Il presidente della Corte dei conti, Guido Carlino, ritratto nel suo ufficio istituzionale seduto alla scrivania presidenziale
ROMA - La Corte dei conti ha approvato la relazione sulla gestione 2024 di Eni, fotografando un anno segnato dalla debolezza dei mercati energetici e dalle tensioni internazionali. Pur mantenendo una solida presenza globale, il gruppo registra un forte calo dell'utile netto, ricavi in diminuzione e un aumento dell'indebitamento. La relazione evidenzia anche il ruolo crescente di Enilive e Plenitude nel percorso di trasformazione del colosso energetico italiano. Un quadro che offre indicazioni rilevanti sulle prospettive del settore e sulla sicurezza energetica nazionale.
A fine 2024 il gruppo Eni Spa è presente in 64 Paesi con 32.492 dipendenti
La Sezione controllo enti della Corte dei conti ha approvato, con Delibera n. 83/2026, la relazione sulla gestione 2024 di Eni Spa, azienda globale dell'energia che svolge attività di esplorazione, estrazione, produzione, distribuzione e commercializzazione di prodotti energetici, impegnata anche nello sviluppo di processi di economia circolare. A fine 2024 il gruppo Eni Spa è presente in 64 Paesi con 32.492 dipendenti, di cui 31.669 in società integralmente consolidate (21.688 in Italia, pari al 68%, e 9.981 all’estero, pari al 32%). Alla stessa data la Società controlla, come capogruppo, 479 società (115 in Italia e 364 all’estero), detenendo partecipazioni in ulteriori 153 società controllate congiuntamente (joint venture e joint operation), di cui 32 in Italia e 121 all'estero, nonché 23 partecipazioni rilevanti (4 in Italia e 19 all'estero). I risultati 2024 si collocano in un contesto caratterizzato da volatilità e debolezza delle quotazioni delle principali materie prime: il Brent si attesta, in media, a 81 dollari/barile (83 dollari/barile nel 2023) in uno scenario di sostanziale equilibrio tra domanda e offerta.
Il patrimonio netto di Eni pari a 50.735 milioni è in calo (-0,56%)
Il mercato globale del gas risente della fase di rallentamento economico e di un surplus di offerta; la stagione invernale 2024-2025 mostra segnali di tensione sull'approvvigionamento. Nell'esercizio in esame, le quotazioni del gas naturale, presso gli hub europei, registrano un valore medio di circa 35 €/MWh, in diminuzione del 15% rispetto al 2023. Il patrimonio netto di Eni, pari a 50.735 milioni, è in calo (-0,56%) sui 51.019 milioni del 2023. Il gruppo Eni evidenzia un utile netto di 2.764 milioni, in forte riduzione (-43,13%) rispetto al precedente esercizio (4.860 milioni). L'utile operativo adjusted (rettificato), pari a 10.348 milioni, presenta, inoltre, una diminuzione di 3.457 milioni. I ricavi della gestione caratteristica 2024 (88.797 milioni) sono in decremento del 5,25% sul 2023 (93.717 milioni), mentre l'utile netto adjusted, di competenza degli azionisti Eni (2.624 milioni), si riduce di 2.147 milioni rispetto al 2023.
Enilive e Plenitude hanno la rappresentazione su base pro-forma adjusted
Nel 2024, il flusso di cassa netto da attività operativa (13.092 milioni) è in calo (-2.027 milioni) e include 1.946 milioni di dividendi incassati dalle partecipate. L'indebitamento finanziario netto, a fine esercizio, è pari a 18.628 milioni (+2.393 milioni). I debiti finanziari e obbligazionari ammontano a 30.390 milioni, di cui 8.820 a breve termine (comprensivi delle quote dei debiti finanziari a lungo termine, in scadenza entro 12 mesi, pari a 4.582 milioni di euro) e 21.570 milioni a lungo termine. Il patrimonio netto consolidato (55.648 milioni) segna una crescita (+3,74%) sul precedente esercizio (53.644 milioni). Di rilievo due società, Enilive e Plenitude, che hanno ormai acquisito significative quote di mercato e per le quali viene ora offerta la rappresentazione su base pro-forma adjusted, indice di una loro maturità economico-patrimoniale. I risultati finanziari 2024 risentono del difficile governo dei prezzi e delle incertezze internazionali, con conseguente esigenza di salvaguardare le riserve energetiche nazionali.
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