Realtà di immigrazione e caporalato nel nuovo romanzo di Anselmo Botte "Il raccoglitore di pigne"



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SALERNO - Martedì 13 giugno 2017, caporalato e immigrazione nel nuovo romanzo di Anselmo Botte: Il raccoglitore di pigne (Caffèorchidea) alla Mondadori Salerno. Illustrazioni a cura degli studenti del Liceo Artistico Sabatini-Menna. Interviene Guido Panico (Università degli Studi di Salerno). Letture di Milva Carrozza. Sarà presente l’autore. Attuale, dolorosa, complessa, la realtà dell’immigrazione e del caporalato nel nuovo romanzo di Anselmo Botte.

Una scrittura onirica e materica, ricca di suggestioni dei grandi narratori sudamericani. Seconda pubblicazione per la nuova casa editrice Caffèorchidea di Eboli.

«C’è una pianura, a Sud di Salerno, che si estende lungo il fiume Sele e costeggia il mare con una pineta fitta e ricca di storie. Qui una popolazione di invisibili – marocchini, algerini, rumeni, indiani…– sopravvive lavorando nei campi, alla ricerca, fin dalle prime ore dell’alba, dell’ingaggio che consenta loro di sfamarsi. Ahmed è un giovane marocchino esperto nella raccolta delle pigne».

Attorno alla singolare ma emblematica storia di Ahmed – popolata da caporali disumani, prostitute romantiche, allevatori indiani, trattoristi specializzati, capre, bovini e case più simili a pollai che a costruzioni per l’uomo – nasce  Il raccoglitore di pigne, romanzo di Anselmo Botte, sindacalista, saggista e scrittore, pubblicato dalla nuova casa editrice Caffèorchidea di Eboli.

Del romanzo, già accolto al Salone internazionale del libro di Torino lo scorso maggio, si parlerà martedì 13 giugno alle ore 18,30 alla libreria Mondadori Bookstore di Salerno. Con l’autore dialoga Guido Panico, docente dell’Università degli studi di Salerno. Letture a cura della speaker radiofonica Milva Carrozza.

L’autore, tra i primi a studiare le comunità di immigrati in Campania, rivela attraverso una scrittura materica e onirica al tempo stesso, e che ha il respiro dei grandi narratori sudamericani, la disperata ricerca della felicità che spinge gli uomini a migrare come uccelli. Una storia che parla di migrazioni e speranza, di realtà e magie in cui trova voce lo strato più intimo e profondo dell’umanità.

Anselmo Botte è nato a Barile (Pz) nel 1953. È stato tra i protagonisti del movimento studentesco del '77. Nel 1980 si è laureato discutendo una tesi sperimentale sull'analisi delle classi sociali in agricoltura. Ha svolto una delle prime ricerche sul campo in merito alla presenza degli immigrati in Campania. Ha pubblicato libri di saggistica e romanzi. Alcuni suoi racconti sono stati tradotti in Francia.

La casa editrice Caffèorchidea - “I libri sono ponti ostinati: uniscono, creano legami”.




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