Presidi della Campania scrivono ai ministri del Governo Conte. Decine di domande, zero risposte


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Lucia Azzolina

In campo la responsabilità dei dirigenti scolastici, il valore degli Esami di Stato

di Nadia Verdile | 04 Maggio 2020

NAPOLI - Esami di Stato in vista, dubbi e incertezze sul piatto della discussione. Così centosettantacinque presidi campani scrivono alla ministra dell’Istruzione. Lucia Azzolina, al ministro della Salute, Roberto Speranza, alla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, al ministro di Grazia e Giustizia, Alfonso Bonafede, al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, all’assessora regionale all’Istruzione, Lucia Fortini, alla Conferenza degli assessori regionali all’Istruzione, ai componenti le commissioni Istruzione di Camera e Senato e della Task force del ministero dell’Istruzione, alla direttrice generale regionale Luisa Franzese e ai sindacati.


Una lettera chiara, problematica, necessaria per fare chiarezza su quanto accadrà a giugno. Tredici punti, decine di domande che ad oggi sono senza risposta. In campo la responsabilità dei dirigenti scolastici, il valore degli Esami di Stato, la nebulosa in cui tutto sembra ancora essere collocato.

Questo il testo.

Il 17 giugno inizieranno gli esami di Stato nelle Scuole Secondarie di II grado di tutt’Italia. Il Ministro parla di colloquio orale in presenza. Dunque, le scuole riapriranno i battenti per alcuni giorni, con commissioni d’esame, studenti, personale. Mentre in tutt’Italia ci si laurea on line, la “maturità” va presa in presenza. Ma come si dovranno svolgere questi colloqui? Ad oggi non esiste un protocollo di sicurezza definito e certificato dall’Istituto Superiore di Sanità, né Linee Guida che indichino alle scuole un’uniformità di misure da adottare a salvaguardia della sicurezza e della salute.

Alcuni interrogativi si pongono in modo stringente.

1. Si dovrà misurare la temperatura all’ingresso? Se sì, chi sono i soggetti deputati a tale misurazione che dovranno, peraltro, stare ad una distanza interpersonale inferiore al metro? È prevista la presenza di unità di personale infermieristico all’ingresso delle scuole? Il termometro andrà sterilizzato tra una misurazione e l’altra? E se sì, chi deve essere responsabile di tale operazione? E le scuole dovranno anche acquistare appositi sterilizzatori? E se sì: con quali fondi?


2. In caso di verifica di studenti e/o commissari con temperatura corporea superiore a 37,5°, cosa bisogna fare? Mandare a casa tutti? E riconvocare la seduta? Se sì, per quando?

3. Tenuto conto dell’età media dei docenti italiani, come garantire quanto ipotizzato nel Documento tecnico Inail sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SarsCov-2 nei luoghi di lavoro e le strategie di prevenzione, in merito alla “sorveglianza sanitaria eccezionale” sui lavoratori di età superiore ai 55 anni?

4. In caso di assenza per malattia di un docente componente della commissione, va sostituito e con chi? E ove mai non si individuasse un docente sostituto, come procedere?

5. In caso di malore o febbre in corso d’opera, va sospesa la seduta? La commissione e tutti i presenti vanno riconvocati?

6. In caso di presenza di familiari e/o altri soggetti in qualità di pubblico: cosa fare? Non bisogna farli entrare? Chi è deputato al divieto di accesso e con quali strumenti? È prevista la presenza di forze dell’ordine all’ingresso delle scuole?

7. In caso di studenti sprovvisti di mascherina e guanti, deve provvedere la scuola?


8. La scuola deve fornire ai commissari d’esame i DPI?

9. Va prevista la sanificazione degli ambienti prima di aprirli al pubblico? E se sì, a carico di chi è l’intervento di sanificazione, sia in termini di competenza che di costi?

10. Va prevista la sanificazione degli ambienti d’esame e degli spazi comuni (in particolare i servizi igienici) anche durante e dopo? E anche in questo caso, a carico di chi è l’intervento di sanificazione, sia in termini di competenza che di costi?

11. Gli esami si devono concludere obbligatoriamente entro una certa data per consentire ai ragazzi interessati di poter partecipare ai test di ingresso all’università. Ove mai si bloccasse il lavoro delle commissioni per emergenza sanitaria intervenuta, come garantire la possibilità agli studenti di partecipare ai test universitari in date ormai già definite?

12. I Dirigenti Scolastici delle Scuole superiori hanno, per obbligo di servizio, dovuto presentare domande per ricoprire il ruolo di Presidenti esterni in altre scuole: come rispondere, in questo caso, di un adeguato controllo di eventuali procedure non essendo presenti nella propria scuola?

13. In generale, chi sosterrà i costi dell’applicazione del protocollo dell’ISS? Vi sono risorse economiche adeguate?

Non si tratta di questioni peregrine, ma di regole chiare da seguire, uniformi in tutto il Paese. In qualità di Dirigenti Scolastici riteniamo di non poter essere responsabili oltre misura di un’attività che potrebbe tranquillamente svolgersi, come accade per le sedute di laurea, a distanza, a maggior ragione dal momento che si è stabilito di svolgere solo un colloquio orale come prova d’esame.

Comprendiamo il valore simbolico dell’esame di “maturità”, ma riteniamo che altrettanta potenza simbolica rivesta una seduta di laurea e, dunque, non comprendiamo l’insistenza di una scelta di difficile gestione, a maggior ragione in assenza di linee comuni valide per le scuole di tutto il Paese.

I firmatari della lettera li trovate nelle immagini che seguono:

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