Ceta tra Italia e Canada, Rifondazione comunista chiede al Governo di sospendere la ratifica dell’accordo

ceta-italia-canada-rifondazione-comunista
AREZZO - Ceta (Accordo economico commerciale globale) danneggia le produzioni locali e favorisce le multinazionali: da respingere in qualsiasi maniera. L'accordo siglato con il Canada – che prevede l'abbattimento dei dazi doganali e una progressiva standardizzazione delle regole in materia di salute, ambiente, diritti del lavoro e tutela della qualità del cibo – rappresenta una violazione spregiudicata dei diritti sociali, delle regole sanitarie, della sicurezza alimentare e della tutela dell'ambiente.

Oltre a ciò l'accordo mette in discussione tutte quelle piccole realtà che si distinguono per il rispetto dei valori etici e che si impegnano per un benessere collettivo.

Chiediamo al Governo italiano di sospendere il procedimento parlamentare di ratifica dell’accordo e di avviare subito una fase di studio e verifica approfondita sul suo impatto economico e sociale nel nostro Paese.

Ci opponiamo al Ceta anche perché il Canada non ha ratificato diverse convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, tra le quali alcune delle Convenzioni fondamentali: la Convenzione sul diritto di organizzazione e contrattazione collettiva; la Convenzione sull’età minima per lavorare; la Convenzione in materia di sicurezza e salute dei lavoratori.

Si aggraverebbe quindi il dumping sociale, la concorrenza sulla pelle di lavoratori e lavoratrici.

Inoltre il Ceta aumenta i rischi per la salute perché la previsione del Trattato di ricondurre in ambito arbitrale le misure considerate lesive della libera concorrenza può avere conseguenze dirette sulla regolamentazione degli OGM - ben più rigorosa in Europa - sulle misure sanitarie, con diversi prodotti chimici e ormonali vietati in Europa e liberamente utilizzati in Canada, sulle regole di etichettatura, con il governo canadese che ha già comunicato di non gradire le recenti disposizioni italiane in materia di etichettatura di origine della pasta.

Inoltre il nostro Made in Italy, soprattutto nel settore agro-alimentare, verrà colpito dato che l’Italia vede riconosciute appena 41 indicazioni geografiche, a fronte di 288 Dop e Igp registrate, con la rinuncia alla tutela delle restanti 247, e il sostanziale occultamento delle informazioni sull’origine dei prodotti a vantaggio dell’Italian sounding, ovvero dei marchi falsi.

Il Ceta mette in discussione diritti fondamentali attinenti al lavoro, all’ambiente, al principio di precauzione e la stessa rilevanza delle istituzioni democratiche consolidate negli Stati nazionali.

Fermarlo vuole dire difendere e attuare la Costituzione e combattere le disuguaglianze.

Rifondazione Comunista - Federazione di Arezzo




Commenti