Archivi di Stato italiani: conservano 1.500 km di documenti, per un valore di 150 miliardi di euro



ROMA - Portale degli antenati e archivio dei carotaggi dei ghiacci, tra gli archivi più curiosi. Il 9 giugno si celebra la Giornata Internazionale degli Archivi che non sono solo locali vecchi e polverosi, ma anche importanti banche date online accessibili da chiunque o raccolte di ghiacci.

L’iniziativa è promossa dall’International Council on Archives (ICA) per porre l’attenzione dell’opinione pubblica, dei cittadini e delle istituzioni di tutto il mondo sugli archivi e sul lavoro degli archivisti e per ricordare l’istituzione dell’ICA il 9 giugno del 1948.

Pochi lo sanno, ma gli archivi hanno un inestimabile valore culturale, storico, civile e anche economico. Si stima infatti che i 101 Archivi di Stato italiani, che conservano da soli 1.500 km di documenti, raggiungano un valore di quasi 150 miliardi di euro.

A questi si devono aggiungere altri 2.300 km di documenti nei depositi delle amministrazioni statali, e quelli custoditi negli archivi di 8.000 comuni, 80.000 scuole, 25.000 strutture sanitarie, 20 regioni, decine di migliaia di enti, imprese, famiglie, persone.

Tra gli archivi più “curiosi” e più consultati - 150milioni di pagine viste all’anno -  c’è il Portale degli antenati attraverso il quale chiunque può andare a cercare la storia della propria famiglia.

La consultazione di questo archivio online può portare a sorprese inattese e anche destabilizzanti, come racconta Augusto Cherchi, vicepresidente dell’ANAI (Associazione Nazionale Archivistica Italiana), ricordando un caso in cui si è imbattuto un suo collega qualche anno fa.  

“Una semplice esplorazione tra gli atti di matrimonio dei suoi nonni e di nascita del loro primo figlio, confrontata con le informazioni riportate nella banca dati sull’immigrazione americana di Ellis Island, lo portò a scoprire la nascita di un trovatello (conteso tra due orfanotrofi), la rincorsa della nonna attraverso l’oceano per recuperare il padre di suo figlio, l’accidentato rientro in Europa con movimenti che si susseguono veloci tra nord e sud Italia con uno sconfinamento in Francia: tutte vicende rimosse di cui nelle memoria di famiglia non era rimasta traccia”.

Al di là del patrimonio custodito nei singoli stati – prosegue Cherchi – la giornata internazionale degli archivi è anche l'occasione per pensare agli archivi come un bene di tutta l'umanità e ce ne sono di davvero curiosi oltre che poco conosciuti come quello dei carotaggi dei ghiacci e dei fondali dei mari artici dell'Alfred Weneger Institute in Germania, che fornisce una straordinaria ricchezza di informazioni sul paleoclima ed è fondamentale per studiare i cambiamenti climatici che avvengono in tutto il mondo. Quasi nessuno ci pensa ma anche con gli archivi si può lottare contro il riscaldamento globale!”.

Per celebrare gli archivi di qualunque natura, “eternamente vivi” come li ha definiti Andrea Camilleri, nel 2016 è nato “Ispirati dagli archivi” un’iniziativa promossa da ANAI (Associazione Nazionale Archivistica Italiana), DGA (Direzione Generale Archivi) e ICAR (Istituto Centrale per gli Archivi) che ha lo scopo di accrescere la conoscenza della ricchezza del patrimonio archivistico del Paese e la consapevolezza attorno al lavoro degli archivisti.

L’edizione del 2016, si è conclusa con l’adesione di 320 archivi (di cui 36 dall’estero) e la realizzazione di 180 eventi in una sola settimana.

L’edizione del 2019 (3-9 giugno), presentata ieri a Roma e che vede come primi testimonial annunciati Camilleri e Lucarelli, mira a rendere protagonisti le comunità che frequentano gli archivi, utenti e studiosi (si stima che, nei soli Archivi di Stato ogni anno vengano consultati circa 1.000.000 di fascicoli), ma anche tutti coloro che non sono mai stati in archivio, attraverso il coinvolgimento in iniziative, incontri, eventi e attività sviluppate dentro e fuori le mura degli istituti su tutto il territorio nazionale e anche all’estero.

Ispirati dagli Archivi 2019 è promosso da:
Associazione Nazionale Archivistica Italiana - riunisce i professionisti che svolgono, in qualsiasi contesto, attività di tutela e valorizzazione del patrimonio documentario nazionale. Promuove, difende e sostiene il valore degli archivi come garanzia dei diritti dei cittadini di ieri di oggi e di domani, consapevole che essi contengano ‘tutte le storie’ e ‘tutti i punti di vista’.  Con specifici progetti di formazione ‘dissemina’ la cultura archivistica e gli obbiettivi tracciati dall’evoluzione digitale come sfida culturale ancor prima che tecnologica. Collabora con gli istituti archivistici italiani per rendere gli archivi, un patrimonio collettivo a disposizione di tutti.  La solida presenza su tutto il territorio nazionale, grazie alla sua organizzazione per sezioni regionali si somma alla partecipazione attiva al dibattito sulla disciplina archivistica in ambito internazionale. ANAI è membro stabile dell’ICA, International Council on Archives. Il 2019 ricorrerà il 70° anniversario della sua fondazione. Dal 1949 l’ANAI, con la sua presenza e la sua autorevolezza, ha saputo interpretare i cambiamenti che hanno accompagnato l’evoluzione della professione archivistica, comprendere i cambiamenti sociali, e istillare nella vita di donne e uomini reali il senso profondo del rispetto dei documenti. La volontà di garantire la tutela di diritti inestinguibili e la capacità di preservare la memoria delle comunità del presente nel futuro, da sempre hanno caratterizzato l’impegno istituzionale dell’ANAI e la tensione a confrontarsi con la dimensione internazionale.

Direzione generale archivi (DGA) - è l’ufficio centrale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che svolge le funzioni e i compiti relativi alla tutela e alla valorizzazione dei beni archivistici.

In particolar modo svolge compiti di direzione e controllo sulle attività condotte dalle sue strutture periferiche, ovvero gli oltre 101 Archivi di Stato e le 14 Soprintendenze archivistiche e bibliografiche e ha funzioni di indirizzo sull'Archivio centrale dello Stato. 

Elabora e coordina le metodologie archivistiche relative all'attività di ordinamento e di inventariazione; esercita il coordinamento dei sistemi informativi archivistici sul territorio nazionale; elabora regole tecniche in materia di formazione e conservazione di documenti digitali della pubblica amministrazione; promuove l'applicazione di metodologie e parametri anche attraverso iniziative di formazione e aggiornamento; cura la pubblicazione di collane specialistiche; intrattiene relazioni internazionali con istituzioni archivistiche estere e soprannazionali.

Infine - riporta ancora il comunicato stampa -, predispone programmi concernenti studi, ricerche e iniziative scientifiche ed elabora accordi di valorizzazione.

Istituto centrale per gli Archivi (ICAR) - è stato istituito nel 1998 con compiti di definizione degli standard per l'inventariazione e la formazione degli archivi, di ricerca e studio, di applicazione di nuove tecnologie. 

L’attività dell’Istituto, tuttavia, è concretamente iniziata nel 2008, quando un regolamento ne ha definito struttura, funzioni ed ambiti di attività: studio, ricerca ed elaborazione di metodologie in materia di ordinamento e inventariazione di archivi storici, gestione e conservazione degli archivi in formazione, applicazione di nuove tecnologie, anche in collaborazione con istituti, italiani e stranieri, interessati all’attività di ricerca nelle materie di competenza.

Nel 2011 è stato assegnato all’Istituto il coordinamento tecnico-scientifico del Sistema Archivistico Nazionale (SAN). A questo fine l’ICAR cura l'integrazione e condivisione delle risorse archivistiche informatizzate; la cooperazione tra istituti archivistici; l'elaborazione di direttive e di standard per l'acquisizione ed il trattamento delle immagini; l'interoperabilità tra sistemi informativi; la cooperazione con i network culturali nazionali ed internazionali; la sperimentazione e diffusione di nuove tecnologie. 

Dal 2011 una Redazione appositamente costituita, si occupa di svolgere attività di controllo, integrazione, normalizzazione e indicizzazione delle basi dati dei sistemi archivistici statali e cura l’implementazione dei contenuti redazionali del SAN e dei portali tematici a esso afferenti, compresa la metadatazione delle risorse digitali in essi rese disponibili.

Nel 2014 sono state trasferite all’Istituto anche le funzioni di coordinamento dei portali tematici realizzati all’interno del SAN e degli altri sistemi informativi archivistici di rilievo nazionale (Sistema Guida Generale degli Archivi di Stato, Sistema Informativo degli Archivi di Stato, Sistema Informativo Unificato delle Soprintendenze Archivistiche).

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