Antitrust multa Morellato: 25 milioni per pratiche anticoncorrenziali

Roberto Rustichelli in giacca e cravatta con le braccia incrociate, in piedi davanti a una parete con una foto incorniciata e due bandiere, una italiana e una europea
Roberto Rustichelli, presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, posa con le bandiere italiana ed europea alle sue spalle

ROMA - L'Antitrust colpisce Morellato con una multa record di oltre 25 milioni di euro per pratiche anticoncorrenziali nella vendita di gioielli e orologi di fascia media. Secondo l'Agcm, la società ha imposto ai distributori limiti agli sconti online e vietato la vendita su marketplace, minacciando ritorsioni in caso di violazioni. Una strategia che, a giudizio dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha ridotto la concorrenza tra rivenditori e limitato la loro autonomia commerciale, aprendo scenari delicati per il mercato del lusso accessibile.

Distribuzione di gioielli e orologi di fascia media-accessibile


L'Antitrust sanziona per oltre 25 milioni di euro Morellato. La società ha attuato un’intesa verticale all’interno del proprio sistema di distribuzione selettiva attraverso una strategia di controllo degli sconti massimi applicabili dai gioiellieri autorizzati, impendendo loro anche di operare su piattaforme di intermediazione terze e marketplace. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha irrogato a Morellato Spa una sanzione di 25.895.043 euro per un’intesa restrittiva della concorrenza nella distribuzione di gioielli e orologi di fascia media-accessibile, attuata dal 20 luglio 2018 al 23 dicembre 2025. L’Agcm ha accertato che Morellato, tra i principali produttori italiani di orologi e gioielli di fascia media accessibile (ovvero non di lusso), ha imposto i prezzi di vendita fissando i livelli massimi di sconto che i distributori potevano applicare sui canali di vendita online, attraverso precise raccomandazioni ai rivenditori sulle percentuali da applicare.

La condotta di Morellato configura un’intesa verticale in violazione dell’articolo 101 del Tfue


L’istruttoria ha evidenziato che la condotta è stata attuata attraverso il continuo monitoraggio dei prezzi dei distributori, con sistemi di punizione nei confronti di coloro che non rispettano le sue istruzioni, successivi richiami e richieste di revoca degli sconti, fino al blocco automatico degli ordini e degli account Amazon, e anche con minacce di recesso dal contratto. Inoltre, nei contratti di distribuzione, Morellato ha previsto una clausola esplicita che vieta ai suoi distributori di operare su piattaforme online terze (come Amazon, eBay, ecc.). Anche il rispetto di questo divieto all’uso del marketplace è stato oggetto, da parte di Morellato, di monitoraggi, minacce e ritorsioni in caso di violazione, contrariamente al suo comportamento visto che la società opera sui marketplace. L’Autorità ha quindi ritenuto che la condotta di Morellato configuri un’intesa verticale in violazione dell’articolo 101 del Tfue perché dispone la fissazione dei prezzi di rivendita e limita l’attività online su marketplace, peraltro in modo discriminatorio e non proporzionale, riducendo la concorrenza tra i rivenditori autorizzati e limitando la loro autonomia nel definire le proprie politiche commerciali.

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