Giovanissimi immigrati e attori della Compagnia della Città di Caserta "mostrano" il tema drammatico del razzismo

CASERTA - «Clandestino», Compagnia della Città e Cidis Onlus in scena per raccontare il dramma dell’immigrazione. Direzione Artistica del Teatro Stabile di Innovazione della Città di Caserta – Fabbrica Wojtyla. Lo spettacolo Clandestino in scena nella serata dell'1 agosto 2017 alla Reggia di Caserta ed al Pat – Palazzo delle Arti e del Teatro, in corso Trieste n. 239. Teatro Stabile d’Innovazione della Città di Caserta – Fabbrica Wojtyla, direttore artistico Patrizio Ranieri Ciu.

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Ancora non si è spenta l’eco dell’ottimo risultato artistico alla Reggia di Caserta della Compagnia della Città con La rivoluzione siamo noi e già i giovani artisti casertani sono in campo con un’altra sfida teatrale. Al Palazzo delle Arti e del Teatro, a Caserta, nell’ambito delle iniziative del programma artistico realizzato da Ali della Mente in collaborazione con la cooperativa Tam Tam andrà messa in scena Clandestino, originale rappresentazione della Compagnia della Città in collaborazione con Cidis Onlus.

Lo spettacolo è il prodotto finale del laboratorio teatrale derivato dal progetto A te la parola per il programma Migrazione e Integrazione del ministero dell’Interno attuato dalla regione Campania.

I giovanissimi immigrati integrati agli artisti ormai storici della Compagnia della Città affrontano uno dei temi più drammatici dell’umanità: il razzismo.


È l’Africa la protagonista di questo percorso che parte dalla aggressione al mondo dei neri per giungere alla fuga attraverso il mare dei discendenti degli antichi schiavi e del confronto con la crisi che attanaglia la nostra società. Un incontro che pur sembrando scontro tra chi si sente invaso e chi cerca uno spazio per la dignità si tramuta in possibilità di conforto reciproco e, come nel caso dei giovani interpreti bianchi e neri di questa «installazione» teatrale scritta da Patrizio Ranieri Ciu, di efficace dimostrazione di quanto di positivo può essere realizzato in ogni circostanza di consapevole azione comune.

Per la circostanza ingresso libero fino a capienza dei posti con spaghettacolo conclusivo dall’originale taglio tipicamente africano.




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