Laura Fasiolo: Amministrative con centrosinistra spezzatino, eterogeneo nei contenuti. Politiche "condizionate" da Merkel e Macron

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Laura Fasiolo
ROMA - E’ innegabile che il centrodestra unito ha ottenuto un risultato a livello nazionale nettamente superiore rispetto ai partiti del centrosinistra alle Amministrative dell'11 giugno 2017. E’ bene sottolineare un elemento di fondo, la migliore propensione all’unità del centrodestra che, alla luce dei risultati, sarà il leitmotiv che accompagnerà i prossimi appuntamenti elettorali, almeno per quanto concerne i contesti di elezione diretta.

Sì, perché non va dimenticato che insuccessi, come quello del M5S che si deve accontentare di centri “minori”, potrebbero non ripetersi in sede di elezioni politiche che, anzi, rischiano di consolidare un multipolarismo (e quindi un' instabilità politica cronica) con maggioranze diverse tra Camera e Senato, dopo il fallimento del referendum del 4 dicembre scorso.

In molte realtà il centrosinistra si è presentato diviso, a volte polverizzato,  seppure con simboli di grande richiamo e appello all’unità della sinistra italiana, salvo poi, nei fatti, rappresentare uno spezzatino molto eterogeneo nei contenuti e nelle proposte; in molte realtà, soprattutto se piccole, i partiti si sono sacrificati a un civismo "spinto", modificati in liste civiche, confidando in un miglior successo elettorale che, alla fine, non sempre è arrivato.

Sulla secca sconfitta a Gorizia non c'è molto da spiegare: annunciata dalla numerosità di aspiranti  in competizione nel  litigioso centro sinistra, a cui si è contrapposto un centro destra intelligentemente compatto, perciò imbattibile, non ha consentito vie di scampo a Roberto Collini: una competizione onesta la sua, combattiva, ma una lotta impari viste le premesse.

Quanto alla centralità della tenuta dell’unità del centrodestra sulle future elezioni politiche, ha detto bene Ceccanti in questi giorni: “Le elezioni politiche saranno contrassegnate da chi vuole aderire all’Unione Europea rafforzata, a cui ci stanno conducendo Merkel e Macron, e su cui Lega e Forza Italia hanno posizioni non compatibili tra di loro. La coalizione che ha vinto ieri non è riproducibile sul piano nazionale, esattamente come non lo è la coalizione del Pd con tutti i pezzi di sinistra alla sua sinistra, perché anche quella non è omogenea rispetto al tema con cui si decideranno le elezioni politiche che è quello del vincolo europeo”.

E merita davvero una lettura l'articolo comparso sul Corriere della Sera del 28 giugno targato Aldo Cazzullo "Il MACRON Italiano che non c'è", un'analisi che merita una lettura: "All'Italia non serve il miraggio di un modello straniero, ma un lavoro di ricucitura civile. Una svolta che rilanci gli investimenti, l'occupazione, la fiducia".

A giudicare dall'astensionismo record, sarà un lavoro lungo, comporterà il recupero della credibilità della politica. Un viaggio in salita che richiede una grande opera riformista e una forte volontà di cambiamento, elementi che dovranno catalizzare il consenso e spingere i disamorati della politica ad uscire dall'estraneità.

Senatrice Laura Fasiolo

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