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| Antonio Tajani, ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale |
ROMA - Accordo UE‑Mercosur 2026 approvato: libero scambio e tutela delle filiere italiane e delle Indicazioni geografiche. Gli ambasciatori dei Paesi dell’Unione europea, dopo oltre venticinque anni di negoziati, hanno dato, venerdì 9 gennaio 2026, il via libera politico – anche con il voto positivo dell’Italia – alla firma dell’Accordo UE-MERCOSUR. Il Mercosur è il Mercato comune del sud, istituito nel 1991, di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. L'adesione del Venezuela è stata sospesa nel 2017.
L’Italia ha sostenuto l’accordo dopo aver chiesto e ottenuto garanzie e clausole di salvaguardia rafforzate per proteggere alcune filiere sensibili del comparto agroalimentare. L’accordo UE-MERCOSUR è il più grande accordo di libero scambio mai negoziato dall’Unione europea che porterà alla creazione di un’area di libero scambio di circa 800 milioni di persone. Secondo il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani «l’accordo di libero scambio tra i Paesi dell’Ue con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay rappresenta una grande opportunità per tutte le imprese italiane. Un accordo destinato a far crescere le esportazioni, con l’obiettivo di raggiungere i 700mld di export». L’intesa prevede l’azzeramento o la forte riduzione dei dazi sui prodotti e servizi che rappresentano oltre il 90% dell’export Ue, compresi settori nei quali si concentrano forti interessi commerciali offensivi italiani, quali automotive, macchinari industriali, prodotti chimici e farmaceutici.
Divieto di imitazione di oltre 340 prodotti alimentari tradizionali dell’Ue
I principali punti dell’accordo riguardano: l'eliminazione degli elevati dazi del MERCOSUR, che consentirà agli esportatori dell’Ue di risparmiare oltre 4 miliardi di euro di dazi doganali l’anno; procedure doganali agevolate per le esportazioni europee; accesso preferenziale esclusivo ad alcune materie prime critiche e a determinati prodotti verdi; divieto di imitazione di oltre 340 prodotti alimentari tradizionali dell’Ue riconosciuti come indicazioni geografiche, di cui 57 italiane.
Si tratta del maggior numero di indicazioni geografiche mai protetto in un accordo dell’Ue; rispetto degli standard europei per i prodotti dei Paesi MERCOSUR importati nella Ue. L’accordo prevede la tutela delle seguenti 57 Indicazioni geografiche italiane: aceto balsamico di Modena, aceto balsamico tradizionale di Modena, aprutino pescarese, Asiago bresaola della Valtellina, cantuccini toscani / cantucci toscani, culatello di Zibello, fontina, gorgonzola, grana padano, mela Alto Adige; Südtiroler Apfel, mortadella Bologna, mozzarella di bufala campana, pancetta piacentina, parmigiano reggiano, pasta di Gragnano, pecorino romano, pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino, prosciutto di Parma, prosciutto di San Daniele, prosciutto toscano, provolone Valpadana, salamini italiani alla cacciatora, taleggio, toscano, zampone Modena, Asti, Barbaresco, barbera d’Alba, barbera d’Asti, Bardolino / Bardolino Superiore, Barolo, brachetto d’Acqui / Acqui, brunello di Montalcino, Campania, chianti, chianti classico, Conegliano – prosecco, Valdobbiadene – prosecco, dolcetto d’Alba, Emilia / dell’Emilia, Fiano di Avellino, Franciacorta, Greco di Tufo, lambrusco di Sorbara, lambrusco Grasparossa di Castelvetro, Marca Trevigiana, Marsala, Montepulciano d’Abruzo, Prosecco, Sicilia, Soave, Toscana / Toscano, Valpolicella, Veneto, Vernaccia di San Gimignano, vino nobile di Montepulciano, grappa.
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