Il Lotto nel piatto di Mancinone arriva a Macchiagodena

Copertina del libro Il lotto nel piatto di Giovanni Mancinone
La copertina del libro di Giovanni Mancinone, Il lotto nel piatto

MACCHIAGODENA - Presentazione a Macchiagodena de Il Lotto nel piatto di Giovanni Mancinone: ricette, Smorfia, dieta mediterranea, cibo e salute. Il Lotto nel piatto, il libro di Giovanni Mancinone, che accoppia le ricette della tradizione a novanta numeri della Smorfia, arriva a Macchiagodena il 30 gennaio 2026, alle ore 18; la presentazione si tiene nella Biblioteca Comunale del paesino isernino. Il lotto nel piatto, porta la firma di Mancinone ed è pubblicato da Volturnia Edizioni. Il lavoro del giornalista e scrittore accoppia 90 ricette della tradizione ai 90 numeri della Smorfia. L’iniziativa culturale è promossa dall’Amministrazione comunale macchiagodenese, dalla Pro Loco e dai Borghi della lettura. A Macchiagodena si parla di “Cibo, emozioni e salute”. Oltre all’autore, saranno presenti la psicologa e psicoterapeuta Floriana Di Pietro e il dottore Giovanni Di Nucci, medico e accademico della cucina italiana.

Carla Ann Di Nunzio, artista italo-canadese, ha realizzato le opere dedicate alla cucina


L’incontro si apre con i saluti istituzionali del vicesindaco e assessore alla Cultura al Comune di Macchiagodena, Corrado Del Buono; dialoga con l’autore e gli ospiti il giornalista e direttore di CinqueW News, Giuseppe Rapuano. L’opera di Mancinone non è solo zeppa di buoni consigli, ma è anche uno strumento di riflessione sul nostro rapporto non sempre corretto con il cibo. Il libro, che dopo un mese è alla seconda ristampa, contiene i contributi di: Dino Campolieti, imprenditore agricolo che parla del valore nutritivo del più nobile dei grassi e, cioè, dell’olio; Carla Ann Di Nunzio, artista italo-canadese che ha realizzato la copertina e le altre opere dedicate alla cucina contenute in questo volume; Fabrizio Martinelli, chimico professionista, che aiuta a comprendere l’importanza delle etichette che si trovano sui prodotti nei piccoli negozi e nei grandi supermercati; Alessandra Mazzeo, biologa e docente UniMol, che in modo scientifico, anche alla luce delle varie pandemie che si diffondono nel mondo, parla di uomini, animali, ambiente e contaminazioni; Maria Concetta Raimondo, enologa di una importante cantina molisana; Elvira Naselli, giornalista de la Repubblica, che nella prefazione si sofferma sull’importanza della dieta mediterranea diventata patrimonio dell’Unesco; Mario Porrone, storico panificatore di Agnone che invita ad amare il pane vero re della tavola; Rebecca Silvestri, nutrizionista, professionista molto attenta alla salute delle persone; Claudio Valenti, architetto palermitano, artista poliedrico, che ha realizzato le novanta vignette contenute nelle pagine del lavoro di Mancinone.

La dieta mediterranea è tanto, non solo prodotti meravigliosi


«Sono già passati molti anni da quando, nel 2010, l’Unesco ha riconosciuto la dieta mediterranea patrimonio orale e immateriale mondiale dell’umanità.
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Un bene da proteggere, fatto di tanti prodotti selezionati per essere i migliori nei nostri territori, e poi a poco a poco quasi estinti perché la produttività ha cominciato a imperare sovrana. Ma non sempre una lenticchia più grande e redditizia, o una varietà di grano più veloce e resistente magari agli attacchi degli insetti, può competere in gusto e ricordi con la microscopica lenticchietta di Ustica o Linosa o con il grano di Tumminia - dalla prefazione di Elvira Naselli -. La riscoperta di prodotti alimentari di territori vari e ricchi, come quelli del nostro Paese, e la diffusione attraverso i media ha certamente contribuito  una maggiore consapevolezza nei confronti di quello che mangiamo, e di come i nostri alimenti vengono prodotti. E poi c’è l’etica della produzione, il rispetto per i contadini, il giusto compenso per il lavoro e per i prodotti di qualità. La dieta mediterranea è tanto, non solo prodotti meravigliosi, frutta e verdura di stagione e di territorio, preziosi legumi, olio extravergine, formaggi, pesce e un po’ di carne, ma etica del lavoro. Coltivare limoni sui terrazzamenti di Sorrento non è come applicare l’agricoltura intensiva in
pianura, con piante tagliate in modo tale che tutto sia fatto da macchine».

Molise criminale e Mostri di Giovanni Mancinone


Giovanni Mancinone (Castelmauro 1951), giornalista. Ha pubblicato Molise criminale (Rubbettino) che ha ottenuto numerosi riconoscimenti e tra questi il Premio Piersanti Mattarella (Sezione inchiesta), il Premio Città di Polesella (giuria presieduta da Massimo Carlotto) e il Premio OMCOM (Fondazione Caponnetto). Ha pubblicato Mostri. Quando non c’è più l’amore. Dieci storie di violenze, omicidi e tradimenti (Rubbettino); prefazione di Oria Gargano. Prima di entrare in Rai, dove ha ricoperto il ruolo di vicecaporedattore nella redazione della Tgr del Molise, firmando centinaia di servizi per il Tg1, il Tg2, il Tg3, Rainews24, Gr1 e Gr2, ha scritto per «l’Unità», «Paese Sera», «Rassegna Sindacale» e «Il Tempo». Nella sua carriera professionale si è occupato di numerosi fatti di cronaca con una attenzione particolare alle tematiche sociali e ambientali.

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