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ROMA - La gestione 2024 dell'Istituto nazionale previdenza sociale mostra un quadro finanziario complessivamente stabile, tra crescita del patrimonio e incremento delle entrate contributive, ma emergono criticità su crediti, spesa per prestazioni e personale ispettivo. Dalla gestione degli immobili alle partecipazioni societarie, il report della Corte dei conti evidenzia sfide e opportunità cruciali per la sostenibilità futura dell'Inps. Un'analisi attenta dei numeri e delle strategie adottate offre uno sguardo chiaro sulle dinamiche economiche e operative dell’ente pubblico più importante in Italia.
Il patrimonio netto raggiunge quota 35,313 miliardi di euro (29,784 miliardi nel 2023
La Corte dei conti e la relazione sull'Istituto nazionale previdenza sociale (Inps). La gestione 2024 dell’Inps evidenzia un quadro finanziario complessivamente stabile, seppur caratterizzato da alcune criticità. Il risultato economico di esercizio è di 1,029 miliardi di euro, in diminuzione rispetto ai 2,063 miliardi del 2023. In crescita, invece, il patrimonio netto, che raggiunge quota 35,313 miliardi di euro (29,784 miliardi nel 2023), così come l’avanzo di amministrazione, pari a 121,803 miliardi, rispetto ai 120,491 miliardi dell’anno precedente. È quanto emerge dalla relazione sulla gestione 2024 dell’Istituto, approvata dalla Sezione controllo enti della Corte dei conti con Delibera n. 25/2026. Le entrate contributive - si legge nel documento - si attestano a 284 miliardi di euro, in aumento di 14,9 miliardi rispetto al 2023, con un’incidenza crescente delle agevolazioni, che raggiungono il 15% del totale. Tra le principali criticità dell’assetto patrimoniale resta l’esigibilità dei crediti contributivi.
Numero degli ispettori sceso da 828 a 761 unità soprattutto a causa dei pensionamenti
Le difficoltà nella loro riscossione rendono, infatti, sempre più evidente la necessità di rafforzare i meccanismi di recupero delle risorse, di fondamentale importanza per la copertura delle prestazioni obbligatorie.
Sul fronte dei controlli, il numero degli ispettori, sceso da 828 a 761 unità, soprattutto a causa dei pensionamenti, ha indotto l’Istituto nazionale previdenza sociale ad avviare, nel 2025, nuove procedure di assunzione. Occorrono, tuttavia, interventi organizzativi specifici, soprattutto per aumentare le verifiche nei settori più esposti al rischio di lavoro irregolare. Proseguendo nel trend di crescita, la spesa per prestazioni istituzionali si attesta a 417,408 miliardi di euro (+19,345 miliardi sul 2023), rendendo necessario un costante monitoraggio delle cause e degli effetti, sia nel breve periodo sul reperimento delle risorse contributive, sia nel lungo periodo sul mercato del lavoro. In aumento anche gli interessi passivi sulle prestazioni pregresse, pari a 65,730 milioni di euro, rispetto ai 46,158 milioni dell’anno precedente.
L’Istituto ha notificato oltre 14.000 diffide di pagamento per morosità
Migliorano, invece, a livello nazionale, i tempi medi di riconoscimento dell’invalidità civile, pur con alcune criticità territoriali. Sul fronte, poi, delle partecipazioni societarie, l’Inps detiene il 100% di Inps Servizi Spa, il 49% della società informatica 3-I Spa e il 51% di IGEI Spa, attualmente in liquidazione. La gestione degli immobili da reddito, a fronte di un valore medio di 1,837 miliardi, registra un rendimento, al lordo dei costi, del 3,59%; quello netto presenta valori negativi (-1,94%). L’Istituto ha notificato oltre 14.000 diffide di pagamento per morosità e intrapreso più di 430 azioni giudiziarie per il recupero dei crediti e la liberazione delle unità immobiliari. Nel corso del 2024 è proseguita, infine, l’attività di dismissione di queste ultime, con vendite, anche all’asta, che hanno generato 66,051 milioni di euro e un plusvalore di 13,463 milioni.
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