
Gli artisti della compagnia teatrale "Ali della Mente" applaudono sul palco insieme col filosofo Umberto Galimberti al termine di una rappresentazione
Umberto Galimberti a Caserta: lo "spaesamento" dell'uomo contemporaneo e la sfida della fraternità nel teatro civile.
CASERTA - A Caserta il pensiero di Umberto Galimberti incontra il teatro e i giovani in un evento che diventa esperienza civile e culturale. Al centro della serata, il tema dello "spaesamento" come chiave per leggere il presente e il futuro dell'uomo. Tra filosofia, performance e testimonianze istituzionali, prende forma una riflessione intensa sulla fraternità. Un incontro che trasforma il teatro in spazio di pensiero, comunità e consapevolezza collettiva.
Un percorso senza meta ma con un unico fine da raggiungere
Umberto Galimberti incontra la città di Caserta con gli artisti di ALI della Mente nel ciclo di appuntamenti di promozione culturale di Rosso Vanvitelliano. "Spaesamento": mai titolo più adatto per Caserta è il tema scelto da Galimberti per un grande evento dedicato ai giovani, alla città e al valore del teatro come strumento di crescita civile e morale. Giovedì 21 maggio 2026, alle ore 19,30, il Teatro Città di Pace della Parrocchia del Santissimo Nome di Maria, guidata da don Carmine Ventrone, ha ospitato “L’Etica del Viandante – Spaesamento”, l’innovativa formula di teatro-convegno promossa con Rosso Vanvitelliano nell’ambito del ciclo di incontri di promozione culturale di ALI della Mente. Con la regia e l’autorato artistico di Patrizio Ranieri Ciu, protagonista della serata è stata la parola: cantata, danzata e recitata dagli artisti di ALI della Mente e comunicata con grande forza intellettuale e morale da uno dei massimi filosofi italiani, il professore Umberto Galimberti, che partendo dal valore del teatro ha condotto il pubblico in un percorso senza meta ma con un unico fine da raggiungere: la fraternità.
Francesco aveva capito che la fraternità doveva estendersi a tutte le cose del mondo
«L’uomo si è evoluto nel tempo, come gli animali, ma a differenza di questi ultimi ha la possibilità di evolversi anche culturalmente. E in cosa consiste la evoluzione culturale? Nell'abbandonare la logica dello Stato che si regge sulla logica del nemico, quella che ha portato dalla pietra alla bomba atomica, per abbracciare la logica della fraternità», ha dichiarato Galimberti, esprimendosi a sostengo di una attenzione reale alla salvaguardia del pianeta. «O la facciamo questa rivoluzione sulla base della fraternità o quando io sento che nel 2035 o nel 2050 otterremo certi obiettivi, penso ma davvero ci credono che arriviamo a quelle date oppure non hanno idea di cosa sia la biosfera?». Il filosofo ha poi citato un esempio mirabile di realizzazione concreta di questa logica: «Noi italiani abbiamo avuto un pazzo, un santo, il suo nome è Francesco. Francesco viene lodato per la sua povertà ma quella non è una sua prerogativa esclusiva, mentre prerogativa tutta sua è il fatto che aveva capito che la fraternità doveva estendersi a tutte le cose del mondo: fratello sole, sorella luna, fratello vento, sorella acqua.
L'acquisizione di un libriglietto speciale
Noi viviamo ancora di questa concezione per cui tutti i diritti che l’uomo invoca sono dell’uomo e tutti i viventi da cui l'uomo dipende? Non hanno diritti? Capito come deve invece iniziare a girare tutta la musica?». Le attrici e gli attori di ALI della Mente, definiti da quel Papa che di Francesco porta il nome come "promotori di fraternità", hanno inteso contribuire alla evoluzione culturale, di cui così tanto necessitiamo, a partire dalla formula di ingresso: per la promozione dell'inserimento dei giovani nella società, riconoscendoli come risorsa fondamentale da valorizzare attraverso il pensiero critico, hanno coniato il libriglietto©, innovativa formula di accesso a teatro, che trasforma la partecipazione in un gesto collettivo e dilata il tempo culturale.
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Grazie a questo sistema è offerta alle dirigenti scolastiche e a ogni singolo docente l'acquisizione di un libriglietto speciale che consente, oltre ai professori, l’ingresso gratuito a quattro studenti interessati, creando una nuova formula di intesa educativa tra giovani e insegnanti a rappresentare la logica del "Teatro di tutti, con tutti e per tutti" della loro stagione.
La prefetta della provincia di Caserta, Lucia Volpe
«Ringrazio il professore, ascoltarlo per me è stata una emozione per quello che ha detto, emozione che ci porta a una riflessione profonda. Ecco che nella fretta quotidiana, soprattutto del lavoro che facciamo col questore e con le altre Forze di polizia e dell’ordine, non mi sono mai soffermata a riflettere su quello che abbiamo ascoltato stasera e devo dire che mi ha anche un po' turbata ma sono cose che noi dobbiamo tenere molto presenti. Grazie a questi giovani splendidi che io ammiro e quindi per me è sempre un piacere stare tra di voi», afferma la prefetta della provincia di Caserta, Lucia Volpe. «Noi siamo qui per quello che nutro per questi artisti e per Patrizio Ranieri Ciu, perché la vita di un questore non è sempre allegra, siamo abituati a una grande solitudine, che non è istituzionale, ma è umana perché il nostro mestiere ci sbatte in faccia le cose più amare della vita, ma con loro sto coltivando una utopia che è quella di coniugare arte e sicurezza.
Il teatro ha permesso all'umanità nei secoli precedenti scoperte illuminanti spinte da un perché
Se arte significa fare e sicurezza sine cura, senza preoccupazione, quindi la missione è poter fare e far fare senza paura», spiega il questore della provincia di Caserta, Andrea Grassi. «Il teatro, che ha permesso all'umanità nei secoli precedenti scoperte illuminanti spinte da un perché, induce alla consapevolezza della conoscenza dell'unica realtà temuta che per timore della quale si è giunti all'annientamento di quella emotiva intensità che è l'amore. Quell'amore profondo, intimo e assolutamente interiore, che solo in relazione agli altri concede a ogni essere umano la più assurda di tutte le esperienze prive di motivazione: la vita», aggiunge il drammaturgo Patrizio Ranieri Ciu.
I più furbi governano e i più deboli subiscono
«Io non so se questa cittadinanza si è resa conto che questi artisti non fanno solo teatro ma vogliono migliorare la cultura in senso lato, che non sono i libri, ma è il modo di pensare, di collaborare, di stare insieme di questi cittadini ispirati magari alla bellezza, perché voi avete perso tanta bellezza in questi anni, io ho fatto qui il militare nel 1966 e Caserta era molto più bella di come è adesso, e poi nella forma della convivenza, una convivenza che passa per l'onestà dei comportamenti e in mancanza di quella i più furbi governano e i più deboli subiscono, loro stanno facendo operazione politica dal basso, li volete aiutare o no, glielo volete dare il teatro comunale o quello lo dobbiamo tenere chiuso come un museo», conclude il filosofo Umberto Galimberti.
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