Elisa Benedetto debutta con "Avevo un piano, la vita no": la storia di Beatrice tra lavoro, maternità e rinascita


Elisa Benedetto con capelli biondi e occhiali neri sorride mentre mostra il libro con copertina rosa. Il libro è intitolato “Avevo un piano. La vita no. Una matita, una rosa”. La scena è ambientata in un interno luminoso
Elisa Benedetto sorridente mostra alla fotocamera il libro che tiene tra le mani

TORINO - Con "Avevo un piano, la vita no. Una mamma in corriera", Elisa Benedetto debutta nella narrativa con una commedia brillante che racconta la fragilità e la forza della vita quotidiana. Al centro della storia c'è Beatrice, una donna ironica e imperfetta travolta da lavoro, maternità e imprevisti che ribaltano ogni certezza. Tra carriera, famiglia e un licenziamento improvviso, il romanzo mette in scena la difficoltà di restare in equilibrio in un mondo che cambia rapidamente. Una narrazione leggera ma profonda che trasforma la crisi in occasione di ripartenza. Un racconto di resilienza femminile che parla al presente con autenticità e ironia.

Il talento innato di trasformare ogni momento perfetto in una catastrofe spettacolare


In libreria "Una mamma in corriera" di Elisa Benedetto: una commedia brillante e sincera sulla resilienza femminile, sull'equilibrio impossibile tra lavoro e famiglia e sull'arte di reinventarsi senza mai perdere leggerezza. Dopo anni nel marketing e nella comunicazione, Elisa Benedetto debutta come autrice con "Avevo un piano, la vita no. Una mamma in corriera", per Edizioni Clandestine, Collana Narrazioni Clandestine. Beatrice è ironica, disastrosa e irresistibilmente umana. Cresciuta in una famiglia "da copertina", ha sempre avuto il talento innato di trasformare ogni momento perfetto in una catastrofe spettacolare. Da centralinista pasticciona a commerciale in carriera, tra voli prenotati nel giorno sbagliato e caffè rovesciati, Bea affronta il mondo con il sorriso e la convinzione che prima o poi tutto si sistemi - o almeno, che se ne possa ridere. Dopo un salto imprevisto in una multinazionale e una parentesi londinese con Andrea - collega, complice e poi marito - la sua vita sembra finalmente aver trovato un equilibrio.

'Avevo un piano, la vita no' non è nato da un progetto studiato a tavolino


Il ritorno in Italia, il matrimonio, la nascita di Camilla portano felicità e rivoluzione, finché il lavoro non si trasforma in un campo minato: un capo glaciale, colleghi silenziosi, un clima che da competitivo diventa ostile. Beatrice si ritrova al centro di un lento ma inesorabile mobbing, fino al licenziamento che le toglie il terreno sotto ai piedi. Ma Bea non è il tipo da restare ferma alla fermata sbagliata. Riparte da sé: tra colloqui surreali, imprevisti domestici, un marito che la sostiene e una piccola rete di vicini che diventano famiglia, ritrova la sua bussola più preziosa - l'ironia. «'Avevo un piano, la vita no' non è nato da un progetto studiato a tavolino - ha dichiarato l'autrice -. Per anni questa storia mi è rimasta in testa senza essere davvero cercata, tornando ogni tanto a bussare. Poi, a un certo punto, è uscita e basta. È un'autobiografia estremizzata e romanzata all'eccesso, ma tutto quello che succede a Beatrice nasce da qualcosa che ho vissuto davvero.

Voce autentica, contemporanea e profondamente vicina alla realtà di molte donne


Credo che sia successo perché anch'io, come lei, sono una pianificatrice seriale che la vita si è divertita parecchio a smentire. Volevo raccontare una donna vera: imperfetta, ironica, a volte un po' casinista, che prova a tenere insieme tutto senza perdere sé stessa. E volevo farlo con leggerezza, perché credo che l'ironia sia uno dei modi migliori per sopravvivere alle cose difficili». «Come casa editrice, abbiamo scelto di pubblicare 'Avevo un piano, la vita no' di Elisa Benedetto perché abbiamo riconosciuto in questa storia una voce autentica, contemporanea e profondamente vicina alla realtà di molte donne e famiglie di oggi - ha commentato l'editore -. Il romanzo affronta temi universali: il lavoro, la maternità, l'identità personale, il cambiamento improvviso e la necessità di reinventarsi, con uno sguardo originale che unisce ironia, leggerezza ed emozione. Beatrice è una protagonista imperfetta, brillante e vera: una donna che sbaglia, cade, si rialza e continua a cercare il proprio posto nel mondo senza perdere la capacità di sorridere anche nei momenti più difficili.

Alle lettrici e ai lettori una storia in cui riconoscersi, emozionarsi e ritrovare speranza


Ci ha colpito la capacità di Elisa Benedetto di raccontare con ritmo e sensibilità il fragile equilibrio tra ambizione professionale e vita privata, trasformando esperienze comuni in una narrazione fresca, divertente e profondamente umana. La sua scrittura riesce a parlare con sincerità di precarietà, aspettative sociali e resilienza femminile, senza mai rinunciare alla leggerezza e all'ironia che rendono il romanzo così coinvolgente. Abbiamo creduto in questo libro perché offre alle lettrici e ai lettori una storia in cui riconoscersi, emozionarsi e ritrovare speranza. 'Avevo un piano, la vita no' ci ricorda che spesso i percorsi più inaspettati sono quelli che ci portano davvero verso una nuova versione di noi stessi».

Elisa Benedetto è torinese di nascita e viaggiatrice per vocazione


Questo libro non rappresenta infatti un lieto fine, ma un nuovo inizio: quello di una donna che trova la forza di ripartire, ogni volta, con una tazza di caffè in mano e la certezza che, in fondo, si può sempre ricominciare. Autrice: Elisa Benedetto. Titolo: Avevo un piano, la vita no. Una mamma in corriera. Edizioni Clandestine Collana: Narrazioni Clandestine. Anno edizione: 2026. Pagine: 179, brossura. Elisa Benedetto è torinese di nascita e viaggiatrice per vocazione: prima di fermarsi (forse) nell'hinterland milanese ha vissuto tra Parigi, Ravenna e Dublino. Dopo anni nel marketing e nella comunicazione, debutta come autrice con Avevo un piano, la vita no. Una mamma in corriera.
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