Il concertone del Primo Maggio a Napoli fa nascere i Terroni Radiofonici Uniti, idea di Gianni Simioli

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NAPOLI - Artisti Nazionali e internazionali al Concertone del Primo Maggio dei Terroni Uniti a Napoli: da EugenioBennato, Ciccio Merolla, 99 Posse a Baba Sissoko, Piotta, Tonino Carotone. Anche Napoli avrà il suo concertone del Primo Maggio e sarà quello dei Terroni Uniti, il collettivo di musicisti che, dopo l'esperienza di Pontida , replica con un grande live proprio a Napoli, lanciando un tour che li porterà a Lampedusa in nome dell'accoglienza e dei principi antirazzisti.

Tutto è pronto quindi per il concertone che vedrà tanti artisti partenopei già parte del collettivo dei Terroni Uniti tra cui Eugenio Bennato,  Enzo Gragnaniello, Ciccio Merolla, 99 Posse e tanti altri a cui si aggiungeranno nomi come Piotta e artisti internazionali come  PiottaTonino Carotone dalla Spagna, Baba Sissoko dal Mali.

Il concerto avrà luogo in Piazza Dante alle 12 e proseguirà fino a mezzanotte - riporta il comunicato stampa -.

Ecco tutti gli artisti che si esibiranno sul palco del Primo Maggio napoletano: Eugenio Bennato, Enzo Gragnaniello, 99 Posse, Jovine, Ciccio Merolla, Daniele Sepe, Foja, La Maschera, Maldestro, Franco Ricciardi, Tommaso Primo, Tartaglia Aneuro, Speaker Cenzou, Sud Express, Assurd, Asya, Cultural Boo Team, Peppoh, Oyoshe, Dope One, Tueff, Joe Petrosino, Blindur, Batà ngomà, Valentina Stella, Alan Wurzburger, ‘O Rom, Mazurk, Capone & BungtBangt, MALMÖ, Mbarka Ben Taleb, Aldolà Chivalà, Loredana Daniele, Gnut, Mujeres Creando, La Pankina Krew, Mariotto, Francesca Fariello, Ventinove e Trenta, Capatost, Francesco Di Bella, Chiodo Fisso, Pietra Montecorvino, Amed Key & RSP Sound System, Lelio Morra, Ivan Granatino, Claudia Megrè, Baba Sissoko, Tonino Carotone, Barcelona Gispy balKan Orchestra, Vallanzaska, Flaco Punx, Piotta, Muro del Canto, R.A.K( Barracruda Fam-Roma), Clavers Gold, Mimmo Epifani, Picciotto & Gold Diggers, ai quali si è aggiunto anche Elias, il giovane artista di strada rumeno, che è stato accolto dai napoletani come un figlio.

Elias, che vive ormai da dieci anni a Castellammare di Stabia  è l' esempio della musica come quel ponte ideale per unire i popoli ed abbattere le diversità e i pregiudizi. Elias, insieme a Valentino Voice ha inciso una canzone "Napoli dint' 'o core", dedicata a Napoli, che è subito diventata virale.

Con il concertone del Primo Maggio nascono anche i Terroni Radiofonici Uniti da un'idea di Gianni Simioli, uno dei presentatori dello show, che ha pensato di unire tutte le realtà radiofoniche e portarle sul palco del primo maggio. “In un’occasione come questa, in cui la musica unisce, non potevamo pensare di dare l’esclusiva ad una sola emittente – afferma Gianni Simioli – e così ho pensato di chiamare tanti colleghi, speaker di diverse radio, uniti verso un solo scopo, quello di dar vita ad una serata all’insegna della coesione e dell’amicizia nello spirito dei “Terroni Uniti”. Ci saranno dunque: Rosanna Iannaccone( Radio Marte), Daniele Decibel Bellini ( Radio Kiss Kiss Italia), Maria Silvia Malvone (kiss Kiss Italia), Michele Chianese ( Radio CRC), Bruno Gaipa ( Radio Punto Nuovo- Av), Fabrizio Maffei (Radio Bussola 24 – Salerno), Tarcisio Suarez ( Radio Ibiza) e Rosario Arzeo e Stefania Sirignano ( Radio Punto Zero).

Il concertone sarà presentato da Gianni Simioli insieme con Paolo Caiazzo, Peppe Iodice, Cristina Donadio e Francesco Paoloantoni, Loredana Simioli e sul palco oltre alla musica,  si avvicenderanno anche tante voci di chi lavora per tenere acceso il punto focale della giornata del primo Maggio, la festa dei lavoratori  appunto, che a Napoli, più che mai, diventa la festa ribelle dei lavoratori a nero, dei lavoratori sfruttati, della manodopera dell’informale, delle vittime clandestine del caporalato. Una festa, un concerto, tante voci unite per pretendere che Napoli sia liberata da ogni marchio, da ogni pregiudizio, da ogni politica di marginalizzazione, privatizzazione, indebitamento, sfruttamento, avvelenamento.  

Ci saranno anche gli “Scrittori Terroni Uniti” come: Luca Delgado, Rosario Dello Iacovo, Pino Imperatore, Antonella Cilento, Gianluca Calvino, Maura Messina, Maurizio de Giovanni, Michele Serio, Massimo Torre, Enza Alfano, Letizia Vicedomini, Claudio Finelli, Giovanni Meola, Gaetano Di Vaio.

Il concerto è  sostenuto dall’Amministrazione comunale di Napoli e da  tante realtà imprenditoriali come: Musica Posse, Jesce Sole, Campi Flegrei Srl, Full Heads, Area Live, 4Raw, Suoni del sud, Ethnos festival.

Colonna sonora della giornata sarà “Gente do Sud”, il piccolo grande miracolo del collettivo “Terroni Uniti”, non solo una canzone, ma un vero e proprio inno antirazzista, che ha acceso un faro importante sulla tematica dell’immigrazione,  scagliandosi contro tutte le forme di razzismo fino a dissacrare la roccaforte leghista, portando un messaggio d’accoglienza, di fratellanza e d’amore per il diverso.

DA NAPOLI:
Eugenio Bennato, Enzo Gragnaniello, 99 Posse, Jovine, Ciccio Merolla, Daniele Sepe, Foja, La Maschera, Maldestro, Franco Ricciardi, Tommaso Primo, Tartaglia Aneuro, Speaker Cenzou, Sud Express, Assurd, Asya, Cultural Boo Team, Peppoh, Oyoshe, Dope One, Tueff, Joe Petrosino, Blindur, Batà ngomà, Valentina Stella, Alan Wurzburger, ‘O Rom, Mazurk, Capone & BungtBangt, MALMÖ, Mbarka Ben Taleb, Aldolà Chivalà, Loredana Daniele, Gnut, Mujeres Creando, La Pankina Krew, Mariotto, Francesca Fariello, Ventinove e Trenta, Capatost, Francesco Di Bella, Chiodo Fisso, Pietra Montecorvino, Amed Key & RSP Sound System, Lelio Morra, Ivan Granatino, Claudia Megrè, Elias.

DAL MALI:
Baba Sissoko

DALLA SPAGNA:
Tonino Carotone, Barcelona Gispy balKan Orchestra

DA MILANO:
Vallanzaska, Flaco Punx

DA ROMA:
Piotta, Muro del canto, R.A.K. (Barracruda Fam - ROMA)

DA ASCOLI PICENO:
Clavers Gold

DA FOGGIA:
Mimmo Epifani

DA PALERMO:
Picciotto & Gold Diggers

Intervengono gli scrittori “Terroni Uniti”:

Luca Delgado, Rosario Dello Iacovo, Pino Imperatore, Antonella Cilento, Gianluca Calvino, Maura Messina, Maurizio de Giovanni, Michele Serio, Massimo Torre, Enza Alfano, Letizia Vicedomini, Claudio Finelli, Giovanni Meola, Gaetano Di Vaio.

Sylvia Thereza, pianista brasiliana che passa dai grandi teatri alle favelas, al Teatro Ventidio Basso

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Sylvia Thereza
ASCOLI PICENO - Nuovo appuntamento dell'associazione ascolipicenofestival. Sylvia Thereza, la pianista brasiliana che passa dai grandi teatri alle favelas, mercoledì recital nel foyer del Ventidio. Sylvia Thereza, la pianista delle favelas brasiliane, è un'artista davvero speciale. Ad un talento straordinario unisce un impegno sociale altrettanto straordinario e ammirevole.

Per lei la musica è una missione sociale. Ecco perché passa dalle esibizioni nei più importanti teatri del mondo alla musica tra i bambini costretti a vivere in condizioni di estremo degrado. 

Sylvia Thereza è la protagonista del recital, proposto dall'associazione ascolipicenofestival in collaborazione con il Comune di Ascoli, in programma mercoledì 3 maggio 2017, ore 20,30, ingresso libero, nel foyer del Teatro Ventidio Basso. Un appuntamento da non mancare. Nel programma musiche di Beethoven (Sonata op. 27 n. 2 “Quasi una fantasia” e 6 Bagatelle op. 126), Brahms (4 Ballate op. 10) e Chopin (Sonata n. 2 op. 35).

Venerdì 5 poi, a Villa Cicchi, alle ore 20, c'è un incontro con l'artista, che illustra la sua filosofia artistica oltre ad eseguire alcuni brani e una cena concerto gourmet nello splendido scenario del Salone delle Tempere. Maria Elena Cicchi, da sempre vicina ad ascolipicenofestival, ha preparato un menù con i profumi e i sapori della primavera.

In Brasile, suo paese di origine, Sylvia Thereza ha sviluppato un progetto pionieristico con il sostegno del Ministero della cultura, che ha portato la musica classica in mezzo a 12.000 bambini.

In Belgio, dove vive, è stata benemerita cofondatrice di Asbl Uanà-Association pour Les Arts, organizzazione che riunisce grandi nomi della musica internazionale con lo scopo di far conoscere la musica a bambini e adolescenti in svantaggio sociale e psicologico. Questa pianista brasiliana è pupilla e assistente della mitica Maria Joao Pires, pianista portoghese considerata tra le stelle mondiali in assoluto. Un privilegio poterla ascoltare.

Al Teatro Paolella di Rossano grande evento con Pierfranco Bruni raccontando di Corrado Alvaro

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Pierfranco Bruni
ROSSANO - Grande evento nazionale in teatro con Pierfranco Bruni raccontando di Alvaro. Un viaggio accanto. Reading Show Project di Pierfranco Bruni, sabato 6 maggio 2017, ore 18, Teatro Paolella, Rossano. Un appuntamento unico. Il Viaggio Accanto di Pierfranco Bruni (Ferrari Editore) è un libro ma è anche contenitore di parole che evocano immagini e sensazioni.

Intellettuale di razza, creatore di arazzi e sinfonie, Pierfranco Bruni si muove con disinvoltura sui sottili confini tra narrativa e saggistica, tra finito e infinito, tra sogno e realtà. Il reading show tratto dal suo libro (ma anche con testi realizzati ad hoc) nasce dal desiderio di trasformare le parole in scoperta, luci e ombre, per attualizzare e farci sentire le visioni, le memorie e le risonanze interne di un grande nomade del Novecento letterario italiano: Corrado Alvaro.

Il progetto - riporta ancora il comunicato stampa - è affidato alla regia e alla personalissima interpretazione di Imma Guarasci (attrice e teatroterapeuta). Due protagonisti quindi, lo spazio scenico di un suggestivo teatro e spesso, ma non sempre, i suoni della natura e del mondo a scandire il tutto. Le parole, al centro dell’attenzione, si trasformeranno così in emozione collettiva ma anche in uno spettacolo in cui la letteratura si fa mediatrice di diverse concezioni del mondo.

L’evento, a cura di Ferrari Editore, è inserito nella campagna nazionale di promozione della lettura Maggio Dei Libri. Patrocinio: assessorato alla Cultura di Rossano

Pierfranco Bruni, scrittore, poeta, italianista e critico letterario. Direttore archeologo del progetto Etnie/Letteratura del Mibact e ambasciatore arbëresh nel mondo. La passione per la letteratura ha ispirato fin dall’inizio la sua attività di acuto saggista e di narratore. Il suo stile analitico gli permette di fornire visioni sempre inedite su tematiche letterarie, filosofiche e metafisiche. Ha al suo attivo numerosi articoli, saggi e studi apparsi su riviste specialistiche, in volumi collettanei e in proceedings di conferenze, mentre ha pubblicato molti libri in qualità di autore. È candidato al Premio Nobel per la Letteratura.

Luigi Capuana pur avendo vissuto Naturalismo e Verismo cerca nella memoria di sogni e misteri i segreti del vivere

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Marilena Cavallo
ROMA - Si racconta la fiaba per comprendere la realtà in Luigi Capuana. Bisogna sempre cercare di capire la realtà leggendo la fiaba del tempo che è stato. “Fiabe nuove non ce n’è più; se n’è perduto il seme!’ Come e perché, cari bambini, lo saprete facilmente quando sarete più grandi”. È la chiusa de Il raccontafiaba di Luigi Capuana (le fiabe sono state pubblicate nelle edizioni di Acquarelli con l’antico titolo di C’era una volta i Re, la Gente, la magia, mi riferisco alla edizione che ho preso in esame).

Un viaggio nel mondo incantato della fantasia popolare. Una fantasia che si racconta attraverso i contadini, i re (ovvero i reucci), e le reginette, le fate, gli orchi, i castelli, la natura e una simbologia fatta di immagini e di numeri.

Luigi Capuana ci offre tutta una atmosfera particolare ed emerge da queste pagine uno scrittore che pur avendo vissuto la stagione del Naturalismo e del Verismo ha sempre cercato nella memoria sommersa dei sogni e dei misteri i segreti del vivere quotidiano.

La sua prima raccolta di fiabe risale al 1882 e portava, appunto, il titolo di C’era una volta…, mentre al 1894 risale Il Raccontafiabe.

La fiaba non è soltanto l’espressione di una profonda liricità ma è in modo particolare un modello letterario che non vuole nascondere la realtà anzi la cerca di decodificare raccontando la fantasia.

Capuana che è l’autore de Il marchese di Roccaverdina (del 1901) trova nella fiaba un modello sperimentale sia in termini di scrittura che di tematicità.

Giulio Cattaneo ebbe a scrivere che le fiabe di Capuana “rimangono forse l’opera più felice di Capuana, come una prosa svelta, semplificata al massimo, ricche di ritornello, cadenze e cantilene, hanno un incanto singolare e una originale cifra stilistica”. Cattaneo inoltre, sottolinea l’interesse fantastico di queste fiabe e mette in evidenza un fatto importante, che porta alla luce la ricerca stessa di Capuana. Cattaneo sottolinea che le fiabe “non sono nate da un interesse per il patrimonio folkloristico siciliano favorito dalle tendenze positivisti a raccogliere favole e leggende come documenti della psicologia popolare ma invenzioni, frutto di ‘un’esaltazione nervosa che aveva dell’allucinazione’”.

E’ lo stesso Capuana che ci consegna questa dichiarazione: “…io assistevo a quella inattesa fioritura di fiabe come a uno spettacolo fuori di me. Appena scritte le sacramentali parole di uso : C’era una volta… i miei fantastici personaggi si mettevano in moto, si impigliavano allegramente in quelle loro intricatissime avventure senza che io avessi punto avuto coscienza di contribuirvi per nulla”.

Il mondo fantastico di Capuana allora è un mondo fortemente intriso di poesia, di leggenda e di mito.

Un mondo che parla e si dichiara con i codici della parola, del ritmo, dei ritornelli, della musicalità. È un mondo di fantasie.

La cultura popolare è il regno della fantasia. Soprattutto, quando ci sono radici il cui mondo contadino è ben rappresentato. Identità popolare e identità contadina sono il tessuto di una creatività fantastica nella quale il mito è una tradizione, che ci conduce inevitabilmente e forse inavvertitamente agli albori della civiltà. Il discorso diventa, certamente, molto impegnativo perché ci si trova davanti a due strade: quella antropologica, che può avere letture illuministe e quella fantastica, che sconfina nel mistero. Indubbiamente, posto in questi termini, il discorso che riguarda Capuana si sposta verso la seconda strada. I testi sono la dimostrazione più veritiera.

Al di là della concezione di fiabe vere o veriste o di quella sottoscritta da Italo Calvino, il quale afferma che “le fiabe sono vere”, in Capuana, le fiabe restano la fantasia, il sogno, la simbolicità, appunto. Nella pagine de Il raccontafiabe chi fa da padrona è la Fata Fantasia. Una metafora che esprime in questo caso il vero della sua ricerca e della sua proposta espressiva.

Il fiabesco e il popolare in Capuana non sono solo rappresentazioni liriche o letterarie ma assumono una valenza esistenziale. La assumono sul piano della scrittura ma anche nella struttura del racconto o nella proposte delle storie.

Le fiabe entrano in quel concetto di autocoscienza sul Naturalismo siciliano perché in esse la rottura con il Verismo è una valorizzazione, appunto, del fantastico. Mi sembra importante la cesellatura di Gianni Contini sul Capuana: “il più anziano dei naturalisti catanesi, (…) è assai stimabile come narratore in proprio(…) ma non è meno rilevante come rappresentante dell’autocoscienza critica del naturalismo siciliano”.

Le fiabe rientrano in questa riflessione. Ma restano “una forma di arte così spontanea, così primitiva e perciò tanto contraria al carattere dell’arte moderna”. È una sottolineatura di Capuana del giugno 1882 che ci fa capire l’importanza che avesse, per Capuana stesso, la fiaba . Considerata come arte certamente ma soprattutto come “strumento” per recuperare una tradizione e confrontarla con il moderno.

In fondo è un raccontare ciò che la realtà nega. Ecco l’autocoscienza rispetto al Naturalismo. L’arte che recupera il fantastico. È questo il messaggio di Luigi Capuana che emerge dalle sue favole. 

Ovvero del C’era una volta che diventa un Raccontafiabe. Capuana è uno dei grandi della letteratura che attraversa la centralità della fantasia con il sogno e la ricerca della verità.

“Il territorio di Castel Morrone tra arte, storia, paesaggio e natura”, nei percorsi di alternanza scuola lavoro

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CASTEL MORRONE - Dal 6 al 7 maggio 2017, dedicata ai “Tesori nascosti della Campania”, una due giorni fortemente voluta dall’Amministrazione comunale e realizzata dal Liceo Artistico “San Leucio” di Caserta in collaborazione con l’istituto Mattei di Caserta. Tema della manifestazione “Il territorio di Castel Morrone tra arte, storia, paesaggio e natura”.

Il percorso artistico è stato realizzato nell’ambito delle esperienze formative di alternanza scuola-lavoro del Liceo Artistico San Leucio in sinergia con il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, il centro di ricerca per l’olivicoltura, frutticoltura e agrumicoltura e l’Istituto Mattei. 

Dalle 10,30 alle 17 delle due giornate sarà possibile visitare una serie di mostre permanenti.

“Erbari con visite guidate – La frutta in guscio, tradizioni del nostro territorio”, “I Trecento” di Castel Morrone, “Le fate dei tre mondi”.

Durante la manifestazione saranno raccontate filastrocche e poesie popolari, andrà in pista la quadriglia, saranno eseguiti canti tradizionali, giochi di un tempo, sfileranno abiti ispirati ai fiori; sarà possibile degustare prodotti a base di erbe spontanee preparati dall’associazione Casa Betania Anspi. 

I lavori sono stati curati da Camilla Tariello, Mimmo Di Dio, Adele Cozzella, Vittorio Di Tommaso, Angela Tartaro, Antonia Scognamiglio, Giuseppe Sebastianelli, Marcello Tariello.

L’evento si svolgerà nello scenario storico – naturalistico del castello medievale di Castel Morrone e dell’ambiente circostante. Sono previste iniziative volte alla diffusione della conoscenza del territorio e della sua promozione turistica.

Come funziona il cervello? Quali parti si attivano quando studiamo o siamo innamorati? Risposte alle Olimpiadi delle Neuroscienze

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CATANIA - Neuroscienze, a Catania fase finale nazionale delle Olimpiadi. Venerdì 5 e sabato 6 maggio 2017, Palazzo della Cultura (via V. Emanuele 121). Studenti di tutta Italia si contenderanno la borsa di studio per la fase internazionale. Come funziona il nostro cervello? Quali parti di esso si attivano quando studiamo o quando siamo innamorati? E quando lavoriamo?

Le neuroscienze forniscono la chiave di lettura per comprendere il comportamento dell’uomo contemporaneo: dal gioco alle relazioni economiche e personali, passando per la ricerca scientifica per combattere le malattie neurologiche e psichiatriche. Nelle scuole di oggi si stanno già formando quelli che potrebbero diventare i “cervelloni” di domani, ed è da questa premessa che nascono le Olimpiadi delle Neuroscienze promosse dalla Società Italiana di Neuroscienze e organizzate quest’anno dall’Istituto di Scienze Neurologiche del CNR di Catania.

Sarà la città etnea a ospitare per la prima volta la competizione nazionale che si terrà venerdì 5 e sabato 6 maggio 2017 presso il Palazzo della Cultura a Catania. Cinquantaquattro studenti provenienti da tutta Italia si contenderanno la borsa di studio per partecipare alla fase internazionale che si svolgerà a Washington, negli Stati Uniti, dal 3 al 6 agosto 2017 nell’ambito della American Psychological Association’s Convention.

«L’iniziativa rappresenta la selezione italiana dell’International Brain Bee (IBB) – ha spiegato la coordinatrice nazionale Maria Vincenza Catania del CNR di Catania - una competizione internazionale che mette alla prova studenti delle scuole medie superiori, di età compresa fra i 13 e i 19 anni, sul grado di conoscenza nel campo delle neuroscienze. Gli studenti si cimentano su argomenti quali: l’intelligenza, la  memoria, le  emozioni, lo  stress, l’invecchiamento, il  sonno e le  malattie del sistema nervoso. Scopo dell'iniziativa è accrescere fra i giovani l’interesse per lo studio della struttura e del funzionamento del cervello umano, ed attrarre giovani talenti alla ricerca nei settori delle Neuroscienze sperimentali e cliniche, che rappresentano la grande sfida del nostro millennio».


Si parte venerdì 5 maggio, alle ore 16 con la presentazione dell’evento e la relazione di Ferdinando Nicoletti, professore ordinario di Farmacologia alla Sapienza di Roma, sul tema "Meccanismi biologici dei disturbi psichiatrici" a cui seguirà un dibattito. Il giorno dopo sabato 6 si entra nel vivo con le prove, che culmineranno con la premiazione del campione nazionale.

L’evento nasce negli Stati Uniti nel 1998 e attualmente coinvolge più di 40 paesi in tutto il mondo. L’Italia partecipa alla competizione internazionale dal 2010 con le Olimpiadi delle Neuroscienze che quest’anno hanno registrato una partecipazione di 217 scuole e 5400 studenti in tutto il territorio italiano.

Reggio Emilia. Innovativo progetto di avvicinamento alla musica d’insieme dei bambini della "Guglielmo Marconi"

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REGGIO EMILIA - Esperimento musicale alla Scuola primaria Guglielmo Marconi. Nell’autunno scorso, sulla scia delle idee lanciate da José Antonio Abreu, il musicista, politico, ed educatore venezuelano, fondatore di El Sistema, una fondazione per la promozione sociale dell'infanzia e della gioventù attraverso un percorso innovativo di didattica musicale, ha preso il via  una nuova esperienza nelle scuole reggiane.

La Fondazione I Teatri, la Fondazione Giorgio e Aurora Giovannini e l’Istituto Comprensivo Leonardo da Vinci hanno attivato, in collaborazione con Officina Educativa del Comune di Reggio Emilia, un innovativo progetto di avvicinamento alla musica d’insieme dei bambini che frequentano la Scuola Primaria Guglielmo Marconi, L’esperimento sta riscuotendo un felice successo nella scuola, tra i docenti, gli alunni e le loro famiglie, grazie anche alla bravura degli insegnanti incaricati, il violinista Andrea Marras e la violoncellista e cantante cubana Yalica Jo Gazan, che hanno saputo conquistare l'attenzione dei bambini intorno alle loro proposte didattiche. 

Il progetto, denominato “Archi Marconi”, consiste - riporta il comunicato stampo - nell’avviamento alla "musica d’insieme" dei bambini iscritti alla Scuola Primaria, che accoglie una ampia scolarità multietnica, utilizzando allo scopo le ore destinate all’educazione musicale nell’orario scolastico ordinario, in incontri settimanali distribuiti nell’arco dell’intero anno 2016/17. 

Ai bambini delle classi seconde, terze, quarte e quinte che hanno aderito, viene inoltre offerta la possibilità di frequentare uno specifico corso pomeridiano settimanale di approfondimento legato allo studio degli strumenti ad arco messi a disposizione dalle istituzioni convenzionate.

L'équipe didattica opera secondo un calendario degli incontri concordato con la dirigenza scolastica della Scuola Marconi e con il coordinamento della maestra Chiara Martena.  

Secondo la dirigente dell’Istituto Comprensivo Domenica Tassoni “l’esperienza avviata è sicuramente molto positiva, sia sotto il profilo didattico che su quello sociale, e il nostro auspicio è che diventi parte integrante del processo educativo”.



"Continuità" nell'Istituto Salvo D'Acquisto di Pontoglio, incontro sull'energia tra le classi prime e quinte della scuola

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PONTOGLIO - Giornata conclusiva della settimana "Continuità" nell'Istituto comprensivo di Pontoglio. Venerdì, 28 aprile 2017, dalle ore 8,15, si è svolto, presso la scuola media Salvo D'Acquisto di Pontoglio, comune in provincia di Brescia, l'incontro tra le tre classi prime e le quinte della scuola elementare del medesimo Istituto sul tema dell'Energia.

Gli alunni delle quinte hanno partecipato a quattro laboratori: italiano, tecnica, scienze, musica.

In seguito, in palestra, divisi in quattro gruppi, gli alunni, hanno svolto una gara su chi riusciva prima a comporre un puzzle sempre inerente al tema.

In atrio alcuni studenti di prima hanno relazionato sul tema illustrando cartelloni e tanto altro materiale prodotto in tutte le discipline.

La mattinata si è conclusa con esecuzioni ritmiche, usando la body percussion e sul flauto con un brano polifonico a 5 voci eseguito da una rappresentanza di tutte e tre le prime.

Ancora una volta gli allievi delle classi prime si sono adoperati con grande interesse per la realizzazione di tale iniziativa e gli alunni delle quinte hanno partecipato attivamente a tutte le attività loro proposte.

Tutto ciò è stato reso possibile grazie al lavoro in sinergia tra docenti delle medie e delle elementari dello stesso Istituto comprensivo.










Lo scrittore Antonio Pascale e il fotografo Antonio Biasiucci tra immagine, parola, realtà e narrazione

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SAN TAMMARO - Dialoghi di Carditello Le Metamorfosi. Sabato 6 maggio 2017, ore 11. La terra trasfigurata. Dialogo tra un fotografo e uno scrittore con Antonio Biasiucci e Antonio Pascale. La Fondazione Real Sito di Carditello, presieduta dal professore Luigi Nicolais e diretta da Angela Tecce, presenta il quarto appuntamento di Dialoghi di Carditello_Le Metamorfosi, un ciclo di incontri realizzati in collaborazione con le associazioni Astrea, Sentimenti di Giustizia e A voce Alta, per approfondire i temi legati alla natura, al territorio e alla cultura.

Il quarto incontro sarà dedicato all’immagine e alla parola, tra realtà e narrazione. Osserveremo il mondo contadino, con i suoi ritmi, colto nei momenti di lavoro e di aggregazione, attraverso le fotografie di Antonio Biasiucci, tratte delle serie Pani, Vacche, Vapori, Impasto. 

Approfondiremo - riporta il comunicato stampa - il rapporto tra lo sguardo e la letteratura con una selezione di sei immagini che sono state alla base dell’educazione sentimentale di Antonio Pascale e scopriremo come gli elementi specifici del territorio casertano possano trasformarsi in materia narrativa.

Il tema dei Dialoghi è Le Metamorfosi, inteso come mutazione di forma o rivelazione di una forma originaria ma riposta. Collocate tra natura e artificio, scienza e mito, storia e arte, le metamorfosi si prestano a una riflessione ampia sui temi della forma, dell’abitare lo spazio e, soprattutto, della hybris, come dismisura, oltranza, arroganza di cui - per una legge di necessità - si finisce per subire il ritorno. Evidenti le implicazioni etico-politiche, o civili, se si vuole usare un lessico vichiano: anche la trasformazione violenta del paesaggio o le mutazioni antropologiche hanno a che fare con la metamorfosi.

Non ultima, tra i motivi ispiratori, la ricorrenza dei duemila anni della morte di Ovidio. Con lui, mediatore formidabile tra grecità e latinità, si celebra uno dei classici che più hanno inciso sulla memoria culturale dei moderni. 

Mutamento e territorio saranno il fulcro della proposta culturale anche degli altri appuntamenti, possibili grazie all’impegno organizzativo di Agenda 21 per Carditello e al supporto tecnico di Coldiretti Caserta.

Uno spazio sarà dedicato, di volta in volta, alla presentazione dei prodotti d’eccellenza del territorio.

Calendario dei prossimi Dialoghi di Carditello:

sabato 20 maggio, ore 11 - Atteone. Immagini di una colpa tragica, incontro con Gennaro Carillo, letture di Roberto De Francesco;

sabato 27 maggio, ore 11 - Cicatrici nella tua bellezza. Incontro con Suor Rita Giaretta e Monica Coretti. Conclusioni di Nadia Verdile.

La Liberazione dei giovani attori casertani, che fanno i nomi dei soldati caduti in tempo di pace

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CASERTA - Sentinelle di Pace, forte emozione per lo spettacolo del Comune di Caserta in ricordo dei militari italiani impegnati quotidianamente nelle missioni di pace. Sentinelle di Pace è andato in scena martedì 25 aprile 2017, presso il Teatro Comunale di Caserta. Si può raccontare la pace? È questa la domanda che muove Sentinelle di Pace, lo spettacolo andato in scena il 25 aprile sera presso il Teatro Comunale «Costantino Parravano» di Caserta nell’ambito del Progetto Tradizione & Traduzione diretto da Patrizio Ranieri Ciu.

Sul palco i giovani attori de la Compagnia della Città accanto alla Fanfara della Brigata Bersaglieri Garibaldi in uno spettacolo che affronta il delicato ed attualissimo tema del peacekeeping e onora il grande impegno dei militari italiani impegnati in missione di pace in tutto il mondo - riporta il comunicato stampa -.

Attori che raccontano la pace celebrando la creatività che alberga nei giovani ed il progresso che dona forza nuova alla società e che non può non essere figlio sia di quella serenità che dà ai poeti la delicatezza d’animo ed agli scienziati la tranquillità della ricerca. La pace presentata come missione quotidiana, quella stessa che vede impegnati i soldati italiani in tutto il mondo. Toccante il momento in cui i giovani artisti hanno scandito uno dopo l’altro i nomi di altri ragazzi come loro, quello dei soldati caduti in tempo di pace.

Il tema dello spettacolo si ritrova eccezionalmente nelle stesse parole del messaggio della senatrice Roberta Pinotti, ministra della Difesa, trasmesso in occasione del 72° anniversario della Liberazione – «è per questo che oggi rispondiamo sempre, con impegno e determinazione, quando la Comunità internazionale ci chiama a contribuire con le nostre donne e i nostri uomini, con le nostre risorse e le nostre capacità, per sostenere quei popoli che lottano contro regimi che non riconoscono e rispettano i fondamentali diritti umani» – sottolineando ancora una volta l’incredibile attualità degli argomenti affrontati dagli artisti de la Compagnia della Città.

Emozionante la partecipazione della Fanfara della Brigata Bersaglieri Garibaldi che ha intonato l’Inno di Mameli in un incontro che ha aggregato tutti, artisti, pubblico, militari ed amministrazione comunale intorno ad un momento di ricordo e riflessione in memoria di quanti hanno sacrificato la propria vita per la salvaguardia della pace.

‘O Maggio a Totò Maggio Napoletano. Napoli celebra il cinquantenario della scomparsa del Principe della Risata

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NAPOLI - Maggio dei Monumenti e Maggio Napoletano. Si è svolta il 27 aprile 2017, presso la Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, la conferenza stampa di presentazione per Maggio dei Monumenti, la storica rassegna del Comune di Napoli dedicata all’ineguagliabile patrimonio artistico e culturale della città.

La rassegna, presentata dall’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Nino Daniele, celebra quest’anno il cinquantenario della scomparsa del Principe della Risata, tributo reso già nel titolo: 'O Maggio a Totò. 

La copresenza di due anime differenti, così come ha  ben evidenziato l’assessore, rende la figura dell’attore assolutamente emblematica: un nobile, un principe, affiancato da un guitto, un personaggio comico e tragico allo stesso tempo, un romantico riferimento alla nostra città, elegante e ricca di fascino, divertente e sopra le righe ma con una certa vis drammatica.

In concomitanza con la manifestazione del Maggio dei Monumenti, l’assessora alla Qualità della Vita e alle Pari opportunità, con delega al Made in Naples, Daniela Villani, ha inaugurato la rassegna Maggio Napoletano volta alla promozione e valorizzazione del patrimonio produttivo-culturale partenopeo.

La rassegna - riporta il comunicato stampa - è un’anticipazione e un volano per il lancio del brand identitario Made in Naples,  una sana celebrazione del folklore nonché un viaggio iconografico, alla ricerca delle vera essenza partenopea, dei valori distintivi della tradizione, dell’innovazione e dello spirito partenopeo in tutte le sue forme, anche a livello produttivo.

Per tutte le informazioni e il programma completo degli eventi, si rimanda alle pagine dedicate sul sito del Comune di Napoli.

‘O Maggio a Totò Maggio Napoletano


Sergio Mattarella. La vicenda politica e umana di Antonio Gramsci, la sua lezione morale: oggi tante riflessioni

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Sergio Mattarella
ROMA - «A ottant'anni dalla morte, avvenuta con le sofferenze della lunga detenzione patita nel carcere fascista, ricordiamo in Antonio Gramsci un pensatore colto e originale - i cui scritti alimentano tuttora studi, riflessioni, ricerche in ogni parte del mondo - e uno dei Padri della Sinistra italiana. Le sue battaglie, la sua elaborazione teorica e la sua figura politica - ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per gli 80 anni dalla morte di Antonio Gramsci - hanno contribuito in modo significativo alla fondazione dello Stato democratico e al suo radicamento popolare.

La pubblicazione delle Lettere e dei Quaderni del Carcere - e successivamente la ricostruzione dell'intero Epistolario gramsciano - costituisce uno snodo significativo della vicenda politica e culturale del Novecento italiano.

La capacità di Gramsci di rileggere - con autonomia intellettuale - la nostra storia sociale e culturale, di interpretare il Risorgimento e lo sviluppo dello Stato Unitario, di analizzare i tratti specifici della questione meridionale, di cogliere il senso della incipiente partecipazione dei ceti popolari alla costruzione dello Stato, ha consentito alla sua parte politica un originale ancoraggio nazionale peculiare e significativo.

Le ragioni del vasto interesse internazionale per l'opera di Gramsci sono strettamente legate a categorie e concetti, da lui elaborate e usate negli scritti, che hanno segnato le espressioni del Movimento marxista in vari Paesi, con una distanza critica dall'ortodossia dogmatica sovietica.

La vicenda politica e umana di Antonio Gramsci, la sua lezione morale e culturale sono in grado di offrire ancora oggi molteplici spunti e la riflessione sulla sua figura, in una stagione di grandi cambiamenti come quella che viviamo, può ulteriormente arricchire il patrimonio comune del nostro Paese».

La poesia di Fulvio Piacentini conosce la forza delle parole, perché prima la parola la vive

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Pierfranco Bruni
ROMA - Fulvio Piacentini. Un poeta tra le metafore e i linguaggi con i Passi di un uomo. La poesia di Fulvio Piacentini (in “I passi di un uomo. Poesie tra terra e mare”, nelle prestigiose edizioni Saletta dell’Uva) conosce la forza delle parole, perché prima la parola la vive. Con la sua umanità ed eleganza, uomo che ha uso di mondo, continua ad accendere fuochi tra i nostri inverni, convocandoci per un pensiero che invita a cercare ancora ciò che conta, ciò che resta, l'adrenalina culturale che trasforma l'identità in affondo.

Una parola colpisce quando si porta dietro silenzi e tanti vissuti. Allora diventa esperienza, un ponte che attraversa storie e archi, bussa alle spalle portandoci i mille volti di un passato che non è mai nostalgia, per scegliere cosa vogliamo essere oggi. Fuochi di brace per nuove avventure di pensiero. 

Le poesie qui raccolte - non a caso I passi di un uomo -  dicono il bisogno di riannodare un tempo, di ridefinire il frame di una storia, non per chiudersi a chiave nel passato ma per costruire ancora anticipazioni. La messa a terra di questo discorso che dilata la voce del vera del cuore è la speranza.

Sono parole di destini, carne e spirito che danzano nelle veglie del tempo. E’ un dialogo che accade nel Sud di Fulvio - terra del'anima prima che geografia - dove la saggezza si fa sempre narrazione. 

Sulla scena compaiono un uomo e una donna che cercano di non perdersi. Sentiero tra la magia del mare di Positano e il labirinto dei nostri sogni. Cerchiamo ancora carne che trattiene al mondo, un grande perché da portare dentro, sterrando strade al futuro.

In questa spiaggia di sentimenti, il vento ha l’odore del sale e dei crepuscoli anneriti. E' il mare dei viandanti, di chi non si ferma. Il Mediterraneo è destino che si dice con la poesia, perché nella poesia il tempo non fugge e non si svuota. Inutile, però, barare: si scrive sempre per amore. Quando nasce o quando finisce, quando scalda il petto o fa salire ricordi in gola e invita a togliersi le bende. 

La verità non ha rughe: "Ti ho amato - scrive il poeta - tra la sabbia/in questo vecchio setaccio fatto di esperienze e delusioni". E la cifra di queste pagine sono proprio gli amori, i ritorni del cuore, i sentieri dove ragione e cuore chiamano a scegliere, nella scommessa di durare. Così in 'Cercandoti', la bellezza di un infinito rincorrere la vena profonda che ci lascia combattere guardano il sole: "Se dovessi perderti,tornerei a cercarti".

Ma chi è l’autore? 

Fulvio Piacentini, Generale dei Carabinieri, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza, la laurea in Scienze della Sicurezza interna ed internazionale, un Master biennale in Sicurezza e Intelligence.

Ha frequentato la Scuola Militare Nunziatella, l'Accademia militare di Modena, la Scuola Ufficiali dei Carabinieri di Roma e la Scuola di Alta formazione per le Forze di Polizia. 

Decorato al Valor Militare - Ordine Militare d'Italia - per l'opera meritoria svolta in zone di guerra, Hebron e Cisgiordania, quale Comandante del Contingente Carabinieri operativo in quei territori durante la seconda Intifada. 

Attualmente presta servizio alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

E' Cavaliere del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Cavaliere dell'Ordine Costantiniano. Gli è stata conferita la Croce di Ufficiale con spade del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovani di Gerusalemme, di Rodi e di Malta.

Fulvio Piacentini non ha smesso di rincorrere parole che restino fino a sera. E fa delle sue esperienze umane e professionali - con tutti i successi inanellati nella sua brillante carriera - un racconto che invita al confronto. "Guardo le mie mani: non hanno la riga dei porti mancati", scrive di sé. Le occasioni le ha colte, e ha guardato negli occhi la Vita.

Le sue non sono immagini fissate su lastre di bromuro: sono versi dell'anima, invitano a camminare ancora, cercando il tempo di dentro. Per vivere. Per continuare a cantare nelle vene delle nostre donne e dei sogni che non abbiamo tradito. Come scrive il filosofo Aldo Masullo, "la vita è un gran groviglio, ma non dobbiamo aver paura di metterci le mani, cioè il cervello e il cuore, per capirne qualcosa". I versi di Fulvio Piacentini ci fanno compagnia. Come una voce cara, che si ritrova all'alba, insieme al sorriso. Perciò anche la sua poesia è una lezione di vita.

Continuiamo a seguirlo, davanti al camino di pietra del nostro cuore zingaro. Forse per tamburare un tempo che torna sempre tra le tavole di carne del cuore. Vento tra venti. Scegliendo ancora una volta la strada dell'amore.

A Casagiove presentazione degli scritti di Maria Valtorta. Una donna ponte tra fede e ragione

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Maria Valtorta
CASAGIOVE - Maria Valtorta e i suoi scritti arrivano a Casagiove. Il 28 aprile 2017, a Casagiove (Caserta), presso la sala conferenze del Comune si terrà, alle ore 16, la presentazione degli scritti di Maria Valtorta, una mistica cattolica italiana famosa per la sua santità personale e per i suoi numerosi scritti, tra cui il più famoso è “l’Evangelo come mi è stato rivelato”.

Maria Valtorta nacque il 14 marzo 1897 a Caserta, da genitori Lombardi. Nella sua vita ha composto i dieci libri de “L’Evangelo come mi è stato rivelato” che narra la nascita e l’infanzia della Vergine Maria e del figlio suo Gesù, i tre anni della vita pubblica di Gesù, la sua passione, morte, resurrezione e ascensione, i primordi della Chiesa e l’assunzione di Maria.

Nel 2010 il Cev (Centro Editoriale Valtortiano) e i coniugi Emilio Pisani e Claudia Vecchiarelli, curatori storici delle opere valtortiane e titolari del Cev, hanno costituito la “Fondazione Maria Valtorta Cev onlus” che ha lo scopo primario di conservare, custodire, tutelare, curare, divulgare e valorizzare, a beneficio di tutti e senza scopo di lucro, il patrimonio culturale costituito dall’eredità materiale e morale di Maria Valtorta.

I relatori della serata saranno Luigia Bari che tratterà di come l’opera valtortiana illumina i Vangeli Canonici; Giovanni Palladino che parlerà del valore della Sindone nell’opera e Daniele Fiorletta che presenterà la diffusione dell’opera nel mondo e nel tempo.

Ci sarà inoltre l’intervento del dottore Pisani e del consigliere Carlo Ursillo.

L’evento è stato organizzato con la collaborazione del Comune di Casagiove, della Fondazione Maria Valtorta Cev e Spazio Donna Onlus- Centro Hecate, diretto e coordinato dalla professoressa Adele Grassito.

Un convegno unico nel suo genere che creerà un ponte tra fede e ragione, attraverso le figura di Maria Valtorta e tramite le sue parole e i suoi scritti.

Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere e Museo di Capua per lo sviluppo turistico ed economico del Casertano

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SANTA MARIA CAPUA VETERE - Venerdì 28 aprile 2017 alle 18.30 “La grande bellezza del patrimonio culturale del Casertano” al centro del quarto appuntamento della seconda edizione de “La Memoria degli Elefanti”, il Festival della Letteratura nel segno del mito ideato da “Arena Spartacus Amico Bio” all’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, il secondo anfiteatro al mondo per dimensioni dopo il Colosseo.

“Accanto alla Reggia un sistema integrato da sviluppare” è l’obiettivo progettuale dell’incontro che avvierà la riflessione partendo dagli spunti del volume “Terra di Lavoro. Ripartire con la cultura” a cura di Pasquale Iorio (Edizioni Melagrana). Un volume progettuale che raccoglie le nuove idee per la valorizzazione di alcuni dei siti culturali più importanti del Casertano che, accanto al grande attrattore della Reggia di Caserta, potrebbero ed anzi dovrebbero rappresentare il grande volano di sviluppo turistico ed economico dell’intero territorio: dall’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere al Museo Campano di Capua.

Nel salotto letterario dell’Arena Spartacus, coordinato dal project manager del Festival della Letteratura, Roberto Conte - riporta il comunicato stampa -, dopo l’intervento introduttivo di Marinella Giuliano, assessore alla Valorizzazione del patrimonio culturale del Comune di Santa Maria Capua Vetere e di Antonio Emanuele Piedimonte, direttore artistico del Festival della Letteratura, per discutere di sinergie progettuali per la valorizzazione “La grande bellezza del patrimonio culturale del Casertano” si confronteranno studiosi ed esperti del settore dell’economia delle imprese culturali e molti dei rappresentanti delle istituzioni culturali del territorio. Saranno presenti tra gli altri Luciana Berti della Fondazione Real Sito di Carditello, Alessio D’Auria, docente di Economia dei Beni culturali all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, Tiziana Di Monaco, cofondatore della Casa Editrice “Edizioni Spartaco”, Pasquale Iorio, curatore del volume “Terra di Lavoro. Ripartire con la cultura”, Raffaella Martino, già direttore del Mu.Ci.Ra.Ma - Museo Civico “Raffaele Marrocco” di Piedimonte Matese, Loredana Rizzi, responsabile di Slow Food Terre di Capua, Ludovico Solima, docente di Management delle Imprese culturali all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e la scrittrice Nadia Verdile, autrice del volume “La Reggia di Carditello. Fasti e feste, furti ed aste, angeli e redenzioni”.


La visita all’Anfiteatro e la Cena biologica con i menù tematici

Prima dell’incontro sarà possibile anche visitare l’Anfiteatro Campano e l’intero circuito archeologico dell’Antica Capua (ultimo ingresso entro le 17,50). Dopo la discussione il salotto letterario dell’Arena Spartacus tornerà ad essere la sala del primo ristorante biologico al mondo in un sito archeologico. E come di consueto occasione del Festival della Letteratura ci saranno menù speciali tematici dedicati alle figure storiche del Festival nel segno del mito, da Annibale a Spartaco.

Venerdì 26 maggio alle 18,30 con il presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali Giuliano Volpe l’appuntamento conclusivo della seconda edizione del Festival con “Patrimonio italiano”

Dopo i valori della storia ‘mitizzati’con il libro di Guido Trombetti “Annibale Spartaco e Garibaldi”, i valori della giustizia raccontati con “Toghe, banchieri e rotative” di Vincenzo Pezzella e i nuovi valori della Chiesa di Papa Francesco analizzati con “The American Pope” di Massimo Milone, la seconda edizione de “La Memoria degli Elefanti”, il Festival della Letteratura nel segno del mito ideato da “Arena Spartacus Amico Bio” con il patrocinio del Comune di Santa Maria Capua Vetere, si concluderà venerdì 26 maggio con i valori del patrimonio culturale italiano celebrati nel suo ultimo libro “Un patrimonio italiano” (Utet Editore) dal presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici, Giuliano Volpe. Un volume che racconta alcune delle esperienze più innovative in Italia di valorizzazione di un sito culturale. Tra queste proprio la gestione dei servizi aggiuntivi all’Anfiteatro Campano con la nascita di “Amico Bio - Arena Spartacus”, il primo ristorante biologico al mondo in un sito archeologico.

Marilena Cavallo: Pierfranco Bruni porta Luigi Pirandello a "vitanova". Partendo da “Mal giocondo”

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Marilena Cavallo
ROMA - Pirandello nel libro di Pierfranco Bruni: didattica del confronto nelle poetiche del Novecento. Anno pirandelliano. Appuntamento importante che ha posto all’attenzione delle riflessioni profonde tra il Novecento e Pirandello anche nei modelli didattici con i quali come scuola ci confrontiamo frequentemente. Un confronto strettamente letterario che ha posto alle attenzioni metodologiche modelli per una decifrazione contemporanea della letteratura.

Penso alla poesia di Pirandello. C’è un gusto romantico nella poesia di Luigi Pirandello che trova la sua griglia simbolica in alcuni poeti che sono stati caratterizzanti anche nel passaggio tra Ottocento e Novecento. 

Il saggio di Pierfranco Bruni “Luigi Pirandello. Il tragico e la follia” (nelle edizioni Nemapress, con uno splendido video curato da Anna Montella), è uno dei libri più discussi e presentati in questa nuova stagione pirandelliana (ha toccato il punto più alto nella presentazione a Casa Pirandello di Roma nelle settimane scorse con un prestigioso confronto) e pone al centro proprio la poesia di Pirandello partendo da “Mal giocondo”. Bruni recupera un suo testo del 1986 e lo inserisce in un contesto molto più ampio e articolato con una comparazione con altri poeti.  Poeti con i quali la cultura letteraria universale si è dovuta costantemente confrontare. 

Soprattutto la prima poesia di Pirandello ha come elemento di base il raccordo tra la tradizione provenzale e Dante. La presenza di Dante compare e scompare in tutto il viaggio poetico e la sintesi – metafora dello specchio, usata magistralmente da Maria Zambrano, è evidente anche nel Dante della “Commedia”. 

Dante è il poeta che si pone davanti allo specchio. Pirandello cerca nello specchio la sua teatralità e non è detto che il suo personaggio non nasca anche dal porre tra il personaggio e la recita la metafora di quel teatro nel quale lo specchio è il riflesso del legame tra pubblico e palcoscenico. 

Comunque, nella sua poesia, la sua prima scrittura letterario – poetica, Dante è presente soprattutto nei versi che compongono proprio Mal giocondo. Ma il Dante di cui si parla è il Dante del “Messere”, è il Dante del “cavalleresca”, e il Dante di “O messer Lodovico…”. Oppure di “Poi da lungi ver me si volse ancora…”. 

La ritmica ha un provenzale suono che ha derivazioni dalla scuola siciliana, di cui Pirandello era completamente impastato sia per formazione classico – rinascimentale sia per un ereditarismo geografico e culturale che ha le sue radici nel mondo arabo, come si è già detto in altre occasioni. 

Il mondo provenzale di Pirandello, al quale fa riferimento il saggio di Pierfranco Bruni, è quel mondo che entrerà successivamente, in parte, nella ricerca ungarettiana e nella dimensione lirica di Quasimodo. Infatti, il provenzale di Pirandello è un attraversamento dell’Umanesimo che si specchia in Poliziano e raggiunge addirittura il classicismo leopardiano. 

Il Pirandello del Mattia Pascal o del teatro è lo scrittore che si forma intorno alla classicità della tradizione superando, chiaramente, la interpretazione del naturalismo del linguaggio ottocentesco, ma anche della scrittura foscoliana, alfieriana e dello scavo illuminista. 

Siamo al tragico che osserva con Pirandello, mentre D’Annunzio è il tragico che contempla. 

Entrambi sono un vissuto ancestrale che trova nella poesia la vivificante risorsa di un linguaggio che è lingua e semantica, ma resta soprattutto allegoria e metafora in un gioco di incastro che giunge alla recita. 

La poesia di entrambi si fa recita. 

Si pensi a Non si sa come per Pirandello e alla Figlia di Jorio per d’Annunzio. Ma in quel “Mal giocondo” c’è la melodia che toccherà la malinconia sorridente con l’ascolto de “La pioggia nel pineto”. Il filtro è proprio il passaggio dal provenzale al sensualismo panico del Poliziano e la luna che si contempla o l’osservante luna (per toccare un elemento della metafora) è una suggestiva illuminazione che conduce chiaramente a Leopardi. 

Anche Pirandello farà i conti con l’immaginazione e l’immaginario leopardiano, come ebbero a confrontarsi Cardarelli, Ungaretti e Pavese. Bruni sottolinea l’importanza di queste comparazioni con una chiave di lettura completamente estetica.

La dimensione romantica nulla toglie, e tutto aggiunge, a quell’incontro misterioso che è fatto di decadentismo ed esistenzialismo. Il pansessualismo di Pirandello, nella poesia, è un richiamo alla terra, a quella terra che è madre sul piano di una letteratura che si registra nel realismo il quale, in questo caso, diventa chiave di lettura anche nel e del simbolismo. 

Il punto nevralgico, soprattutto oggi, sta nel leggere Pirandello oltre le formule critiche, ma anche se si volesse leggere il suo itinerario letterario con una impalcatura critica sarebbe necessario non escludere lo sguardo verso la realtà attraverso  uno sguardo ben più complesso, che è quello del simbolismo. 

Una rilettura, dunque, sulla base dello scavo interpretativo delle sue ultime opere nelle quali la terra madre è il personaggio del melanconico. Il melanconico e il simbolismo, nello specchio del realismo magico, sono il centro del suo poetico senso del vivere la sua liricità. 

Il libro di Pierfranco Bruni pone una questione squisitamente letteraria e poetica oltre che incastonare il pensiero sul legame tra letteratura e antropologia. Un incipit che porterebbe il Pirandello letto da Bruni a “vita nova”.  Infatti il Pirandello di Bruni è stato letto come didattica del confronto nelle poetiche del Novecento tra i personaggi e il destino della maschera.

Anteprima dell'album "Magic Galaxy", la cantante marocchina Meryem Aboulouafa all'Auditorium Parco della Musica

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Meryem Aboulouafa
ROMA - Meryem Aboulouafa: la cantante marocchina in concerto all'Auditorium Parco della Musica. Un ponte tra tradizione e modernità, tra cultura islamica ed europea: dopo la tournée appena conclusa in Indonesia e in Marocco, fa tappa a Roma la cantante e musicista marocchina Meryem Aboulouafa: sarà in concerto al Parco della Musica di Roma venerdì 28 aprile 2017 con l'anteprima dell'album "Magic Galaxy".

MERYEM ABOULOUFA voce FRANCESCO SANTALUCIA  piano percussioni elettronica ANDREA CANGIANIELLO  batteria, percussioni RUGGIERO BALZANO basso acustico, elettrico.

Dopo il successo del tour in Indonesia e Marocco, venerdì 28 aprile la cantante, musicista, autrice e performer marocchina Meryem Aboulouafa sarà in concerto, per la prima volta a Roma in esclusiva per l'Auditorium, al Teatro Studio "Gianni Borgna" dell'Auditorium Parco della Musica: un'anteprima assoluta del suo album "Magic Galaxy", inciso tra Roma e New York e prodotto insieme al pianista Francesco Santalucia, conosciuto in Italia. La cantante, con la sua musica e il suo percorso artistico e di vita, rappresenta un ponte tra cultura islamica ed europea, tra tradizione e modernità.

Con la sua chitarra acustica e la sua voce che non nasconde asprezze e flessioni, in questo disco Meryem registra le sue riflessioni ed il suo sguardo sul mondo: tra il conscio e l’immaginazione, le tredici canzoni narrano le esperienze di una giovane donna nei suoi viaggi tra Roma, Casablanca e Turchia e quelle nei viaggi infiniti dentro il proprio universo personale. Considerazioni, paure e anche delusioni attraverso brani scritti e interpretati in inglese, arabo e francese, tra cui la cover di "Feeling Good", celebre brano reso famoso da Nina Simone. Per questo concerto, sarà sul palco con Francesco Santalucia impegnato al piano, percussioni ed elettronica, con il batterista Andrea Cangianiello e cn Ruggiero Balzano al basso acustico ed elettrico.

La voce ipnotica di Meryem conduce in un viaggio pieno di sensibilità dalle sonorità soft e dalle liriche profonde, dove si percepisce il suo amore per la canzone autorale francese degli anni' 60 (George Brassens, Jacques Brel, Edith Piaf) ed per il pop/rock (Beatles, Scorpions, Pink Floyd…).

Dopo aver trascorso anni al Conservatorio di Parigi studiando violino, chitarra, armonica, danza classica e recitazione, Meryem fa ritorno nella sua acittà di origine, Casablanca, per la sua prima apparizione al Casablanca Festival 2009.

Meryem viene introdotta al folk e pop dal padre. Nel 2012, subito dopo aver terminato gli studi al ‘Conservatoire de Paris’ di Casablanca ed all’Istituto d’arte della stessa città, si dedica completamente alla musica. Nell’ambito del Nouzha Fannia, per un workshop del regista Harauld Sextus, scrive e compone "Smile", pezzo dedicato alla sua città. 

L’incontro con il cantante marocchino Oum le ispira altra musica. Compresa l’importanza delle collaborazioni artistiche, dà la sua voce a Pixylone, un progetto del 2010, collabora con il chitarrista e produttore Khalid Jalal, prende parte al progetto del produttore di musica Dobosmium basato sulla poesia marocchina. Nel 2013 partecipa al City SounDS Concerts, progetto realizzato a Marsiglia, ed al Pop Up Studio, progetto del British Council in Marocco che le permette di registrare un nuovo brano, pubblicato su cd e trasmesso dalle radio. Nello stesso anno si trasferisce per un mese in Turchia per collaborare alla colonna sonora del film di Leonardo Dalessandri "Watchtower of Turkey". Nel 2015 partecipa a diversi eventi: Art Embassy di Londra, Amsterdam music Festival ed alla quinta edizione di Casablanca-Bouskoura ed alla sesta edizione di Come to my town a Roma, un evento per celebrare la poesia andalusa dal nono al quattordicesimo secolo, progetto creato e diretto da Moulay Driss Alaoui.

Al Teatro Nuovo di Milano, Elvis Presley rivive sul palco fra canzoni immortali e leggenda

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MILANO - Da giovedì 4 maggio 2017 un'esclusiva per "Elvis the Musical"! l'Elvis Presley Museum allestisce una piccola mostra con una selezione di rari pezzi originali appartenuti al Re del Rock'n'Roll e da lui utilizzati. Quindici fra oggetti, abiti, memorabilia e strumenti esposti nel foyer del Teatro. Il 5 maggio debutta "ELVIS THE MUSICAL”, la biografia in musica dell'uomo e dell'artista raccontata da 18 performer e con la band dal vivo.

A 40 anni dalla sua scomparsa, in un'anteprima assoluta per l'Italia di 2 sole settimane al Teatro Nuovo di Milano, Elvis Presley rivive sul palco fra canzoni immortali e una storia leggendaria. 

Maurizio Colombi, già regista di "We Will Rock You " dei Queen, ritorna al rock musical con un'altra icona immortale, ELVIS.

A meno di due settimane dal debutto di "ELVIS The Musical", atteso in anteprima al Teatro Nuovo di Milano dal 5 al 14 maggio, arriva una conferma sensazionale - riporta il comunicato stampa -: l'Elvis Presley Museum ha deciso di allestire in esclusiva collegata allo spettacolo una speciale anticipazione della mostra ufficiale, con una selezione di 15 pezzi originali appartenuti al Re del Rock e da lui utilizzati: fra questi l'abito di scena indossato durante gli show a Las Vegas nel 1972 e '73, la chitarra "Hagström" suonata nello show televisivo "Comeback Special 1968", uno dei 5 singoli pubblicati dalla Sun Records "Mistery Train" del 1955, vari oggetti da collezione privata e di scena, l'ultima lettera manoscritta da Elvis il giorno prima della sua scomparsa, avvenuta il 16 agosto 1977.

La mostra è un'esclusiva per il pubblico di "Elvis The Musical" durante le 2 settimane in scena al Teatro Nuovo, ma sarà aperta gratuitamente a tutti nella sola giornata precedente il debutto, giovedì 4 maggio.

"ELVIS The Musical" è una biografia in musica della storia umana e professionale di Elvis Presley, ripercorsa attraverso le sue canzoni immortali a 40 anni dalla sua scomparsa. Sono 18 i performer in scena tra cantanti, attori, ballerini e musicisti oltre all'indispensabile band dal vivo. A breve sarà resa nota la composizione del cast scelto attraverso un'audizione che ha visto la partecipazione anche di qualche candidato internazionale per interpretare il ruolo del mito.

La produzione di "Elvis the Musical" è italiana, curata da Ilce e We4Show, mentre la regia è del pluripremiato Maurizio Colombi, che non solo ha all'attivo successi consolidati nel tempo come "Peter Pan" con musiche di Edoardo Bennato, e recenti come “Rapunzel” e “La Regina di ghiaccio” con Lorella Cuccarini, ma soprattutto ha firmato la regia di "We Will Rock You", il musical dei Queen dedicato a un'altra icona immortale della musica, ovvero Freddie Mercury, andato in scena in Italia con enorme successo dal 2009 al 2011. Colombi stesso ha trascorso un breve periodo a Graceland, dove si è voluto immergere completamente nella magia del mito di Elvis Presley prima di completare il concept dello show.

"ELVIS the Musical", attraverso le canzoni di "The King" e il racconto di vari personaggi che hanno vissuto intorno a lui, svela i retroscena di una vita consacrata alla musica e sacrificata allo show-business. In poco meno di due ore e attraversando un periodo storico di oltre quattro generazioni dagli anni 50 fino agli anni 70, i più significativi per la sua produzione artistica, vedremo quindi in scena intorno a lui tutte le persone più importanti e che sono state vicine ad Elvis durante la sua ascesa e poi caduta: la madre, il padre, i ragazzi della sua band, la moglie Priscilla, l'ultima compagna e il suo agente storico, Colonnello Tom Parker.

Canzoni come Jailhouse Rock, It's now or never (l'italianissima Oh Sole Mio), Suspicious Mind, My Way, That's all right mama, Always on my mind e le tante altre indimenticabili colonne sonore di un'epoca lunga 4 decenni e ancora viva e contemporanea accompagnano il pubblico dello spettacolo, che non potrà fare a meno di appassionarsi alla storia e ai suoi protagonisti, in una rock'n'roll ride verso la tragedia ma anche verso la consacrazione all’immortalità.

ELVIS The Musical ANTEPRIMA NAZIONALE dal 5 al 14 maggio 2017 - Milano, Teatro Nuovo Produzione: Ilce Italia Srl e We4Show Regia: Maurizio Colombi Regista collaboratore: Marco Vesica Scenografie: Alessandro Chiti Coreografie dirette da Rita Pivano Direttore musicale: Davide Magnabosco.

Al Teatro Civico 14 di Caserta, la terza edizione di Vivo. Incontro con la canzone d'autore

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CASERTA - Vivo. Incontro con la canzone d'autore. Al Teatro Civico 14 di Caserta, c/o Spazio X (Via Petrarca 25, Parco dei Pini - Caserta). Jennifer Blossom, Malevera, Vitrone, Marco Smorra (AsseMediano), Tullio Pizzorno. Sabato 29 aprile 2017, ore 21. Si terrà sabato 29 aprile a partire dalle ore 21, nella splendida cornice del Teatro Civico 14 presso Spazio X a Caserta, la terza edizione di VIVO - Incontro con la canzone d'autore, la rassegna organizzata e diretta da Gennaro Vitrone.

Una serata che sarà momento di scambio, incontro, confronto al centro del quale sarà posta la musica. Sul palco Jennifer Blossom, Malevera, Vitrone, Marco Smorra frontman della band AsseMediano, Tullio Pizzorno. Ad introdurre la kermesse sarà Agostino Jim Gas Santoro.

La rassegna, organizzata da Gennaro Vitrone, che ne ha curato la direzione artistica, ha l'intento di offrire uno spazio di condivisione a cantautori e autori di brani inediti, di aprire la strada a possibili collaborazioni tra artisti provenienti da progetti diversi, di favorire lo scambio e la promozione di progetti inediti. VIVO vuol dire movimento, vuol dire scambio e rinnovamento, da qui la scelta del nome della rassegna e la scelta di rivolgersi al Teatro Civico 14, da sempre attento alle proposte originali del territorio casertano e non solo. VIVO è un work in progress che mette al centro la musica e la canzone d'autore, ne fa punto nevralgico per un incontro sempre pronto ad arricchirsi di nuove proposte e possibilità.


Dopo il grande successo delle prime due edizioni, VIVO torna il 29 aprile al Teatro Civico 14 all'interno di Spazio X a Caserta con il terzo incontro, per rinnovare un appuntamento che si spera possa diventare punto di riferimento importante per i cantautori casertani e campani più in generale. 

Nel corso della serata si esibiranno cinque progetti cantautorali. Sul palco Vitrone che proporrà alla platea in una bellissima versione acustica i brani del suo album pubblicato a gennaio “Nel momento” (G Records) accompagnato da Dario Crocetta e Gianpiero Cunto; Jennifer Blossom, già leader del progetto alternative rock “The Over the Edge”, tantissime le collaborazioni e le sperimentazioni musicali, nel 2015 dà il via al suo progetto solista nel quale arde fortemente il desiderio di sperimentare ancora, per riscoprirsi, reinventarsi, navigando ancor più profondamente, tra dolci acque emotive, e forti tempeste armoniche. Sul palco anche la band casertana Malevera che nasce nella primavera del 2015 dalla penna di Angelo Giaquinto e la chitarra di Alessio Palmieri, con la partecipazione del chitarrista Ubaldo Tartaglione e della percussionista Rossella Scialla ed infine nel febbraio 2017 l'aggiunta di Bomba al basso. "Malevera" sono 5 giovani casertani, amici di infanzia, accomunati dalla passione per la musica. Il progetto si sviluppa attorno ai testi in lingua napoletana. 

Salirà poi sul palco Marco Smorra, frontman della band AsseMediano, un progetto musicale campano, nato nel settembre 2014. Musicisti, animati dalla passione per la musica e per la propria terra, provenienti da eterogenee estrazioni ed esperienze musicali, rintracciano nel progetto un’identità musicale ed un linguaggio comune, che si traduce in un percorso musicale dai suoni e dai ritmi mediterranei. A chiudere la rassegna sarà Tullio Pizzorno, attesissimo ospite, compositore e autore a tutto tondo, che nel suo percorso ha collaborato con numerosi artisti di primo piano, tra i quali spicca il nome di Mina, e che ha portato avanti una sua carriera da solista. Pizzorno è un artista fuori da ogni schema e difficilmente catalogabile nel panorama discografico italiano. Il genere musicale in cui si muove è a volte funky a volte jazz e soul o per meglio dire una “fusion” di questi sound, senza escludere atmosfere più mediterranee.

A presentare gli artisti e a donare un valore aggiunto alla serata, incontro con la canzone d'autore campana, sarà Agostino Jim Gas Santoro, nella veste quasi completamente inedita di anchorman, artista eclettico e originale che con la sua personalità dalla simpatia contagiosa intratterrà il pubblico. Il reportage della serata del portale Differentemente, già partner delle passate edizioni.


La clarinettista Valeria Serangeli, solista e didatta, alla V edizione del Camerota Festival

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Valeria Serangeli
CAMEROTA - L'Associazione Culturale-Musicale Zefiro presenta Camerota festival “Suoni dal Castello” V Edizione. Masterclass Clarinetto della maestra Valeria Serangeli. Esposizione accessori Pomarico. Per clarinetti e sassofoni. Camerota, giovedì 27 aprile - domenica 30 aprile 2017. La clarinettista Valeria Serangeli: solista e didatta.

Da giovedì 27 aprile la V edizione del Camerota Festival, promosso dall’Associazione Zefiro ospita la masterclass del I clarinetto del Teatro Carlo Felice di Genova Valeria Serangeli.

Preludio formativo per la V edizione del Camerota Festival, organizzato dall’Associazione Culturale-Musicale Zefiro, presieduta da Giuseppe Marotta e diretta dal compositore Leo Cammarano, che ha in serbo ben cinque grandi solisti e didatti per curare i giovani talenti musicali che parteciperanno agli stages tenuti dalla clarinettista Valeria Serangeli, seguita dal timpanista Antonio Catone, dal percussionista Edoardo Giachino, dal trombettista Andrea Tofanelli e dal pianista Alessandro Deljavan. Da giovedì 27 sino a domenica 30 aprile, sarà la clarinettista Valeria Serangeli a salire in cattedra, dividendosi tra prove e recite della Carmen al teatro Verdi di Salerno e gli allievi di Camerota, che ritrova dopo il successo della sua prima masterclass la scorsa estate.

Uno stage che vedrà in concomitanza con le prime due giornate un’esposizione di accessori, della Pomarico, per clarinetti e sassofoni. Primo clarinetto Primo clarinetto dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, compie gli studi musicali al Conservatorio “O. Respighi” di Latina e al Conservatorio “N.Paganini” di Genova. Si perfeziona all’Accademia Internazionale “L.Perosi” di Biella con Antony Pay e all’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, specializzandosi sul clarinetto piccolo in mib. E’ vincitrice di numerosi concorsi nazionali (L. Savina di Caserta, V. Di Lena di Segni, Concorso Nazionale di Colleferro) e borse di studio (Fondazione Bruno-Frey di Ochsenhausen, Germania).

Ha collaborato con molte grandi orchestre, sia in veste di Primo Clarinetto che come Clarinetto Piccolo: l’Orchestra del Teatro alla Scala, la Filarmonica della Scala, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, l’Orchestra Sinfonica dell’Emilia Romagna “A.Toscanini” e la “Filarmonica Toscanini” di Lorin Maazel, con cui ha partecipato alle tournée nelle più importanti sale da concerto di tutto il mondo. E’ personalmente e regolarmente invitata dal Maestro Daniel Oren a ricoprire il ruolo di Primo Clarinetto nell’Orchestra del Teatro Giuseppe Verdi di Salerno, formazione con cui è apparsa anche nel Concerto di Natale 2011 al Senato della Repubblica Italiana, trasmesso in Eurovisione dalla Rai; ancora su invito personale di Giovanni Allevi, é stata Primo Clarinetto della All Stars Orchestra nel concerto del 1 settembre 2009 all’Arena di Verona, edito in CD e DVD dalla Sony. Valeria Serangeli è endorcer per la Backun. Légère, Silverstein e, naturalmente, Pomarico. 

Immaginiamo che l’eccellente clarinettista proponga una riflessione in primo sui passi d’orchestra sia lirici che sinfonici di cui ha esperienza infinita - ancora nel comunicato stampa -. La recherche sul suono sarà, come d’abitudine, al centro di ogni incontro per provare ad avvicinare quella delicata dolcezza del suono immacolato della Serangeli la cui impressione è sempre quella di una straordinaria freschezza, perché tutto appare spontaneo anche se nessun dettaglio è in realtà lasciato al caso, punto di forza e riconoscibilità di un clarinettismo, a tal punto rifinito e sublimato, capace di destabilizzare l’uditore, con un fraseggio insinuante e sottile, lasciando una sensazione di inquietudine anche nei passaggi più rapidi.