Il mondo com’è adesso, seconda opera della trilogia dei I Tre Mondi Solitari di Patrizio Ranieri Ciu



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CASERTA - "Il mondo com'è adesso", in scena il 14 luglio 2017, in serata, al Pat - Palazzo delle Arti e del Teatro di Caserta. Dopo Il mondo com’era, al giardino del Palazzo Arti e Teatro di Caserta, al Corso Trieste 239, prodotto da Ali della Mente appuntamento alle ore 21,15 con Il mondo com’è adesso seconda opera della trilogia dei I Tre Mondi Solitari di Patrizio Ranieri Ciu, luoghi temporali di origine di ansie e timori, paure e speranze, illusioni e realtà dove, attraverso testi musicati e recitati, le parole camminano sul filo del rasoio della verità che, non appena detta, già non è più tale.

Gli attori allora si interrogano a vicenda prima di coinvolgere il pubblico in una riflessione dolceamara di quel che oggi è il mondo.  

«Tre Mondi solitari – dice l’autore relativamente alle opere della sua Trilogia – tre trappole poste nel corso del tempo dove non c’è soluzione se non l’inversione delle parti».

È quel che avviene sulle tavole del palcoscenico all’aperto nel Palazzo delle Arti e del Teatro è l’inversione tra attore e spettatore: la speranza giovanile della Nuova generazione, tutta al femminile affronta il principio universale della finta lotta tra Guerra e della Pace. La crisi della Famiglia in dialetto stretto si allarga alla solitudine della Mamma che diventa la Clochard della vita fino al conflitto tra uomo e donna, entrambi vittime di una identità perduta che si afferma solo nella violenza come spiegano i monodialghi del Re di Niente e de La Donna.

Ma, come nell’opera precedente Il mondo com’era, la trappola che caratterizza Il mondo com’è adesso di Patrizio Ranieri Ciu è il tempo, il Traditore che ormai ha tracciato il solco indelebile del confine tra teatro e realtà, il borderline oltre il quale sarà l’abisso. Quale? Lo scopriremo nella terza rappresentazione del Il mondo che sarà grazie alle canzoni d’autore presenti nella trilogia, che sono l’acqua di fiume che scorre tra passato, presente e futuro. 

Col fiato sospeso ogni volta dunque si va fino alla fine della rappresentazione dove si giunge comunque alla fusione d’incontro tra artisti e pubblico: lo spaghettacolo, preparato dagli attori per sé stessi e consumato insieme agli spettatori. La conclusione è appunto quel piatto di spaghetti ed un bicchiere di vino tra parole e musiche inedite e sconosciute, per una riflessione in comune, rinnovo eterno di quell’Ultima Cena, simbolo del sacrificio non più di un solo uomo ma dell’intera umanità.

Interpreti: Giusy Russo, Cloe Greta Lettieri, Jessica Abbate, Debora Abbate, Siria d’Agostino, Mario Bilardi, Danilo Citarelli, Ivan Santinelli, Gianrolando Scaringi, Luigi Smimmo, Laura Ferraro, Valentina Rossi, Federica Ricciardelli, Cristina Diodato, Anna Roccolano.

E con la partecipazione straordinaria dei giovani immigrati del Laboratorio teatrale “A te la parola!” del Cidis onlus per il ministero dell’Interno.




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