"Il manoscritto scomparso di Siddharta", terzo romanzo giallo di Emiliano Bezzon, comandante di polizia locale



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VARESE - Emiliano Bezzon, il comandante giallista, in libreria con Il manoscritto scomparso di Siddharta. Libro pubblicato il 5 giugno 2017 (Robin Edizioni, 221 pagine). Si tratta di un giallo, il "Il manoscritto scomparso di Siddharta" di Emiliano Bezzon, comandante della polizia locale di Varese già autore di successo di romanzi gialli, questo è il suo terzo.

Il giallo è ambientato, come altri di Bezzon, tra Lugano, la Valsolda (Como) e Varese ed è costruito sempre (seppur tutto sia di fantasia) sull'esperienza di Bezzon come comandante della polizia.

Al centro del romanzo ci sono sempre intrighi amorosi e le protagoniste sono le donne, investigatrici, ma anche anatompatologhe, psicologhe. Donne dal grande acume che nei gialli di Bezzon riservano sempre sorprese. In questo terzo romanzo si inserisce anche l'arte, in particolare la passione di Bezzon per Herman Hesse che attraversa tutto il romanzo con questo mistero della scomparsa di un prezioso manoscritto.

Giorgia Del Rio, psicologa di coppia milanese , si è da qualche tempo convertita a fare l’investigatrice, pur senza licenza, a caccia di mariti infedeli. Spesso la sua nuova redditizia ‘professione’ la porta a lunghi appostamenti vicino a Lugano, presso quelli che gli svizzeri chiamano ‘postriboli’.

Al rientro da uno di questi ‘scoop fotografici’, le capita di dare un passaggio proprio a una delle ragazze che  lì  offrono le loro ‘attenzioni’ ai clienti: Luna, a differenza del solito, è italiana e ha un figlio piccolo da mantenere. Tra le due donne nasce una sorta di confidenza e promettono di rivedersi.

Rientrata a Milano, Giorgia si ritrova una nuova cliente, Tecla Longoni, raffinata signora ancora bella anche se avanti con gli anni, che le presenta un caso ben diverso dal solito: il marito, l’avvocato Mario Longoni, è deceduto cadendo in un dirupo in Valsolda, dove si era ritirato a vivere nella casa di famiglia  e dove Tecla lo raggiungeva nel fine settimana. La donna non è convinta che la morte del marito sia accidentale, nonostante le indagini siano ormai avviate in questa direzione, così incarica Giorgia di indagare nei luoghi dove, peraltro, ha vissuto, scritto e dipinto a lungo Herman Hesse.

Fingendosi nipote di Mario, Giorgia cerca di ottenere informazioni, corteggiando il medico locale e conquistando l'amicizia del parroco Don Cesare e della moglie del Maresciallo dei Carabinieri. 

Questi, però, capisce subito tutto, anche sulla base delle sue informazioni riservate, ma decide che Giorgia può essere una preziosa alleata  nell’indagine, che non ha mai realmente  chiuso. Ai due si aggiunge ben presto anche la Capitano Doriana Messina, che in Valsolda aveva svolto la sua prima indagine di successo e stabilita una profonda amicizia col Maresciallo e la moglie. Si aprono a questo punto varie piste investigative:  un prezioso manoscritto di Herman Hesse scomparso dalla casa dei Longoni e un vecchio compagno di scuola che lo cerca per comprarlo, un antiquario che l’ha ricevuto da uno sconosciuto, la vera personalità del Longoni sempre in cerca di nuove amanti e una strana figura che lo segue e gli lascia messaggi minacciosi. 

A dar manforte agli investigatori arriva anche una vecchia amica della Capitano, famosa anatomopatologa, che conferma la sua intuizione: lo zaino non è caduto nel dirupo insieme al corpo e in più non c’è traccia di  polvere sulle scale della cantina, dove sarebbe stato sottratto il manoscritto, che nessuno mai pulisce. 

Non si tratta di morte accidentale, ma di omicidio, per cui occorre trovare colpevole e movente. Una intuizione di Giorgia dà svolta decisiva alle indagini. E’ proprio la testimonianza di quella escort incontrata per caso fuori dai ‘postriboli’ ad aprire un nuovo scenario: Mario Longoni voleva fuggire e rifarsi una vita con una delle ragazze dell’Oceano che poi, minacciata da uno sconosciuto, era sparita. 

Anche Tecla però ha un amante: un collega di studio del marito, l’avvocato Perego. In questo intreccio di amori clandestini, sarà l’acume degli investigatori a dover dirimere il caso. Con un colpo di scena finale che ribalterà l’identità di uno dei personaggi chiave del romanzo. 

Emiliano Bezzon, classe 1964, è nato a Gallarate (Varese) e si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica di Milano. E’ stato ufficiale di complemento nell’Arma dei carabinieri ed ha poi iniziato una brillante carriera nella Pubblica Amministrazione. Attualmente è comandante della Polizia locale di Varese. Giornalista pubblicista, è al suo terzo romanzo.




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