Gli indebiti benefici, oltre ad arrecare un rilevante danno nei confronti dello Stato, hanno concretamente violato la libera concorrenza e il libero mercato, avvantaggiando la società indebitamente beneficiaria, in danno alle imprese sane e rispettose delle regole. Al termine delle investigazioni è stato, quindi, offerto alla Procura della Repubblica di Trani un quadro probatorio di elementi idoneo a proporre ed ottenere dal Gip presso il Tribunale di Trani il sequestro preventivo dell’impianto fotovoltaico, e quello per equivalente, delle somme depositate sui conti correnti e depositi bancari e postali, delle quote societarie e altre disponibilità finanziarie, dei beni immobili e dei beni mobili registrati, per un ammontare complessivo di euro 3.098.213,96.
La Gdf, a conferma del ruolo di polizia economico – finanziaria nel settore strategico della spesa pubblica, opera ogni giorno per ripristinare le necessarie condizioni di legalità, al fine di garantire la libera concorrenza nel mercato, a contrasto delle condotte tenute da chi, accedendo indebitamente ai contributi erogati dallo Stato, oltre a sottrarre importanti risorse economiche, esercita di fatto una concorrenza sleale nei confronti delle imprese sane rispettose delle regole, pertanto danneggiate da tali comportamenti fraudolenti. L’Autorità giudiziaria ha rilasciato il nulla osta alla divulgazione agli organi di informazione.
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