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| Le copertine di Matilde - Il libro ritrovato, romanzo scritto da Principia Bruna Rosco |
Matilde - Il libro ritrovato: il romanzo che intreccia Medioevo, cavalleria, memoria e spiritualità in un viaggio narrativo unico.
ROMA - Un Medioevo che non è solo storia, ma esperienza interiore fatta di memoria, arte e spiritualità. Matilde - Il libro ritrovato di Principia Bruna Rosco intreccia vicende, simboli e visioni in un racconto che supera il tempo. Tra l'Ordine della Croce Verde e l'epoca di Federico II, la narrazione diventa viaggio nell'animo umano. Un romanzo che invita a rallentare, ascoltare e riscoprire il senso profondo della parola e della cavalleria.
Autobiografia in retrospettiva e affresco poetico
Matilde - Il libro ritrovato. Per edizioni EtaBeta il romanzo tra memoria, arte e spiritualità di Principia Bruna Rosco. “Cavaliere è soltanto colui che porta nel sangue, nella mente, nel cuore
quell’anelito di lealtà, giustizia, generosità e altruismo, per cui la Cavalleria – come etica di chi vuol farsi nobile d’animo – esisterà finché vi saranno uomini consci della loro ragion d’essere.”. Principia Bruna Rosco e l'arte di raccontare la storia tra pennello, parola e memoria. C'è chi attraversa la storia studiandola, chi la dipinge, chi la racconta. E poi c'è chi, come Rosco, riesce a fare tutto questo insieme, trasformando la propria vita in un ponte tra epoche, linguaggi e passioni. Pittrice di talento, giornalista con esperienza nelle Forze armate e autrice prolifica di sette libri, Rosco si prepara a presentare la sua ultima opera: un libro che è, al tempo stesso, autobiografia in retrospettiva e affresco poetico di un Medioevo vissuto dall’interno. Il cuore del libro è la storia dell’Ordine della Croce Verde, ambientata al tempo di Federico II.
Il libro di Rosco invita il lettore ad ascoltare "con il cuore"
Attraverso una narrazione che alterna canto e parola, Rosco conduce tra le terre di Lavello, tra guerre interiori ed esteriori, amori silenziosi e scelte di pace. La sua voce si fa eco dei cantastorie del primo Novecento, restituendo al pubblico la forza evocativa della tradizione orale e la profondità della memoria personale. Non è solo una ricostruzione storica: è un viaggio emotivo, dove la protagonista intreccia la propria sensibilità artistica e la sua esperienza di vita con le vicende di personaggi come Riccardo, Matilde, Rosalinda e Andrea. Quest'ultimo, "nato figlia, vissuto figlio", incarna la trasformazione e la resilienza, temi cari all'autrice e alla sua visione della storia come racconto vivo e universale. Rosco non si limita a narrare: dipinge con le parole, trasforma il dolore in scelta di cura, la memoria in gesto di pace. Il libro di Rosco invita il lettore ad ascoltare "con il cuore", a riconoscere la forza della parola detta piano, a custodire la storia come parte di sé. In un'epoca frenetica, la sua opera è un invito a rallentare, a riscoprire il valore del silenzio, della tradizione e della memoria condivisa. Un libro che non è solo suo, ma di chiunque scelga di accoglierlo e di lasciarsi attraversare dalla sua voce.
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