruibile soprattutto dai numerosi giovani che hanno affollato l’Arena Piemonte, Antonio Martusciello, commissario AgCom ha sottolineato alcuni aspetti legati al cyberbullismo in termini di digital skills e privacy. In particolare ha poi evidenziato come “la recente approvazione della legge alla Camera sia in grado di coniugare un approccio preventivo e riparatorio ma sarebbe auspicabile un più spiccato coordinamento a livello europeo, in considerazione di un fenomeno che può superare i confini geografici dei singoli Stati. Occorre responsabilizzare maggiormente i giovani, soprattutto per quella che sarà la loro reputazione online. Virtuale e reale non possono essere declinati come ambiti distinti”.

La senatrice Elena Ferrara, prima firmataria della legge, ha ribadito che il progetto è partito proprio dal Piemonte, a Novara, dove è stato testimoniato il primo caso di cyberbullismo, segno che era necessario intervenire in maniera concreta. La legge, in particolare, mette in luce una doppia consapevolezza: non solo quella della vittima, che spesso non si rende conto di esserlo, ma anche quella di chi si rende responsabile di una condotta lesiva della dignità altrui.

Ferrara ha poi sottolineato come la sofferenza non sia un concetto virtuale ma reale, rendendo necessaria un’alleanza comune per i nativi digitali che devono essere in grado di gestire adeguatamente, e con il giusto supporto, le relazioni “sociali”. 

Giuseppe Zuffanti, direttore tecnico della Polizia postale di Piemonte e Valle d’Aosta è intervenuto al confronto, con l’ausilio di alcune immagini che hanno raccontato al pubblico le dinamiche del cyber bullismo, le insidie nascoste nel web e quali strumenti, giovani e adulti, hanno a disposizione per contrastare il fenomeno.

Marco Berry, noto conduttore televisivo particolarmente legato alle tematiche sui minori, ha coinvolto i giovani dell’Arena in un dialogo aperto, affrontando “sul campo” i disagi e le paure dei ragazzi, strappando sorrisi ma anche promesse, come quella di denunciare i bulli, nelle scuole, nello sport, nella vita sociale, perché “le parole fanno più male di un pugno in faccia” e combattere la violenza è un dovere di ciascuno di noi.

In chiusura dell’incontro Marta Tarasco, studentessa dell’Istituto Velso Mucci di Bra (Cn) che ha partecipato al progetto dei Consigli comunali dei ragazzi - iniziativa promossa dal Consiglio regionale per conoscere e sperimentare i valori della partecipazione – ha portato la propria testimonianza sul fenomeno del cyberbullismo, incoraggiando i giovani a denunciare chi mette in atto soprusi e violenza, non solo fisica ma anche verbale.




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