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| Miriam Ballerini |
COMO - Dopo il referendum sulla giustizia, tra slogan e interpretazioni opposte, orientarsi è diventato sempre più difficile. Si è detto che avrebbe cambiato tutto: processi più rapidi, meno errori, maggiore equità. Ma è davvero così? Per capirlo, serve tornare alle basi e distinguere tra chi fa le leggi e chi le applica. Solo facendo chiarezza si può andare oltre la confusione e leggere davvero cosa c’è dietro il sistema giustizia.
I magistrati vengono accusati di rilasciare troppo presto i colpevoli
Facciamo informazione. In seguito al referendum sulla giustizia dove, lo sappiamo ha vinto il no, ho letto di tutto e di più; sia prima del voto sia in seguito. Insomma, ognuno cerca di tirare l'acqua al proprio mulino. In questo articolo vediamo solo di fare chiarezza su quale sia il ruolo dei magistrati, giudici e pubblici ministeri, tanto contrastati e incolpati di ogni nefandezza. Vengono accusati di rilasciare troppo presto i colpevoli, di non esprimere la giusta pena e altre cose simili. Vediamo in modo semplice: chi fa le leggi in Italia? Le leggi vengono approvate dal Parlamento, cioè dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica. Quindi, il Parlamento italiano ha il potere legislativo. E cosa fanno i giudici? I giudici fanno parte del potere giudiziario, pertanto decidono le cause (civili, penali, ecc.). Mentre i Pm pubblici ministeri, accusano nei processi penali. Tutti insieme sono chiamati magistratura italiana.
I magistrati non avrebbero più sbagliato creando casi come quello di Garlasco
Non fanno le leggi e non governano, ma applicano le leggi, controllano che vengano rispettate e giudicano chi le viola. Anche qualora ci fosse stata la separazione delle carriere, i magistrati avrebbero proseguito nel loro lavoro con i mezzi che la legge, decisa dal governo, ha messo a loro disposizione. Si diceva che non avrebbero più sbagliato creando casi come quello di Garlasco. Anche in questo caso, qualora conosciate un decreto che renda dei robot le persone non consentendo l'errore, mi raccomando, fatemelo sapere.
E adesso passiamo a un altro argomento che è stato tirato in ballo: il caso famiglia del bosco. La suddetta famiglia è stata allertata perché non provvede alla scolarizzazione e alla socializzazione dei figli, oltre al problema della salute e dell'igiene. Tutto ciò è stato inasprito dal decreto Caivano che è stato approvato dal governo Meloni. Il decreto prevede, fra le altre cose, una stretta contro l’abbandono scolastico.
La legge è uguale per tutti
Che i genitori possono essere sanzionati se i figli non frequentano la scuola e maggiore collaborazione tra scuole, servizi sociali e autorità. Col referendum nulla sarebbe cambiato in merito. Pertanto, tutto quanto è stato usato in modo grossolano per convincere le persone di un cambio di rotta che avrebbe semplificato la vita dei cittadini, come una giustizia più veloce, più equa, ecc. in realtà non sarebbe comunque potuto accadere. Spero di aver offerto strumenti di facile lettura per capire, io per prima, un poco meglio come funzionano le cose sotto la bilancia della: la legge è uguale per tutti.
di Miriam Ballerini
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