Rossini a Verona: Petite messe solennelle al Filarmonico

Vista dall'alto di un'orchestra con strumenti ad arco, fiati e percussioni, accompagnata da un coro numeroso sullo sfondo, tutti vestiti elegantemente su un palco teatrale
Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona si esibiscono al Teatro Filarmonico durante un concerto, EnneviFoto (Fondazione Arena di Verona)

VERONA - La Stagione Sinfonica 2026 di Fondazione Arena prende il via al Teatro Filarmonico di Verona con un evento unico: Petite messe solennelle di Gioachino Rossini, eseguita per la prima volta in città nella sua orchestrazione definitiva, firmata dallo stesso compositore. Sul palco, Orchestra e Coro di Fondazione Arena insieme con un cast internazionale di solisti, diretti da Sebastiano Rolli, daranno vita al testamento musicale del "cigno di Pesaro". Un appuntamento imperdibile che fonde storia, grande musica e intensità emotiva.

Venerdì 3 aprile inaugura la Stagione Sinfonica 2026 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico

Il Rossini più solenne inaugura la Stagione Sinfonica 2026 al Filarmonico, 3 e 4 aprile 2026. La prima venerdì 3 aprile eccezionalmente alle ore 19; replica sabato 4 aprile alle ore 17. La Petite messe solennelle è il testamento musicale del cigno di Pesaro per la prima volta a Verona nella forma sinfonica definitiva approntata dallo stesso autore. Sul palcoscenico, Orchestra e Coro di Fondazione Arena, con un cast internazionale diretto da Sebastiano Rolli. Rossini Petite messe solennelle, Rolli - Berzhanskaya, Werle, Monaco, Pertusi. Teatro Filarmonico di Verona. Dopo i primi titoli d’opera, venerdì 3 aprile inaugura la Stagione Sinfonica 2026 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico. Orchestra, Coro e quattro solisti d’eccezione sono schierati per un concerto che presenta un capolavoro noto in veste inedita per Verona: la Petite messe solennelle, ultima grande opera di Rossini, nella versione orchestrata da lui stesso, che però non riuscì ad ascoltare.

Il più ricco e complesso melodramma, di quelli che il compositore chiamava i suoi “peccati di vecchiaia”

Inizio alle ore 19 e replica sabato 4 aprile alle 17. E poi, ogni fine settimana fino a fine maggio, un programma sinfonico diverso con grandi interpreti di oggi. Sebastiano Rolli, apprezzato direttore in ambito lirico e sinfonico, nonché profondo conoscitore della prassi esecutiva dell’Ottocento, torna a Verona per affrontare l’ultima opera di Rossini. Non un melodramma (l’ultimo, Guillaume Tell, fu scritto quasi quarant’anni prima) ma il più ricco e complesso di quelli che il compositore chiamava i suoi “peccati di vecchiaia”, quattordici album di musica per pianoforte e da camera.

La messe solennelle che vide la luce nel 1864 era anche “Petite” perché destinata ad un organico ridotto, da salotto: dodici voci, solisti compresi, due pianoforti e un armonium. Ma, spinto dall’entusiasmo delle reazioni, presto Rossini si convinse a provvedere egli stesso alla strumentazione per grande orchestra, prima che lo facessero altri autori meno attenti di lui all’equilibrio tra voci e strumenti.

Opera eseguita cinque volte tra il 1981 e il 2018 ma sempre nella stesura originaria “da camera”

La prima esecuzione della Petite messe solennelle nella nuova veste avvenne a Parigi, dove il maestro da abitava da decenni, ma nel 1869 egli non era già più e la première divenne un commosso omaggio postumo a uno dei talenti più rivoluzionari della musica del XIX secolo. Nella storia di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico di Verona, la Petite messe solennelle è già stata eseguita cinque volte tra il 1981 e il 2018 ma sempre nella stesura originaria “da camera”: venerdì 3 e sabato 4 aprile verrà eseguita per la prima volta nella versione ultima di Rossini con grandi organici. Il maestro Rolli dirigerà l’Orchestra di Fondazione, il Coro preparato da Roberto Gabbiani e un quartetto di solisti tra i più apprezzati interpreti del Belcanto di oggi: il soprano Vasilisa Berzhanskaya, il mezzosoprano Anna Werle, il tenore Dave Monaco e il basso Michele Pertusi. La prima di venerdì avrà luogo eccezionalmente alle ore 19, per permettere lo svolgimento della Via crucis “Chiamata alla pace”, in piazza Bra, a cui parteciperà anche il Coro di Voci Bianche di Fondazione Arena.

Sabato 4 aprile tornano anche Le Sale della Musica

La replica sarà sabato 4 aprile, alle 17. Si tratta del primo appuntamento della Stagione Sinfonica 2026: sono altri sette gli appuntamenti in doppia data tra aprile, maggio e novembre, con richiesti direttori e solisti di fama internazionale, alle prese con grandi classici del repertorio dall’Ottocento ad oggi, diverse prime esecuzioni per Verona e prime assolute commissionate da Fondazione Arena. BCC Veneta rinnova il suo legame con Fondazione Arena di Verona anche per il 2026, confermandosi main sponsor della Stagione Artistica del Teatro Filarmonico. La programmazione 2026 di Arena Young riguarda anche l’intera Stagione Sinfonica. Ogni venerdì, per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà assistere ai concerti a tariffe agevolate, partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena. Sabato 4 aprile tornano anche Le Sale della Musica, un calendario di visite guidate per approfondire storia, curiosità e dietro le quinte del Teatro Filarmonico ma anche conoscere le professionalità che lavorano in teatro e l’attività di messinscena di opere e concerti. Tutte le giornate di visita (dieci appuntamenti fino a dicembre, di sabato mattina) avranno un primo turno alle ore 10.30 e un secondo turno alle ore 12. Il percorso varierà ogni volta in base agli spettacoli in produzione, durerà un’ora circa ed è aperto a gruppi fino a 20 persone.

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