Ian McEwan vince il Premio Bottari Lattes Grinzane 2017 per la sezione La Quercia

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Ian McEwan
ALBA - Ian McEwan è il vincitore sezione La Quercia-Premio Bottari Lattes Grinzane 2017. E' stato decretato vincitore dalla Giuria Tecnica del Premio. Lectio magistralis e premiazione: venerdì 13 ottobre 2017, Teatro Busca di Alba. Ian McEwan, tra i più famosi scrittori di narrativa contemporanea, capace di raccontare con profondità i turbamenti dell'animo umano e indagare la contemporaneità, autore di romanzi da cui sono stati tratti film, è il vincitore del Premio Bottari Lattes Grinzane 2017 per la sezione La Quercia, intitolata a Mario Lattes (editore, pittore, scrittore, scomparso nel 2001) e dedicata a un autore internazionale che abbia saputo raccogliere nel corso del tempo condivisi apprezzamenti di critica e di pubblico.

Ian McEwan è stato decretato vincitore dalla Giuria Tecnica del Premio, che così spiega nella motivazione del riconoscimento: «Dal suo esordio a metà degli anni Settanta fino a oggi, attraverso una quindicina di romanzi e diversi volumi di racconti, Ian McEwan, si è imposto come uno dei più importanti e letti scrittori europei contemporanei. Dotato di una proprietà ed eleganza di scrittura oggi non consuete, capace di ricostruire anche stilisticamente le situazioni più diverse, McEwan è narratore di vasta, varia e viva immaginazione, che spazia dall’attualità al recente passato, dalla realtà alla fantasia, dal tragico al comico, e si muove nei più diversi formati: romanzo, racconto, libri per bambini (L’inventore di sogni). In ogni romanzo e racconto McEwan assume una postazione narrativa particolare (sino all’incredibile feto narrante dal linguaggio shakespeariano del recentissimo Nel guscio), o fissa lungamente un dettaglio eccezionale, imprevedibile, drammatico (la mongolfiera che si alza in volo trascinando con sé un bambino e chi cerca di soccorrerlo, un aereo che sembra precipitare…), spesso spaventoso (la bambina che scompare al supermercato, l’incontro con i cani neri) e da questa angolazione speciale costruisce le sue storie, che padroneggia con lucidità e maestria, frutto di accurata documentazione storica e di impeccabile lavorazione stilistica. La vivacità e l’eleganza narrativa di McEwan non sono però fine a se stesse, ma sono la cifra morale da cui questo acuto osservatore della realtà si rapporta al nostro tempo, soprattutto alle sue ossessioni e alle sue crisi, alla sua banalità e alla sua malvagità, ai suoi modelli culturali e ai suoi stereotipi sociali, con invenzioni letterarie che sono anche limpide e persuasive analisi saggistiche. McEwan è tanto un grande narratore, uno dei massimi del nostro tempo, quanto un acuto e impegnato interprete (nell’opera e nella vita) della contemporaneità. Per tutte queste ragioni la giuria è stata unanime nel conferirgli la Quercia del Premio Bottari Lattes.» Vittorio Coletti, membro della Giuria Tecnica.

Venerdì 13 ottobre 2017 lo scrittore inglese sarà ad Alba (Cn) per tenere una lectio magistralis su un tema a sua scelta e ricevere il riconoscimento (ore 18, Teatro Sociale Busca – Piazza Vittorio Veneto, 3). L'appuntamento è a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Ian McEwan è nato nel 1948 ad Aldershot e da cinque anni vive nella campagna del Gloucestershire. 

È autore di due raccolte di racconti: Primo amore, ultimi riti e Fra le lenzuola; un libro per ragazzi: L'inventore di sogni; un libretto d'opera: For You. Ha pubblicato il saggio Blues della fine del mondo e i romanzi: Il giardino di cemento, Cortesie per gli ospiti, Bambini nel tempo, Lettera a Berlino, Cani neri, L'amore fatale, Amsterdam, Espiazione, Sabato, Chesil Beach, Solar, Miele, La ballata di Adam Henry e Nel guscio. Tutti i suoi libri sono stati pubblicati in Italia da Einaudi.

Le precedenti edizioni della Quercia sono state vinte da Amos Oz (2016), Javier Marías (2015), Martin Amis (2014), Alberto Arbasino (2013), Patrick Modiano (2012) Premio Nobel 2014, Enrique Vila-Matas (2011). Il vincitore della sezione La Quercia otterrà un premio di 10.000 euro.

La Giuria Tecnica del Premio Bottari Lattes Grinzane è formata da: Gian Luigi Beccaria (presidente), Leonetta Bentivoglio, Valter Boggione, Vittorio Coletti, Giulio Ferroni, Laura Pariani, Enzo Restagno, Alberto Sinigaglia, Marco Vallora.

Il Premio Bottari Lattes Grinzane è organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, con il sostegno di: Mibac, Regione Piemonte, Fondazione CRC, Banca d'Alba, Città di Cuneo, Comune di Alba, Comune di Grinzane Cavour, Comune di Monforte d'Alba, Cantina Terre del Barolo, Enoteca Regionale Piemontese Cavour, Banor, Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba.

La seconda sezione del Premio Bottari Lattes Grinzane è Il Germoglio, dedicata ai migliori titoli di narrativa italiana e straniera pubblicati nel 2016. I romanzi finalisti di questa sezione sono stati designati dalla Giuria Tecnica e annunciati sabato 8 aprile 2017 a Cuneo, alla sede della Fondazione CRC (che collabora e sostiene il Premio).

I finalisti sono: Gianfranco Calligarich con La malinconia dei Crusich (Bompiani), il francese Laurent Mauvignier con Intorno al mondo (Feltrinelli; traduzione di Yasmina Mélaouah), il francese Olivier Rolin con Il meteorologo (Bompiani; traduzione di Yasmina Mélaouah) e il colombiano Juan Gabriel Vásquez con La forma delle rovine (Feltrinelli; traduzione di Elena Liverani). Il vincitore sarà proclamato sabato 14 ottobre alle ore 16,30, nel corso della cerimonia finale aperta al pubblico, presso il Castello di Grinzane Cavour, con i voti di 384 studenti delle 24 Giurie Scolastiche: una a Bruxelles, presso l'Ecole Européenne Bruxelles, e ventitré in Italia.

«In un'annata editoriale – commentano i giurati – caratterizzata da alcune linee prevalenti (i rapporti famigliari, in particolare col padre, l'autobiografia e la biografia, il romanzo di educazione sentimentale soprattutto), la giuria si è orientata verso opere caratterizzate da una dimensione sociale e culturale molto rilevata, legata a realtà spesso marginali, e dal forte impegno etico: l'epos triestino di Calligarich; lo sconquasso in Giappone metafora dello sconquasso interiore nelle storie di Mauvignier; la Russia dei gulag di Rolin; le contraddizioni della storia colombiana in Vásquez».

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