Antitrust indaga sulla GDO: prezzi e filiera agroalimentare

Roberto Rustichelli, presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
Roberto Rustichelli, presidente dell'Antitrust

ROMA - L’Antitrust avvia un’indagine sulla Gdo per prezzi alimentari, potere contrattuale e filiera agroalimentare. Contributi entro 31 gennaio 2026. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato una indagine su Grande distribuzione organizzata (Gdo) e filiera agroalimentare. L’attività dell’Agcm si concentrerà in particolare sul ruolo svolto dalle catene distributive nella ripartizione del valore aggiunto lungo la filiera agroalimentare e nella formazione dei prezzi finali. I soggetti interessati possono inviare contributi od osservazioni entro il 31 gennaio 2026.

L’Autorità ha avviato un’indagine conoscitiva sul ruolo svolto dalla Grande distribuzione organizzata nell’ambito della filiera agroalimentare, anche prendendo spunto dalla netta divaricazione, che si è determinata negli ultimi anni, tra l’inflazione generale e l’inflazione dei generi alimentari. In particolare, sulla base dei dati Istat, tra ottobre 2021 e ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari hanno fatto registrare un incremento del 24,9%, superiore di quasi 8 punti percentuali rispetto a quello registrato nello stesso periodo dall’indice generale dei prezzi al consumo (pari al 17,3%). A fronte di questi aumenti dei prezzi al consumo, i produttori agricoli lamentano spesso una compressione o, quanto meno, una crescita inadeguata dei propri margini, che potrebbe essere in parte riconducibile al forte squilibrio di potere contrattuale degli agricoltori rispetto alle grandi catene della grande distribuzione organizzata.

Le modalità di esercizio del potere di acquisto da parte delle catene della Gdo

Nell’ambito della filiera agro-alimentare, l’anello della catena rappresentato dalla fase di scambio tra i distributori finali e i fornitori rappresenta uno snodo cruciale, sia per la determinazione del livello di remunerazione dei fornitori - e, di conseguenza, della redditività delle attività produttive a monte - sia per la definizione dell’andamento dei prezzi al consumo.

In tale contesto, l’indagine dell'Antitrust intende approfondire, tra l’altro, le modalità di esercizio del potere di acquisto da parte delle catene della Gdo, anche attraverso diverse forme di aggregazione non societaria (cooperative, centrali e supercentrali); la richiesta ai fornitori, da parte delle catene distributive, di corrispettivi per l’acquisto dei servizi di vendita (come l’inserimento in assortimento, le modalità di collocamento dei prodotti a scaffale, le promozioni, il lancio di nuovi prodotti, ovvero il cosiddetto trade spending); il crescente rilievo dell’incidenza dei prodotti a marchio del distributore (le cosiddette Private Label).

I soggetti interessati possono presentare contributi entro il 31 gennaio 2026

I temi legati all’esercizio del potere di acquisto da parte delle catene distributive hanno un rilievo concorrenziale anche perché la gestione degli acquisti e della vendita dei servizi ai fornitori, come pure quella dell’approvvigionamento e del posizionamento dei prodotti Private Label, rappresentano un’importante leva strategica di competizione a valle tra gli operatori della Gdo e incidono direttamente sulle dinamiche di formazione dei prezzi finali. L’Autorità ha avviato una consultazione pubblica sulle tematiche specificate in dettaglio nel provvedimento d’avvio dell’indagine: i soggetti interessati possono presentare contributi entro il 31 gennaio 2026 all’indirizzo e-mail IC58@agcm.it.

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