Gasolio irregolare a Roma: sequestri e denunce

Auto della Guardia di finanza parcheggiata su una terrazza panoramica a Roma con la Basilica di San Pietro visibile in lontananza
Auto della Guardia di finanza in pattuglia con vista su Roma e la cupola di Basilica di San Pietro sullo sfondo

ROMA - Un maxi controllo della Guardia di finanza scuote il settore carburanti nella Capitale, portando alla luce gravi irregolarità. Migliaia di litri di gasolio non conforme, potenzialmente pericoloso, sono stati sequestrati durante un'operazione mirata contro le frodi. I rischi per automobilisti e ambiente sono concreti e allarmanti. E non è tutto: nel mirino anche la trasparenza dei prezzi alla pompa. Ecco cosa è emerso.

Le attività hanno visto l'esecuzione di distinti e mirati filoni di intervento


La Guardia di finanza di Roma, nell'ambito del contrasto alle frodi nel settore dei carburanti, ha sequestrato 24.000 litri di prodotto non conforme e sanzionati due distributori. I finanzieri del comando provinciale di Roma hanno portato a termine un piano straordinario di controlli nel comparto della distribuzione stradale di carburanti per autotrazione nella Capitale, volto a contrastare le frodi fiscali, garantire la trasparenza dei prezzi e tutelare la sicurezza dei consumatori. Le attività hanno visto l'esecuzione di distinti e mirati filoni di intervento. Nel primo ambito, focalizzato sul contrasto alle frodi sulla qualità e sulla quantità dei prodotti energetici, le Fiamme gialle del 6° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma hanno operato in stretta sinergia con i funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Direzione territoriale Lazio e Abruzzo). I controlli hanno interessato sette distributori stradali e sono stati eseguiti avvalendosi del laboratorio chimico mobile di Roma dell'Agenzia, che ha consentito di verificare in tempo reale la qualità del carburante erogato.

Esporre i cittadini a possibili malfunzionamenti ai motori


Dalle analisi eseguite sui campioni di gasolio prelevati, è emerso che il punto di infiammabilità (flash point) del carburante risultava essere ben al di sotto del limite minimo di legge, stabilito in circa 55°C. Tale anomalia chimica determina gravi rischi di scoppio e incendio durante la movimentazione del prodotto, oltre a esporre i cittadini a possibili malfunzionamenti ai motori, cali di rendimento e danni ambientali. All'esito delle operazioni, i militari hanno sottoposto a sequestro quasi 24.000 litri di gasolio e posto i sigilli a quattro colonnine di erogazione. I legali rappresentanti delle società di gestione dei distributori sono stati deferiti alla competente Autorità giudiziaria per le ipotesi di reato di frode nell'esercizio del commercio (art. 515 C.P.) e sottrazione all'accertamento o al pagamento dell'accisa (D. Lgs. 504/95). Nel secondo filone operativo, i militari del 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma hanno intensificato i controlli nell’area del IX Municipio per garantire la corretta pubblicità dei prezzi dei carburanti.

Prevenire manovre speculative alla pompa


All'esito degli accertamenti, due impianti di distribuzione sono stati sanzionati in via amministrativa per la mancata comunicazione preventiva dei prezzi praticati al ministero delle Imprese e del Made in Italy, tramite l'apposita piattaforma informatica ministeriale. Tale obbligo di legge è finalizzato ad assicurare la massima trasparenza del mercato e a consentire ai consumatori un confronto chiaro e immediato delle tariffe. L’attività complessiva si inserisce nel più ampio dispositivo di vigilanza e prevenzione della Guardia di finanza a contrasto dell’illegalità economico-finanziaria nel settore dei carburanti. La finalità dei servizi non si esaurisce nella mera verifica formale degli obblighi burocratici, ma punta a prevenire manovre speculative alla pompa, a contrastare frodi sulla qualità e sulla reale quantità di prodotto erogato, e a salvaguardare il potere d'acquisto dei cittadini assicurando una leale concorrenza tra gli operatori onesti del settore. I procedimenti penali si trovano nella fase delle indagini preliminari, fino a eventuale sentenza definitiva, vige il principio di presunzione di innocenza nei confronti delle persone sottoposte a indagine.

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