Bullismo: 21 buone pratiche dalle scuole al MIM


Una fotografia di gruppo in un salone istituzionale: al centro il ministro Giuseppe Valditara, in abito blu e cravatta a pois, sorride circondato da numerosi studenti e studentesse di diverse età. I giovani indossano abiti casual ed eleganti; l'atmosfera è serena e formale. Sullo sfondo si scorgono arredi in legno, lampadari classici e altre persone che partecipano all'evento
Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, posa insieme con un gruppo di studenti durante l'evento "La scuola ferma i bulli. Esempi di buone pratiche educative". L'incontro, tenutosi presso la sala "Aldo Moro" del Ministero a Roma, è stato l'occasione per presentare le migliori strategie scolastiche nazionali per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo

ROMA - In occasione dell'evento "La scuola ferma i bulli", il ministero dell'Istruzione e del Merito ha riunito a Roma le migliori esperienze delle scuole italiane contro bullismo e cyberbullismo. Tra progetti innovativi, testimonianze degli studenti e interventi istituzionali, sono state presentate 21 buone pratiche selezionate da tutta Italia. Un confronto concreto su come educazione, empatia e responsabilità digitale possano diventare strumenti reali di cambiamento. Un appuntamento che mostra come la scuola possa essere il primo luogo in cui imparare a fermare la violenza e costruire rispetto.

Presentazione delle buone pratiche contro il bullismo al MIM

Presentate dal ministero dell'Istruzione e il Merito le buone pratiche delle scuole contro il bullismo. Giovedì 16 aprile 2026 il ministro Giuseppe Valditara è intervenuto all’evento “La scuola ferma i bulli. Esempi di buone pratiche educative”, che si è svolto presso la sala “Aldo Moro” del MIM. L’iniziativa è nata con l’intento di offrire uno spazio di confronto e di dialogo tra le scuole, valorizzando l’impegno quotidiano di dirigenti, docenti e studenti in azioni di contrasto al bullismo e al cyberbullismo. Durante la giornata sono state, infatti, proposte esperienze progettuali volte a tradurre in azioni concrete i principi di rispetto reciproco, collaborazione e responsabilità digitale, contribuendo in modo significativo alla crescita civile e sociale delle comunità scolastiche.

I protagonisti e i progetti delle scuole italiane

All’evento sono state presentate 21 buone pratiche di 21 scuole, una per ciascuna regione e provincia autonoma, individuate fra 450 progettualità pervenute al Ministero. Gli studenti, attraverso contributi audiovisivi, testimonianze e momenti di confronto, hanno presentato le proprie esperienze, incoraggiando altri studenti a condividere e a replicare la propria “buona pratica”. Erano presenti Patrizio Oliva, campione olimpico e mondiale di pugilato, impegnato a diffondere i valori dello sport, dell’impegno e della dedizione e la cultura del rispetto nella scuola e nella vita quotidiana, e Samuele Carrino, attore protagonista nel film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, dedicato alla drammatica storia di bullismo di Andrea Spezzacatena. Nel corso della giornata si è svolto anche un laboratorio dedicato alla cultura del rispetto e alla gentilezza che ha coinvolto due classi della Scuola primaria.

Le dichiarazioni del ministro Valditara e degli ospiti

«Le 21 buone pratiche provenienti dalle scuole che abbiamo conosciuto oggi dimostrano che gli studenti, insieme con i loro docenti, hanno già in sé la forza e le capacità di sconfiggere il bullismo e la violenza. Un messaggio emerso chiaramente quando ho incontrato il giovane studente che ha salvato la sua insegnante da un’atroce aggressione a Trescore Balneario. I progetti che abbiamo ascoltato si focalizzano su punti precisi che devono essere alla base dell’insegnamento dell’educazione all’empatia, che ho fortemente voluto: capacità di immedesimarsi nell’altro; combattere l’odio; non voltarsi dall’altra parte di fronte a violenze e inciviltà; seguire la cultura delle regole; ripristinare il senso del limite; difendere valori forti come amicizia, amore, rispetto; sradicare quella vigliaccheria che è alla base del bullismo e che l’anonimato consentito dal web ha rafforzato», ha dichiarato Valditara. «Lo sport è uno strumento altamente educativo e formativo, un deterrente per combattere il bullismo. La forza non va usata per colpire, ma per accogliere, per chiedere aiuto, per dire basta a ogni sopruso. Nel silenzio si coltiva il bullismo: chi si volta dall’altra parte diventa complice. Il bullo, che in realtà non è altro che un vigliacco, non riesce a gestire le proprie fragilità e le trasforma in violenza. Tutto questo si contrasta con l’educazione e la cultura», ha affermato Patrizio Oliva. «Di fronte a una persona in difficoltà o vittima di bullismo non bisogna mai tacere e voltarsi dall’altra parte. Le parole possono distruggere una vita, ma anche salvarla. Per questo è importante ascoltare, non restare in silenzio, denunciare e non aver paura di essere sé stessi. Questa è la vittoria più grande: essere capaci di generare cambiamento», ha concluso Samuele Carrino.

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