Scavi archeologici realizzati nell’ambito della città di Modena e della sua provincia nel 2017



MODENA - Gli scavi archeologici nel Modenese nel 2017. Ne parlano gli archeologi della Soprintendenza Campagnari e Labate. Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi: la seduta di studio del 26 maggio dedicata alle ultime novità e ricerche in campo archeologico nel territorio modenese.

La seduta di studio del 26 maggio della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi prevede una comunicazione degli archeologi della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, Sara Campagnari e Donato Labate, dedicata alle ultime novità in campo archeologico del Modenese

Campagnari e Labate illustreranno gli scavi archeologici realizzati nell’ambito della città di Modena e della sua provincia nel corso del 2017, seguiti dalla Soprintendenza.  Tra questi segnaliamo, per il particolare interesse, la scoperta in località Corletto (frazione di Modena tra Marzaglia e Baggiovara) di un insediamento di età Neolitica che continua a restituire resti di strutture abitative, infrastrutture (tre pozzi) e tombe, portate alla luce in seguito ai controlli eseguiti dalla Soprintendenza in aree soggette ad attività estrattive.

Nelle cave di Corletto sono anche emerse alcune tombe alla cappuccina messe in relaziona alla presenza di un rustico di età tardo antica scoperto nelle vicinanze.

Gli scavi effettuati nel 2017 nella provincia di Modena derivano in massima parte dalle indagini archeologiche preliminari contemplate nella pianificazione comunale, come a Formigine, dove sono state messe in luce sia le strutture dell’ospitale costruito in prossimità della chiesa di Colombaro, sia altre strutture come una calcara, una strada e un piccolo cimitero. Alla procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico si deve inoltre l’importante scoperta di una mansio, una stazione di posta di epoca romana a Castelfranco Emilia, la quale, oltre ad integrare i pochi dati di scavo attualmente a disposizione sull’antico centro di Forum Gallorum, rappresenta un raro caso di studio di una struttura messa a disposizione del cursus publicus, ovvero il servizio di posta di epoca romana, riorganizzato dall’imperatore Augusto.

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