Professionisti del management aziendale in campo a tutela dei soggetti più deboli, rivoluzione nel non profit

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MILANO - Riflettori puntati sul Terzo settore: finalmente in Italia arriva BeHonest la nuova startup che rivoluzionerà  il mondo delle imprese "non profit", rispondendo ai criteri di trasparenza, onestà e soprattutto credibilità. Muove i suoi primi passi all’interno di “Speed MI Up”, l'incubatore di startup fondato da Università Bocconi e Camera di commercio con il patrocinio del Comune di Milano.

L’idea è nata dall’analisi delle vicende di cronaca più recenti che raccontano di come le attività di beneficenza siano spesso paralizzate da burocrazia, speculazioni o peggio inefficienze.

La legislazione italiana ha finora disciplinato solo alcuni aspetti in materia; il 28 giugno 2017, il Consiglio dei ministri, ha approvato il decreto legislativo di attuazione della legge delega per la riforma del Terzo settore, istituendo dunque una novità con il nuovo Codice che ne  riordina tutta la normativa; da una parte viene fornita una definizione degli Enti che ne fanno parte e, nel contempo vengono indicate  nel dettaglio oltre alle attività effettuate dalle organizzazioni di volontariato, le disposizioni generali applicabili in materia di amministrazione, controllo, raccolta fondi, contabilità e trasparenza.

La start up si inserisce di fatto in questo  nuovo contesto con l'ambizioso obiettivo di creare un network di organizzazioni non profit virtuose che possano raccogliere con maggiore facilità le donazioni dei privati cittadini e delle aziende che vogliano distinguersi con la propria politica di responsabilità sociale.

L'Italia è da sempre un paese impegnato in attività solidaristiche. Citando alcuni numeri sono ben 301mila le istituzioni non profit, di cui 201.004 associazioni  non riconosciute e 68.349 riconosciute, cooperative sociali (11.264) fondazioni (6.220) e altre forme minoritarie (comitati, fondazioni di promozione sociale,  enti filantropici, etcc.

Non sempre, però, i soldi che finiscono nelle casse delle ONP  attraverso le donazioni vengono spesi con i migliori criteri; insomma la carità non è affatto trasparente; le ONP infatti non hanno alcun obbligo di pubblicare i propri bilanci e tutto questo genera diffidenza e un diffuso clima di sfiducia, frenando così il potenziale incremento delle donazioni a discapito anche dei milioni di addetti ai lavori, volontari e non, che invece svolgono  le attività con onestà e competenza

Il team che ho avuto il piacere di incontrare personalmente è composto di professionisti  del management aziendale di diversi settori che hanno deciso di impegnarsi con dedizione e passione per la tutela dei soggetti più deboli. Seguendo un percorso programmatico ben articolato sono riusciti ad elaborare un metodo di accountability innovativo per le ONP che daranno evidenza e trasparenza di come gestiscono i proventi per le varie missioni accompagnandole in un percorso per renderle più efficienti ed efficaci. Un criterio di analisi che consentirà di formulare un rating che illustri ai donatori in maniera semplice e dettagliata la reale efficienza delle organizzazioni non profit.

Questa grande rivoluzione è innovativa non solo per il metodo utilizzato ma anche per la possibilità di restituire fiducia a chi dona e credibilità a chi opera in maniera virtuosa.


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