“Non siamo stati noi”, libro per dare seguito e voce a chi crede nell’innocenza di Olindo Romano e Rosa Bazzi

libro-innocenza-olindo-romano-rosa-bazzi
ROMA - Al Teatro Arciliuto di Roma la presentazione del libro “Non siamo stati noi". La strage di Erba, dalla parte di Rosa e Olindo, scritto dalla giornalista Paola Pagliari. Interventi di Sabrina Rondinelli, Pino Rinaldi, Sergio Caruso. Giovedì 15 giugno 2017, Piazza Montevecchio, 5. "Olindo e Rosa sono stati subito individuati come i perfetti colpevoli e per tali sono stati condannati. Ma ne siamo così sicuri?"

“Non siamo stati noi”. La strage di Erba dalla parte di Rosa e Olindo, un libro per dare seguito e voce a chi crede nell’innocenza di Olindo Romano e Rosa Bazzi, sulla base degli atti entrati nel processo, e non solo. Un racconto reale, un approfondimento delle scelte e dei limiti investigativi, la descrizione dell'ambiente sociale delle persone coinvolte, nuove evidenze, nuove tracce, nuove teorie, che portano a considerare la condanna di Rosa e di Olindo un ulteriore caso di errore giudiziario.

"La strage di Erba: condannati Rosa Bazzi e Olindo Romano, sulla base delle intuizioni del Comandante della stazione dei CC di Erba, del riconoscimento effettuato dall'unico sopravvissuto, del ritrovamento di una traccia di sangue sull'auto di Olindo, appartenente ad una delle vittime, e delle loro confessioni. Tutti questi elementi possono essere smontati, sulla base degli atti del processo e di nuovi elementi, e porre seri dubbi sulla colpevolezza dei coniugi che, da subito, avevano urlato: 'Non siamo stati noi'.”

Forse c'è ben altro, oltre alle banali liti di condominio, alla base di quella che è stata definita 'la più atroce impresa criminale della storia della Repubblica'. Al termine della lettura di questo libro, non sarete più sicuri di nulla".

Paola Pagliari, laureata in legge e giornalista, ha fondato l'associazione "Gli amici amici di Rosa e Olindo", che si occupa anche di cold case, malagiustizia e scomparsi, e con il quale vuole dare un sostegno per la riapertura delle indagini che hanno lasciato aperti troppi interrogativi.




Commenti