Non era necessario piangere il vibonese Antonio Purita per comprendere il disastro della Calabria a causa degli incendi

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CATANZARO - La Cgil Calabria è preoccupatissima per il susseguirsi di incendi che si sta verificando su tutto il territorio regionale. Non era di certo necessario piangere un morto, il sessantottenne vibonese Antonio Purita, per comprendere il disastro che sta avvenendo in Calabria e in tutto il Mezzogiorno a causa degli incendi.

Nell'esprimere cordoglio e sincera vicinanza alla famiglia del povero pensionato che stamani ha perso la vita tentando di salvare dalle fiamme il proprio uliveto, la Cgil, innanzitutto,  ancora una volta ringrazia il pronto intervento dei mezzi antincendio, dei vigili del fuoco e dei numerosi volontari, che stanno intervenendo con celerità e grande senso di sacrificio rischiando quotidianamente la propria vita.   

Ben venga l'autorità di crisi costituita qualche giorno fa dal presidente della Giunta regionale, ma nella prevenzione degli incendi abbiamo da recuperare una governance dell’emergenza, in modo da garantire efficacia degli interventi. Per questo la Cgil invita il governatore Oliverio ad attivare immediatamente procedimenti di maggiore coinvolgimento delle imprese agricole, anche attraverso specifiche voci nell’ambito del Psr 2014-2020, così da garantire prevenzione, formazione e uniformità degli interventi. 

Non si può non tenere conto, poi, che fino a qualche anno fa la Calabria vantava un patrimonio di 30 mila forestali ai quali dobbiamo un patrimonio boschivo di 600 mila ettari, a fronte degli attuali 7 mila  che, anche per motivi anagrafici (visto che le ultime assunzioni risalgono al 1983)  non possono sopportare orari di lavoro straordinario estenuanti.

Urgono nuove assunzioni, anche in considerazione dello spopolamento di molte aree interne della nostra regione col seguente abbandono della cura di migliaia e migliaia di ettari di terreni. Solo prendendoci cura del nostro territorio potremo salvarlo e per questo è necessario che ci sia un adeguato numero di uomini in servizio nei nostri boschi.

A ciò si aggiunge una chiara difficoltà da parte di coloro che sono chiamati a domare le emergenze, ossia i vigili del fuoco, che difficilmente riescono a portare soccorso a tutta la popolazione. Infatti, con la soppressione del Corpo Forestale dello Stato, tutte le competenze sono passate ai Vigili del Fuoco, che, con scarsi uomini e  mezzi, sono costretti a turni raddoppiati, mentre tantissimi precari sono stati lasciati a casa in nome della spending review. 

La Cgil Calabria si attende delle risposte celeri al fine di mettere in sicurezza il territorio calabrese sia dagli incendi che dal dissesto idrogeologico (già in fase avanzata nel nostro territorio) che con questa continua spoliazione forestale non potrà che assumere caratteri catastrofici.

Chiediamo dunque la costituzione di un tavolo permanente sul tema, onde evitare che  la situazione continui ad aggravarsi. 

E' il momento di investire seriamente nell'ordinario, per il bene della nostra terra e dei cittadini, ma anche perché una politica del genere consentirà nel tempo risparmi strutturali sul piano dell'emergenza, la quale ha costi evidentemente altissimi anche sotto il punto di vista prettamente economico.

Mimma Pacifici
Segretaria Regionale Cgil

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