Sanità Molise, sindaci uniti: più fondi e tutele

Da sinistra: Daniele Saia, Piero Castrataro e Marialuisa Forte
Da sinistra: Daniele Saia, Piero Castrataro e Marialuisa Forte

CAMPOBASSO - La sanità molisana prova a rialzare la testa e lo fa con una mobilitazione istituzionale. Da Campobasso parte un appello che supera i confini regionali e chiama in causa Parlamento e Governo, nel nome delle aree interne e dei territori più fragili. Tra richieste di nuove risorse, correttivi normativi e proteste simboliche, i sindaci fanno fronte comune per difendere ospedali e servizi essenziali. Una sfida che riguarda il Molise, ma parla a gran parte del Paese.

Il decreto che definisce gli standard ospedalieri

I sindaci vogliono rilanciare la sanità nel sistema Molise. La salute dei cittadini va salvaguardata a ogni costo. E con urgenza. È il messaggio chiaro e condiviso emerso mercoledì 4 marzo 2026 a Campobasso, nella Sala della Costituzione, dove si è riunita la Conferenza dei sindaci, presieduta da Daniele Saia, numero uno della Conferenza dei sindaci per la Sanità della Regione Molise, presidente della Provincia di Isernia e sindaco di Agnone. La voce di una sola Regione, tuttavia, non basta. Per affrontare in modo strutturale le criticità del sistema sanitario molisano - che interessano anche altre realtà del Paese - occorre coinvolgere gli altri Enti regionali del Centro e del Sud Italia, avviando un confronto ampio sulle aree interne, sulle difficoltà orografiche e sui territori a bassa densità abitativa. Nel corso della seduta sono state illustrate le proposte di modifica alla legge delega sulla riorganizzazione della sanità (Ddl delega sull'assistenza ospedaliera). Tra i punti centrali figurano incentivi economici e organizzativi destinati al personale sanitario che sceglie di lavorare nelle strutture pubbliche: risorse aggiuntive rispetto a quelle ordinarie, così da non gravare sui bilanci regionali e rendere più attrattivi gli incarichi in una realtà periferica come quella molisana.

L'ospedale Cardarelli di Campobasso

Altro nodo cruciale riguarda i criteri applicativi del DM 70, il decreto che definisce gli standard ospedalieri. I sindaci chiedono correttivi capaci di tenere conto delle specificità territoriali, per evitare il taglio di servizi e presìdi essenziali. Nei territori con tempi di percorrenza elevati - è stato sottolineato - devono essere garantiti i servizi per le patologie tempo-dipendenti, nel rispetto delle finestre temporali utili per l'accesso alle cure.

Al centro del confronto anche il ruolo dell'hub regionale, l'ospedale Cardarelli di Campobasso. L'obiettivo è rafforzarne le funzioni di diagnosi e terapia, puntando al riconoscimento di un Dipartimento di emergenza e accettazione di II livello, così da assicurare una risposta adeguata alle emergenze complesse. Di rilievo, inoltre, il potenziamento delle guardie mediche e del servizio 118, insieme con la richiesta di correttivi nei criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale, per garantire una distribuzione più equa delle risorse e tutelare i territori con maggiori fragilità strutturali. Un confronto che segna un passaggio politico significativo: la sanità molisana chiede di non essere più considerata un'eccezione marginale, ma una realtà che necessita di strumenti normativi e finanziari calibrati sulle proprie peculiarità.

Piero Castrataro

Al tavolo, accanto a Saia, anche il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, finito alla ribalta nazionale per aver scelto di dormire in una tenda verde montata davanti all'ospedale Veneziale, in segno di protesta contro la chiusura di alcuni reparti decisa dai commissari che in Molise gestiscono la sanità. «Speriamo che questo emendamento venga accolto e, soprattutto, che su un tema delicato come la sanità si riesca a lavorare con trasversalità, remando tutti nella stessa direzione quando il disegno di legge arriverà in Parlamento. Serve un impegno condiviso, con il coinvolgimento dei parlamentari di tutte le forze politiche, non solo molisane. Ognuno faccia la propria parte. Bisogna coinvolgere la delegazione parlamentare molisana senza guardare al colore politico, perché questo emendamento non riguarda soltanto il nostro piccolo Molise, ma tutte le aree che presentano una distribuzione della popolazione e distanze dagli ospedali simili alle nostre», ha dichiarato Castrataro. «La vera battaglia – ha aggiunto il primo cittadino isernino – è ampliare il raggio d'azione per ottenere un sostegno più ampio sul piano politico e parlamentare». Occorre superare gli steccati, perché il problema del Molise è lo stesso che affrontano molti comuni dell'Appennino e diverse zone della Calabria, della Sicilia, della Basilicata e della Campania.

Serve il coinvolgimento effettivo dei parlamentari molisani e di altri parlamentari che conosciamo in diverse realtà italiane, al di là delle appartenenze politiche

«La partita è complessa se il Fondo sanitario nazionale resta invariato. Teniamo presente che la Campania è tra le Regioni che ricevono meno risorse pro capite. Se le risorse dovessero restare le stesse, difficilmente potremmo ottenere risultati. Bisogna riportare la spesa sanitaria dal sei e mezzo al sette per cento: solo così le nostre proposte potranno trovare spazio nel quadro economico-finanziario. È un messaggio che va veicolato per le aree interne. Serve il coinvolgimento effettivo dei parlamentari molisani e di altri parlamentari che conosciamo in diverse realtà italiane, al di là delle appartenenze politiche. Se andiamo a Roma a chiedere solo per la nostra piccola regione sarà difficile raggiungere l'obiettivo. Un obiettivo che riguarda tutti i molisani», ha proseguito il sindaco.

È il momento di coinvolgere tutti e trasformare questa in una battaglia comune

Castrataro ha ricordato di aver ricevuto, per la sua iniziativa a Isernia, numerosi messaggi di sostegno da tutta Italia: email di comitati e cittadini campani, toscani e di molte altre aree della Penisola. «È il momento di coinvolgerli e trasformare questa in una battaglia comune. Anche l'Anci deve darci una mano. Abbiamo peculiarità specifiche, ma per come sono strutturati gli emendamenti è necessaria la collaborazione di tutti. Il nostro messaggio deve raggiungere gli altri territori del Paese», ha concluso Castrataro. Presenti, insieme con numerosi sindaci del territorio, anche il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, e la sindaca di Campobasso, Marialuisa Forte.

di Giuseppe Rapuano

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