Torino, testa di coccodrillo nei bagagli: passeggero denunciato all'aeroporto


Guardia di finanza, comando provinciale di Torino
Guardia di finanza, comando provinciale di Torino

TORINO - Controlli rafforzati all'aeroporto di Torino nell'ambito delle attività di contrasto al commercio illegale di specie protette dalla Convenzione Cites. I finanzieri della Guardia di finanza, insieme con i funzionari dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, hanno scoperto nei bagagli di un passeggero proveniente da Miami la testa essiccata di un coccodrillo. Il reperto, avvolto in carta da pacchi, è stato sequestrato. Il passeggero è stato denunciato a piede libero per importazione di un esemplare protetto senza la necessaria documentazione.

Passeggero italiano proveniente da Miami (Stati Uniti d'America) via Istanbul (Turchia)


Nell'ambito delle attività di vigilanza e contrasto riguardanti il commercio di specie protette e in via di estinzione, rientranti nell'alveo della Convenzione di Washington (Cites), i finanzieri del comando provinciale della Guardia di finanza di Torino, in collaborazione con i funzionari dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, hanno intensificato i controlli durante il periodo estivo, atteso il maggior flusso di passeggeri provenienti da località c.d. "esotiche". Il piano d'azione congiunto, indirizzato, in particolare, sui voli ritenuti a maggiore rischio, ha consentito di intercettare un passeggero italiano proveniente da Miami (Stati Uniti d'America) via Istanbul (Turchia). L'accurata ispezione dei bagagli al seguito del soggetto ha permesso di rinvenire la testa di un coccodrillo, appartenente alla specie "Crocodylia spp", inserita tra quelle in via di estinzione e tutelata dalla Convenzione di Washington. In particolare, la testa del rettile era stata essiccata ed avvolta all’interno di comune carta da pacchi, così da riuscire ad eludere i controlli nel Paese di partenza.

Gli specimen tutelati dalla Convenzione Cites


Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e il passeggero denunciato a piede libero per aver importato un esemplare appartenente ad una specie protetta, senza il previsto certificato o licenza, omettendo di osservare le prescrizioni previste dalla Legge 7 febbraio 1992 n. 150 e finalizzate a preservarne l'incolumità. La condotta contestata è punita con l'ammenda da 20.000 euro a 200.000 euro o con l'arresto da sei mesi ad un anno. L'attività di sequestro esperita testimonia il costante impegno della Guardia di finanza e dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli all'interno degli spazi doganali in materia di commercio internazionale degli specimen tutelati dalla Convenzione Cites, nel rispetto delle prescrizioni di cui alla Legge in argomento. Il risultato conseguito conferma la sinergia interistituzionale sancita con il Protocollo d'Intesa stipulato tra la Guardia di finanza e l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, che mira a rafforzare la cooperazione operativa negli spazi aeroportuali. In attesa di giudizio definitivo, per l'indagato trova applicazione il principio della presunzione di innocenza.
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